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Diamanti choc, insulti omofobi a Borriello

20/05/2013 – Genova: Diamanti choc, insulti omofobi a Borriello

E chi se lo aspettava. S’intende un accenno di rissa, in partita tranquilla di fine stagione fra Bologna e Genoa. E s’intende la frase con cui Alino Diamanti si rivolge a Marco Borriello. Minuto 33, Moscardelli cade nei pressi dell’area rossoblù, testa tra le gambe del centravanti rossoblù e accenno di colpetto di reazione alla caviglia, da lì si scatena un battibecco che riguarda in primis Borriello e il fantasista del Bologna, che si spingono. Entrambi ammoniti dall’altro Borriello, l’arbitro di Mantova che cerca di sedare gli animi degli altri giocatori che sopraggiungono.

Ma fra i due non finisce lì, mentre tornano verso centrocampo e il gioco riprende continuano a pizzicarsi. Dal labiale, prima Diamanti dice: “Ma vai, gioca”. E poi, tre volte: “Finocchio di merda” . Via, quanto meno curiosa la definizione scelta per uno dei calciatori che più riempiono i rotocalchi e il gossip per flirt presunti o meno con avvenenti fiamme. E, soprattutto, anche in gara in teoria da animi sereni senza tensioni di classifica e affini, un’altra dimostrazione di un calcio che a dichiarazioni di sessualità più libere e outing non è pronto. E non c’entra Borriello o le preferenze a letto e altrove di chiunque. È che Diamanti riesce a trovare un qualcosa di più inutile – qui nel senso di sciocco – della partita del Dall’Ara in termini di classifica. E chi se l’aspettava.

Borriello poco dopo, chiede il cambio: non perché toccato dall’episodio, ma perché dopo lo scontro capisce di poter essere presto toccato duro dagli avversari. Ballardini capisce e lo toglie. Il tecnico capisce meno, di certo, il sessismo del pallone: «Se uno vive la sua omosessualità in modo equilibrato – aveva detto tempo fa – non vedo quale problema ci sia, per me non esiste il problema».

Lo stesso Diamanti esce dopo un po’ , quando al termine della gara manca una manciata di minuti, cade male su un braccio. Portato fuori in barella, il Bologna conclude in dieci. E il fantasista viene trasportato in ospedale per accertamenti: “trauma contusivo-distorsivo al polso destro”, dice il referto. Che esclude le sospettate fratture. Necessaria però un’ulteriore valutazione, mentre oggi c’è il raduno della Nazionale a Coverciano (dove da Bologna si trasferisce Luca Antonelli). Il ct Cesare Prandelli – altro uomo di calcio che contro l’omofobia si è più volte speso – ha detto che per ora non intende sostituirlo, aspetta.

Fonte: Il secolo XIX
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2013/05/20/APc8nTZF-diamanti_borriello_insulti.shtml

Su Face la testimonianza inedita dell’ultimo, nuovo, caso di omofobia a Roma

16/05/2013 – Su Face la testimonianza inedita dell’ultimo, nuovo, caso di omofobia a Roma. E i leaders del mondo gltbq. Per una Proposta concreta.

Metti che un giorno esci a fare una passeggiata, che una sera decidi di andare a ballare con gli amici o che vai a prendere un aperitivo con la tua ultima conoscenza che “speriamo bene, perchè mi piace proprio tanto”. Dinamiche comuni, che affollano gli scambi telefonici con gli amici e animano le conversazioni su whatsapp. Di ognuno di noi.
Metti però che tu sei un uomo e esci con un altro uomo. Metti che sei una donna che corteggia un’altra donna.
Non cambia nulla, se non agli occhi di chi pensa di poterti colpire, insultare, maltrattare perchè ai suoi occhi sei “diverso”. Anche con le botte, se necessario. Questa è l’omofobia.
Termine che negli ultimi anni anima le cronache dei giornali e di cui si parla sempre più spesso e che, ciclicamente, vive una recrudescenza soprattutto nelle grandi città, Roma in testa.
Un fenomeno di cui si parla grazie al coraggio di chi si ribella e si rivolge alle autorità.
Decine, solo quest’anno, i casi denunciati. Ma ce ne sono tanti altri, di chi non denuncia per paura di non essere compresi, per il timore di essere derisi o semplicemente perchè si vuole difendere e preservare la propria intimità già violentemente ferita.
Face vi racconta la storia di Tatiana.
Tatiana è il nome che abbiamo dato a questa ennesima vittima dell’odio omofobico. Una ragazza di 25 anni che non ha denunciato, per paura, l’episodio di cui è stata vittima solo venerdì scorso. Una durissima aggressione di cui finora nessun organo di stampa ha parlato. E’ successo, ancora una volta, in una città che l’amministrazione al Governo ama definire “Roma Capitale”. Ecco la sua testimonianza inedita.

Cosa è successo venerdì scorso?
“Ero in un locale con tre amiche e due amici, in zona Porta Maggiore. Nulla di speciale, si stava insieme e si scherzava come qualsiasi gruppo di amici. Quattro ragazzi, però, hanno iniziato a guardarci male e, subito dopo, hanno cominciato ad insultarci con frasi del tipo “lesbiche di merda” ed altre. Ci siamo rivolte ai buttafuori che per fortuna li hanno allontanati. Quando siamo usciti abbiamo notato che quei ragazzi erano ancora sulla strada. Abbiamo iniziato a camminare cercando di non allontanarci troppo ma quando abbiamo raggiunto la Casilina quei tipi ci hanno raggiunti e in pochi minuti ci hanno aggredite fisicamente. Io sono finita a terra e uno dei quattro ha iniziato a tirarmi calci in faccia, urlando altri insulti molto pesanti. A quel punto sono svenuta e non ricordo più niente. Le mie amiche hanno gridato ma nessuno si è avvicinato (c’erano poche auto che passavano a quell’ora). Gli aggressori hanno fatto in tempo a scappare. Sono stata per due giorni in casa perchè ero piena di lividi e avevo dolori ovunque. È stata una cosa orribile ma ora sto meglio”.

Non sei andata al pronto soccorso? Solo tu sei stata aggredita nel gruppo di amiche?
“Le altre ragazze se la sono cavata con alcuni schiaffi. Non sono andata al pronto soccorso perchè ero molto spaventata.”

Cosa provi e cosa ti aspetti dal nostro paese?
“Provo molta rabbia e paura. Paura che denunciando, quei ragazzi possano seguirmi e picchiarmi di nuovo. Io lavoro di notte in un locale e di notte si è più esposti perchè c’è meno gente in giro e il buio nasconde meglio. Sono molto disillusa, temo che non cambierà niente per chissà quanti anni altri. Vedo questa città peggiorare. Anni fa quando sono arrivata a Roma si respirava un’aria molto più amichevole, era meno dura per noi gay, lesbiche..Non so se sia dovuto alla crisi, che incattivisce tutti, al disinteresse delle Istituzioni o alla presenza dell’estrema destra che è sempre molto violenta e usa toni e argomenti sempre molto duri contro di noi”.

 

Fonte: FACE MAGAZINE http://www.facemagazine.it/roma-nera/

Gay: ‘non siete uomini ma froci’, coppia medici denuncia bancaria

14-03-13 – Palermo. Gay: ‘non siete uomini ma froci’, coppia medici denuncia bancaria
Palermo, 14 mar.- (Adnkronos) – “Non siete uomini, ma froci”. Cosi’ una bancaria ha apostrofato oggi una coppia di medici gay che si era recata in una banca di Palermo. A raccontare l’accaduto all’Adnkronos e’ uno dei due medici, Giovanni M. di 34 anni, pediatra, ancora visibilmente sotto choc. “Quello che e’ accaduto e’ gravissimo – dice – io e il mio compagno Augusto, che e’ un ginecologo, questa mattina siamo andati in banca per un disguido che si era verificato su un assegno. La bancaria che poi ci ha offesi, gia’ al telefono ha usato un tono arrogante e poco consono alla sua professione”. “Cosi’ con Augusto siamo andati in banca per chiarire il disguido – racconta ancora il giovane pediatra – Qui ho incontrato il direttore della filiale che e’ stato con me molto gentile e cosi’ abbiamo risolto subito il problema che si era verificato per un banale disguido”. Ed ecco l’arrivo della dipenente bancaria con la quale di mattina c’e’ stato il colloquio telefonico.

“Mentre uscivamo dalla filiale – racconta ancora Giovanni – nell’area che separa le casse dall’uscita, senza alcun motivo siamo stati aggrediti verbalmente e pubblicamente con ingiurie, in presenza degli impiegati e dei clienti dalla bancaria. Ci ha detto: ‘mi auguro di non avere mai a che fare con due medici come voi, pezzenti, non siete uomini, froci!”

A questo punto Giovanni M. e Augusto A., hanno lasciato la banca scossi da quanto accaduto. “Non sapevamo come reagire a queste offese – racconta ancora il pediatra – cosi’ dopo essermi consultato con il mio avvocato, abbiamo deciso di presentare una denuncia nei confronti della dipendente bancaria. La citero’ in giudizio, sia penalmente che civilmente. In caso di risarcimento devolvero’ il ricavato all’Arcigay e alle associazioni che si battono per la causa degli omosessuali. Non e’ pensabile che nel 2013 ci sia ancora una omofobia cosi’ estesa”.
Fonte: IGN