Suicidio di Vittoria Rossana Stefanelli

Disorientate di fronte al gesto di Vittoria Rossana Stefanelli, donna transgender che ieri ci ha lasciati, suicidandosi nella sua auto e lasciando un biglietto in cui chiede perdono ai suoi cari. Non la conoscevo personalmente. Ma sento di poter dire che si tratta di un’altra vittima della transfobia diffusa in tutti i settori della società. Una transfobia che ti esclude dal mondo del lavoro, dagli affetti, che ti priva della possibilità di stare serenamente tra la gente. Che erode pian piano l’entusiasmo e la fatica con cui hai dovuto conquistare te stessa. Una carezza.

Ottavia Voza,

Responsabile Arcigay
per i diritti delle persone Trans.

Arcigay “Rainbow” Valsesia – Vercelli esprime il proprio cordoglio e si unisce a tutt* coloro che piangono la perdita di Vittoria Rossana Stefanelli.

Fonte: http://rainbowvalsesia.wordpress.com/2013/10/30/comunicato-arcigay-addio-a-vittoria-rossana-stefanelli/

Gay si appartano attirati da un marocchino: pestati e rapinati

5 sett – RESANA – Pestati e rapinati da un gruppo di giovani stranieri dopo che si erano appartatati. Si tratta di due omosessuali di 43 anni, entrambi trevigiani. I due erano stati attirati da uno dei componenti del gruppo, un 17enne marocchino, che li aveva invitati ad appartarsi con lui.

Una volta arrivati in un punto isolato nella campagna di Resana, i due omosessuali sono stati colti di sorpresa dagli amici del 17enne marocchino, che li stavano aspettando nascosti tra gli arbusti. I due quarantenni sono stati investiti da un’ondata di calci, pugni e bastonate restando feriti in modo serio, e poi sono stati rapinati del cellulare, del portafogli e della chiavi della macchina.

Dopo il pestaggio i due, che avevano riportato ferite e contusioni in varie parti del corpo, sono andati in pronto soccorso per essere medicati (poi dimessi con prognosi di 15 giorni). In seguito hanno sporto denuncia ai carabinieri, che hanno fatto scattare le indagini.

I fatti si erano consumati a luglio, i carabinieri hanno reso noto l’accaduto questa mattina, ora che i responsabili sono stati identificati e denunciati per rapina aggravata in concorso. Si tratta di un gruppetto composto da cinque magrebini, compreso il marocchino che ha fatto da esca, ed un nigeriano, di età compresa tra i 16 ed i 21 anni e residenti tra Resana e Castelfranco.

Fonte: http://www.imolaoggi.it/2013/09/05/gay-si-appartano-attirati-da-un-marocchino-pestati-e-rapinati/

Bisceglie, 20enne gay tenta suicidio perché vessato in famiglia.

(28 agosto 2013) BISCEGLIE- Determinato a togliersi la vita pur di non soffrire più l’umiliazione della mancata accettazione della sua omosessualità da parte dei genitori. Sarebbe questo il drammatico retroscena del gesto estremo tentato una settimana fa, il 21 agosto, a Bisceglie, da un ventenne salvato in extremis da un passante, un giovane imprenditore milanese in vacanza. L’episodio sarebbe avvenuto nei pressi del porto cittadino, luogo scelto dal ragazzo per porre fine alla sua sofferenza.

 

Fonte: http://bat.ilquotidianoitaliano.it

Omofobia alle case popolari: “Emarginati perché gay”

Insultati e aggrediti verbalmente. Derisi oppure soggetti a continui scherzi di cattivo gusto. E tutto questo «soltanto perché omosessuali».  Daniele e Michele, li chiameremo così, denunciano di subire da due anni le angherie dei loro vicini di casa. L’ingresso in quella casa popolare di corso Giulio Cesare faceva presagire un nuovo inizio dopo anni difficili, dopo un periodo di permanenza all’housing sociale di via Ivrea. Così, però, non è stato. Per le famiglie delle case Atc la vista di due uomini mano nella mano avrebbe scatenato sensazioni strane, odio e ripicche. Fin dal primo momento in cui la coppia ha messo piede in quell’alloggio al piano rialzato. «Siamo stati redarguiti dal caposcala per aver messo un’etichetta sul citofono – raccontano i due -. Eppure non pensavamo di fare nulla di male, di solito è la prassi quando ci si trasferisce in un nuovo alloggio».
Il peggio sarebbe venuto nei mesi seguenti. A cominciare da quelle violenze verbali, da quelle frasi pronunciate ad alta voce tra i cortili e i marciapiedi in modo da arrivare senza alcun fraintendimento all’orecchio degli interessati. «Ho sentito due pensionati criticare il Comune che dà le case popolari agli omosessuali – ricorda Daniele -. Ci trattano come appestati, neanche fossimo dei ladri o degli avvoltoi. Noi abbiamo provato a relazionarci con quelle persone ma non c’è nulla da fare, ci evitano».
Anche i ragazzi che vivono in corso Giulio hanno cominciato a prendere di mira la coppia. Prima con insulti poi con frasi irripetibili. Innumerevoli i riferimenti al sesso. «Dicono che vogliono arrampicarsi e spiarci – aggiunge Michele -. E questo ci fa stare male ogni giorno, perché non capiamo il motivo di tale astio e cosa spinga questa gente a prendersi gioco di noi».
In due anni non sono mancati nemmeno gli atti vandalici, i tentativi di forzare la serratura della casa, di mettere le mani nella posta altrui. E poi quelle porte sbattute con violenza al solo gusto di arrecar fastidio. E gli schiamazzi sotto la finestra in piena notte. Una trentina le lettere inviate da Daniele e Michele all’Atc. In tutte una sola richiesta: provvedimenti contro le persone che non hanno rispetto per gli omosessuali. «Ci siamo lamentati con l’istituto per tutta una serie di situazioni spiacevoli – continuano i due uomini -. Non siamo in cerca di vendette ma solo di rispetto, quello che fino ad oggi è mancato del tutto».
Philippe Versienti

Fonte: http://www.cronacaqui.it/torino/29439_omofobia-alle-case-popolari-emarginati-perche-gay.html

Trans aggredito da cinque uomini L’ombra dell’omofobia sull’agguato

Misteriosa aggressione l’altra notte in via Piedicavallo 53, una traversa di corso Francia, non distante da corso Lecce. 

Cinque uomini, non ancora identificati dai carabinieri del nucleo operativo che stanno svolgendo le prime indagini, hanno teso un agguato ai danni di un transessuale di origine brasiliana Adau Santos, 33 anni, residente in un alloggio al terzo piano. Quando il trans è rientrato a casa, attorno alle 22, è stato circondato dai cinque uomini che si erano nascosti nel portone. Qualcuno forse aveva seguito tutti i suoi spostamenti segnalando infine ai complici il momento in cui stava per aprire il portone del fabbricato.

Adau Santos è stato selvaggiamente picchiato e derubato dei soldi, di due cellulari e di un pc. Prima di andarsene, gli aggressori gli hanno spruzzato in faccia uno spray urticante. Il brasiliano, che si prostituisce da tempo nelle strade della zona, è stato soccorso dai vicini di casa e accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria dove è stato ricoverato in prognosi riservata per le lesioni alla testa e all’addome ma secondo i medici non è in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il movente della rapina-aggressione andrebbe ricercato nel mondo della prostituzione, nel racket che controlla la zona tra corso Francia e corso Lecce. Non appena sarà possibile, quando le sue condizioni lo permetteranno, Santos sarà sentito dagli investigatori per tentare di ricostruire i retroscena del feroce e ancora inspiegabile pestaggio.

Solo attraverso la sua testimonianza sarà possibile risalire all’origine di un agguato studiato con cura e forse da tempo. I cinque si sono poi allontanati a bordo, secondo alcuni testimoni, di un Suv di colore scuro, che era stato notato giorni fa nella strada.

Non si esclude ancora del tutto l’ipotesi di una spedizione all’insegna dell’omofobia in via Piedicavallo ma non ci sono ancora riscontri concreti per sostenere questa tesi. Non troppo tempo fa, al Valentino dov’era in corso una festa gay, cinque ragazzi italiani si erano scagliati contro un gruppo di coetanei, colpevoli di essere omosessuali.

La polizia era riuscita a identificare e a denunciare gli autori dell’aggressione che però avevano del tutto escluso la matrice omofoba ma avevano parlato solo di una banale lite tra coetanei. La cronaca di questo episodio controverso era stata ampiamente ripresa dai siti web della comunità gay torinese che non avevano però dubbi sulle cause, cioè l’omofobia, alla radice dell’episodio del Valentino.