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Omofobia alle case popolari: “Emarginati perché gay”

Insultati e aggrediti verbalmente. Derisi oppure soggetti a continui scherzi di cattivo gusto. E tutto questo «soltanto perché omosessuali».  Daniele e Michele, li chiameremo così, denunciano di subire da due anni le angherie dei loro vicini di casa. L’ingresso in quella casa popolare di corso Giulio Cesare faceva presagire un nuovo inizio dopo anni difficili, dopo un periodo di permanenza all’housing sociale di via Ivrea. Così, però, non è stato. Per le famiglie delle case Atc la vista di due uomini mano nella mano avrebbe scatenato sensazioni strane, odio e ripicche. Fin dal primo momento in cui la coppia ha messo piede in quell’alloggio al piano rialzato. «Siamo stati redarguiti dal caposcala per aver messo un’etichetta sul citofono – raccontano i due -. Eppure non pensavamo di fare nulla di male, di solito è la prassi quando ci si trasferisce in un nuovo alloggio».
Il peggio sarebbe venuto nei mesi seguenti. A cominciare da quelle violenze verbali, da quelle frasi pronunciate ad alta voce tra i cortili e i marciapiedi in modo da arrivare senza alcun fraintendimento all’orecchio degli interessati. «Ho sentito due pensionati criticare il Comune che dà le case popolari agli omosessuali – ricorda Daniele -. Ci trattano come appestati, neanche fossimo dei ladri o degli avvoltoi. Noi abbiamo provato a relazionarci con quelle persone ma non c’è nulla da fare, ci evitano».
Anche i ragazzi che vivono in corso Giulio hanno cominciato a prendere di mira la coppia. Prima con insulti poi con frasi irripetibili. Innumerevoli i riferimenti al sesso. «Dicono che vogliono arrampicarsi e spiarci – aggiunge Michele -. E questo ci fa stare male ogni giorno, perché non capiamo il motivo di tale astio e cosa spinga questa gente a prendersi gioco di noi».
In due anni non sono mancati nemmeno gli atti vandalici, i tentativi di forzare la serratura della casa, di mettere le mani nella posta altrui. E poi quelle porte sbattute con violenza al solo gusto di arrecar fastidio. E gli schiamazzi sotto la finestra in piena notte. Una trentina le lettere inviate da Daniele e Michele all’Atc. In tutte una sola richiesta: provvedimenti contro le persone che non hanno rispetto per gli omosessuali. «Ci siamo lamentati con l’istituto per tutta una serie di situazioni spiacevoli – continuano i due uomini -. Non siamo in cerca di vendette ma solo di rispetto, quello che fino ad oggi è mancato del tutto».
Philippe Versienti

Fonte: http://www.cronacaqui.it/torino/29439_omofobia-alle-case-popolari-emarginati-perche-gay.html