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Trentacinquenne aggredito in strada

Trentacinquenne aggredito in strada
«Mi ha rotto il naso perché sono gay»
L’uomo ha scritto una mail al Comune. Majorino: «Episodi di questo tipo devono essere condannati e isolati»

L’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha ricevuto, tramite la casella email del Comune istituita qualche mese fa antidiscriminazioni@comune.milano.it, la lettera di un giovane che sabato scorso ha subito un’aggressione omofoba al quartiere Isola, proprio poche ore prima del «Gay Pride»: è stato prima insultato e poi picchiato da un automobilista. E ha deciso di renderla pubblica perché «Milano è e deve rimanere una città dove episodi di questo tipo devono essere condannati e isolati affinché il rispetto dell’altro, anche quando diverso da noi, guidi il comportamento di tutti», è il commento di Majorino.

NASO ROTTO – L’aggressione è avvenuta alle 9.45 di sabato 29 giugno in via Sassetti angolo via Melchiorre. Il 35enne Gianluca, commesso in uno store di abbigliamento di corso Buenos Aires, stava andando al lavoro in bicicletta quando un automobilista ha iniziato a suonare alle sue spalle: ne è nato un diverbio. L’uomo al volante dell’auto sportiva, un trentenne di media corporatura, a un certo punto è sceso e, accortosi di aver di fronte un giovane gay, prima lo ha insultato per il suo orientamento sessuale, poi l’ha colpito con pugno al volto e si è allontanato in auto, facendo perdere le sue tracce. Gianluca è riuscito ad annotare il numero di targa del suo aggressore. Arrivato al lavoro con il naso rotto, è stato soccorso dai colleghi e accompagnato in ambulanza al Fatebenefratelli: 15 giorni di prognosi per trauma facciale con infrazione delle ossa nasali e cervicalgia con irregolarità del processo traverso C7. Subito dopo la medicazione la denuncia alla Polizia: a verbale lesioni e ingiuria, con l’aggravante dell’omofobia.

LA MAIL – «In questi giorni è ancora a casa e si è rivolto al Comune di Milano che da qualche mese ha una casella di posta elettronica cui scrivere per denunciare episodi di discriminazione e avere un aiuto», racconta Majorino. «Ha voluto che la sua storia fosse raccontata. Alle sue parole aggiungiamo le nostre. Gli siamo vicini e da noi avrà tutto il sostegno possibile per affrontare le prossime settimane e compiere tutti i passi che saranno necessari a fare chiarezza sull’accaduto nella speranza che chi lo ha aggredito possa essere identificato».

ARCIGAY – «È sconcertante apprendere che mentre sabato alcune vie del centro venivano attraversate dal Pride di Milano a pochi passi dalla fine del corteo un ragazzo di 35 anni è stato aggredito verbalmente e fisicamente perché omosessuale mentre andava al lavoro», è il commento dell’Arcigay di Milano, che esprime «tutta la nostra solidarietà e sostegno» alla vittima. «A fine luglio – ha ricordato Marco Mori, presidente Arcigay Milano – il Parlamento si troverà ad affrontare il nodo cruciale di tante campagne elettorali, le unioni civili. In questo Parlamento siede però una maggioranza, diversa da quella di Governo, che rischia di essere la più larga e inutile maggioranza laica della storia Repubblicana. Quella maggioranza può approvare in modo ancora meno combattuto una legge contro l’omofobia, o estendere la legge Mancino ai reati di tipo omofobico, e non è solo l’ennesimo caso violento a ricordarcelo. Come il corteo del pride di sabato scorso sentenziava, è ora di passare dalle parole ai diritti».