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Suicida 14enne gay, Papaboys: “Dramma ma con Platinette in tv tutti omosessuali”

12 agosto 2013 – Roma – Suicida 14enne gay, Papaboys: “Dramma ma con Platinette in tv tutti omosessuali.

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I Papaboys piangono la morte del 14enne gay che si è tolto la vita nei giorni scorsi a Roma, ma il presidente dell’associazione Daniele Venturi precisa che “i giovani sempre imitano gli esempi adulti che hanno di fronte. Se Platinette è tutti i giorni sui media, avremo una generazione di omosessuali e travestiti. Se sui media ogni giorno raccontiamo le storie sessuali di giovanissime che si vendono al politico di turno per far carriera in tv, avremo una generazione di escort. Se invece torneremo a parlare di Don Bosco, Don Orione, Domenico Savio e Giovanni Paolo II, forse riusciremo a ricostruire una generazione di santi”.

Morire a 14 anni gettandosi dal terrazzo in strada, secondo Venturini, “è un dolore che ci interroga, deve chiamarci a riflettere”, non si tratta solamente del “dramma” e del “vuoto che ha vissuto un ragazzino: questo è l’apice del grido di dolore che una intera generazione vive, talvolta nel silenzio, che incancrenisce l’anima e la fa esplodere dall’interno, talvolta negli episodi che sfociano in droga, baby gang, ed eccessi vari”.

Il leader dei Papaboys sottolinea poi di essere contrario a una legge sull’omofobia. “Il mondo politico non ha perso l’occasione di speculare su una morte ed invoca a gran voce una nuova legge sull’omofobia”, ha detto, “ma non sarà quella legge a restituire la vita a chi ha purtroppo deciso di togliersela, e neanche a curare una generazione che cresce, colpita da vari dolori. Uno di questi, è la discriminazione di identità”. A questo proposito, aggiunge, “l’ascolto delle nuove generazioni è l’unica strada possibile” così come “restituire funzione sociale ai luoghi nel quali la futura gioventù di un Paese si può formare” come l’oratorio. “In secondo luogo – sottolinea – non possiamo far mancare alla generazione che cresce la nostra testimonianza di adulti.

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/12/suicida-14enne-gay-papaboys-dramma-ma-con-platinette-in-tv-tutti-omosessuali/683000/

“Sono gay, tutti mi prendono in giro”, si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo

11 agosto 2013 – Roma – “Sono gay, tutti mi prendono in giro”, si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo.

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“Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia”. Due messaggi, uno su un foglio di carta, l’altro su una pen drive. Poi la decisione di farla finita. Ha deciso così di togliersi la vita un quattordicenne, gettandosi dal terrazzo condominiale, la scorsa notte, a Roma. L’ennesimo dramma nella capitale, che arriva dopo la morte lo scorso novembre di un quindicenne gay trovato appeso a una corda nel bagno di casa dei nonni, e dopo il tentativo di suicidio di un altro adolescente che si è lanciato dalla finestra dell’istituto romano che frequentava, durante la ricreazione.

Prima di compiere il tragico gesto due sere fa, il giovane ha lasciato due messaggi in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la decisione di farla finita era legata alla sua omosessualità. Quelle lettere raccontano di derisioni e prese in giro da parte di alcuni coetanei che lo avevano addirittura escluso dalla comitiva.

FONTI: www.repubblica.it/cronaca/2013/08/11/news/sono_gay_tutti_mi_prendono_in_giro_si_uccide_a_14_anni_gettandosi_dal_terrazzo-64608534/

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_agosto_11/suicida-giovane-gay-sanbasilio-roma-2222573710824.shtml

La legge sull’omofobia? Non è una priorità

9 agosto 2013 – Roma – La legge sull’omofobia? Non è una priorità.

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Le dittature non hanno il senso del ridicolo. Mussolini affermò che, se in Italia ci fosse stato un calo delle nascite come in Francia, avrebbe preso delle “decisioni immediate, draconiane”. Non si riesce a immaginare quali decisioni poteva prendere. Hitler, che sosteneva la superiorità della razza ariana – pelle bianca, capelli biondi – dovette assistere al trionfo del nero Jesse Owens, vincitore di 4 medaglie d’oro alle Olimpiadi del ‘36. Il muro di Berlino, innalzato dai comunisti, è crollato nel tripudio generale.

Oggi è la volta di nostri parlamentari che definiscono “urgente” la legge contro l’omofobia. Come se non bastassero le leggi vigenti a protezione della persona e soprattutto come se non ci fossero questioni davvero urgenti: la ripresa che non arriva, la disoccupazione giovanile, la disperazione dei licenziati, la burocrazia soffocante, un fisco aggressivo e inconcludente, e non mancano le file di poveri attorno ai cassonetti per cercare il cibo invenduto dai ristoranti.

In pieno agosto soffocante i rappresentanti del popolo devono legiferare sull’omofobia. Il diktat della lobby internazionale dominante ci costringe a quest’assurdità. E’ giusto e doveroso protestare pubblicamente ma, come ha detto il Papa nell’Angelus dopo la GMG, il futuro sta nella santificazione della vita quotidiana. Gesù ha detto che i suoi discepoli sono il sale della terra. A me tocca essere sale utilizzando il clima disteso dell’estate per pregare, dedicarmi agli altri, approfondire il Vangelo.

di Pippo Corigliano

FONTE: http://www.affaritaliani.it/cronache/la-legge-sull-omofobia-non-una-priorit090813.html?refresh_ce

Critica la legge sull’omofobia. Sacerdote di Albano nella bufera

04 agosto 2013 – Albano. Critica la legge sull’omofobia. Sacerdote di Albano nella bufera.

sacerdoteUna vicenda inquietante quella che nei giorni scorsi ha letteralmente travolto don Stefano Piccinelli, sacerdote bergamasco originario di Albano Sant’Alessandro, finito al centro di una grande bolla mediatica scatenata dal quotidiano «La nuova Ferrara».

Il motivo? Don Stefano, da otto anni cappellano dell’ospedale di Cona nella provincia estense, aveva affisso nell’anticamera della sua chiesa l’appello alla raccolta firme lanciato dal quotidiano cattolico online «La nuova Bussola quotidiana» in protesta alla legge sull’omofobia.

La norma, attualmente in discussione alla Camera, sta destando numerose reazioni nel mondo cattolico per le limitazioni che comporterebbe alla libertà di pensiero e di credo: secondo il testo base, avverte l’associazione «Giuristi per la Vita», organizzare una protesta contro leggi che permettano matrimoni e adozioni omosessuali o anche solo criticare il comportamento omosessuale sarà punibile con il carcere fino a sei anni.

«Non avrei mai immaginato che esporre nell’anticamera della chiesa un semplice appello contro questa legge mi avrebbe fatto finire in prima pagina. Sono senza parole – spiega don Stefano -. Sulle poche cose che ho detto alla giornalista hanno costruito un grande panegirico. In realtà come prete io devo difendere la verità e quindi ho dato loro motivazioni basate sulla fede e sul credo, ma il giornale ha messo tutto sul piano degli interessi».

«Personalmente non avrei problemi e accompagnare spiritualmente una persona omosessuale – spiega il sacerdote -. Non credo in nessun tipo di discriminazione: questo è il messaggio cristiano».

FONTE: http://www.ecodibergamo.it/stories/Hinterland/388863_critica_la_legge_sullomofobia_sacerdote_di_albano_nella_bufera/

Corriere della Sera: gli errori della legge anti omofobia

4 agosto 2013 – Corriere della Sera. Gli errori della legge anti omofobia – L’espansione indiscriminata dei diritti comporta più rischi che vantaggi. (Articolo di Ostellino Piero)

P er quanto abbia cercato di individuare le (eventuali, ma assai recondite) ragioni eticamente immanenti al progetto di legge contro l’omofobia («avversità nei confronti dell’omosessualità»), non riesco a capire perché picchiare un omosessuale sarebbe un’aggravante, mentre picchiare me ? che sono «solo» un essere umano senza particolari, selettive e distintive, qualificazioni sessuali ? sarebbe meno grave. Picchiare qualcuno è un reato. Punto, basta e dovrebbe bastare. Agli occhi di una persona dotata di normale senso comune, l’omosessualità non è, oggi, neppure «un vizio», come volevano, e in parte vogliono ancora, certi integralismi religiosi. La regolare frequentazione, la stessa amicizia, di omosessuali ? senza il timore di apparire tali, che è, poi, l’altra faccia dell’omofobia ? è qualcosa di più di una consuetudine diffusa. Del resto, la nostra stessa Costituzione, all’articolo 3, già esclude la discriminazione per ragioni di sesso, oltre che religiose, politiche e sociali. Mi pare, invece, che il progetto di legge sull’omofobia ripristini, alla rovescia, la discriminazione, creando un surreale, e inquietante, precedente. Poiché, in certi ambienti, la solidarietà omosessuale rasenta il (legittimo) lobbismo, che facciamo, allora? Approviamo una legge che tuteli gli eterosessuali contro questa forma indiretta di discriminazione omosessuale nei loro confronti? Ma c’è anche un altro versante della proposta di legge contro l’omofobia che merita una riflessione. La cultura dell’espansione indiscriminata dei diritti rischia, di questo passo, di portare, prima o poi, a sostenere che il cittadino biondo, con gli occhi azzurri e di pura razza ariana ? che, poi, sarebbe, oggi, il titolare del pensiero unico «politicamente corretto» ? debba godere di uno statuto speciale rispetto a chi la pensa diversamente. La strada che porta all’inferno del totalitarismo è notoriamente costellata di buone intenzioni…L’omosessualità non è un diritto. È un dato di fatto, uno spicchio della realtà; è un aspetto della libertà sessuale. Spremete la realtà quanto volete e ? come ha insegnato lo scetticismo scozzese ? non ne sortirà una sola goccia di un principio morale. Trasformarla, dunque, in un diritto giuridicamente protetto non ha alcun senso, dato che è già costituzionalmente tutelata e il costume, secolarizzato e generalizzato, ne sconsiglia l’avversione. Ad una persona di normale buon senso non verrebbe mai in mente, nel mondo in cui viviamo, non dico di picchiare, ma neppure di insultare e discriminare l’omosessuale. In tutta evidenza, non c’è bisogno di una legge contro l’omofobia, e impegnarne il Parlamento è un anacronismo persino ridicolo e pericoloso. La smania iper legislativista non realizza la democrazia, ma ne è la patologia che distrugge le libertà liberali.

Ostellino Piero

FONTE: http://archiviostorico.corriere.it/2013/agosto/03/Gli_errori_della_legge_anti_co_0_20130803_bf05295a-fbff-11e2-a8b4-642bc7e0ec80.shtml