Elenco delle dichiarazioni omofobe in Italia 2012-2013

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Ringraziando Andrea Bordoni e Matteo Marino del blog VSTF, postiamo un lungo elenco di dichiarazioni omofobe in Italia tra il 2012 ed il 2013 pubblicate sul sito Voglio Sposare Tiziano Ferro in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia.

Abbiamo eliminato le dichiarazioni non italiane ma vi consigliamo di leggere tutto l’elenco poiché rende certamente l’idea di quanti insulti e dichiarazioni assurde circolino contro i diritti LGBT con finta civiltà.
Secondo la Modern Homophobia Scale di Raja e Sotkes, infatti, l’omofobia prevede tre dimensioni: 1) la devianza, che misura la percezione dell’omosessualità come una malattia; 2) la socializzazione, che si riferisce al disagio personale e al disgusto avvertito nei confronti di gay e lesbiche e 3) i diritti, cioè quanto il soggetto ritenga giusto riconoscere diritti alle persone lgbt. L’omofobo può avere uno, due o tutti e tre questi tratti, ma sempre omofobo rimane. O come dicono gli esperti “omonegativo”, perché l’omofobia è una fobia almeno atipica: manca infatti quasi sempre l’evitamento attivo e le manifestazioni di paura, mentre abbondano gli insulti, le aggressioni e i comportamenti discriminatori. O, per citare l’ormai celebre massima attribuita a Morgan Freeman: ‎”Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Non sei spaventato. Sei uno stronzo“.

Ficchiamocelo bene in testa. Anche se “ha tanti amici gay”, nessuno è “amico dei gay” se non vuole il matrimonio egualitario. Nessuno ti ama o vuole il tuo bene se non vuole che tu abbia i suoi stessi diritti.

Ecco dunque il nuovo elenco di tutti gli italiani che quest’anno hanno offeso la comunità lgbt con le loro dichiarazioni. Per chi ragiona, a volte l’omofobia raggiunge livelli esilaranti e le frasi che seguono sembrano spesso una parodia dell’intelligenza umana.

Elsa Fornero, che aveva dichiarato che «si deve affrontare con visione aperta anche il tema delle persone dello stesso sesso che chiedono di essere famiglia» chiarisce in un’intervista ad Avvenire che lei dice no alle nozze gay: «Non ho auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento».
 (21 maggio 2012)

Alla conferenza stampa del VII Incontro mondiale della famiglie, il cardinal Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la Famiglia, ha affermato: «La famiglia “normale” – composta da un uomo e una donna uniti in matrimonio, con due o più figli – è più felice. (…) Si metterà in luce che questo tipo di famiglia è più vantaggiosa per la società, perché, anche se mediamente più povera, è più ricca di relazioni. Produce capitale umano per il lavoro, crea e vive la festa ed è mediamente più religiosa». 
(31 maggio 2012)

Massimo Polledri della Lega Nord ai microfoni de La Zanzara: «L’omosessualità è una condizione di infelicità che può essere reversibile. È una situazione di identità sessuale distonica. Non è una malattia ma in quella situazione si può stare male e qualcuno si rivolge a uno psicologo: tre su dieci poi sono stati meglio, ne traggono beneficio. Se i miei figli fossero gay non sarei contento. Sarebbe come se mia figlia mi dicesse: “Mi faccio suora” o “Mi sposo con un marocchino”. Anzi, questo sarebbe uno dei peggiori casi che possano capitare».
 (5 giugno 2012)

Il calciatore Cassano intervistato da un giornalista circa la presenza di omosessuali in nazionale, come ventilato da Cecchi Paone: «Se ci sono froci in squadra? Se penso quello che dico… Son froci, problemi loro. Me la sbrigo così, se no mi attaccano da tutte le parti». La cosa più fastidiosa restano le risatine dei giornalisti compiacenti. Ne parlavo (e potete vedere il video) in “L’omosessualità spiegata ai calciatori” .
Dopo un’inchiesta disciplinare per dichiarazioni discriminatorie alla stampa durante gli Europei (Art. 11bis del Regolamento disciplinare), la Commissione Disciplinare e di Controllo UEFA ha inflitto a Cassano una sanzione di 15mila euro per questo episodio.
 (12 giugno 2012)

Gianfranco Morgando, segretario regionale del Pd, si scaglia  contro i matrimoni (simbolici) tra coppie omosessuali celebrati da alcuni esponenti del Pd locale (il suo stesso partito) durante il Torino Pride; gesti, sono parole sue, “culturalmente provocatori”, fatti soprattutto  “per assecondare la propria ricerca di visibilità personale”, con il risultato di attizzare “superficiali polemiche politiche”. Mentre Morgando, con gesto completamente altruistico, invia una lunga lettera a Repubblica per definire questi matrimoni “carnevaleschi”, e attizzare una polemica politica evidentemente più profonda. Ne parlavo qui: Nozze gay carnevalesche? Nello stivale nessun diritto vale. Lettera aperta a Morgando.

Il calciatore Mauricio Zarate ha risposto su twitter a un tifoso, che gli scriveva: «Sei una pippa vattene da Roma», con un altrettanto elegante: «Con quella foto e normale che sei un froccio!» (proprio così, col verbo essere senza accento e con due “c”). Il tifoso aveva l’immagine di Totti con in mano la coppa del mondo.
 (29 giugno 2012)

Santino Bozza, consigliere regionale del Veneto della Lega Nord, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, riesce a distillare decenni di offese e luoghi comuni in una sola intervista: «I gay? So purtroppo che esistono, loro sono malati, diversi, sbullonati. Se li vedo baciarsi, sputo a terra per lo schifo. Non accetto che vengano riconosciuti o vadano nelle piazze e nei giardini accarezzandosi e toccandosi tra di loro in presenza dei bambini.  Ma appartatevi e andate fuori dalle palle, no? La donna ha la vagina e l’uomo ha il pene, tutto il resto è solo sesso e porcherie. Due uomini che fanno l’amore le sembra amore? E’ schifezza quella lì. Lei la penna dove la mette? Nel calamaio, no? Sta cambiando il mondo, ma che cazzo di mondo è? I Romani hanno perso l’impero per questa storia qua, per i culattoni, per il benessere l’impero si è distrutto. Che mi denuncino pure perché dico culattoni. Se avessi avuto un figlio gay, lo avrei curato, lo avrei portato anche a donne personalmente. E gli avrei detto: ‘Guarda, questa è la tua vocazione, tu sei un maschio e questa è la tua donna’. Se avessi avuto una figlia donna, avrei fatto la stessa cosa, le avrei insegnato l’educazione sessuale».
 (3 luglio 2012)

Di Gasparri non ce n’è uno solo. Clemente Gasparri, Vice Comandante dell’Arma dei Carabinieri, è intervenuto nell’ambito del Corso di aggiornamento della Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma pronunciando queste parole: «L’Arma, ai miei tempi, era granitica! C’è in atto un processo inesorabile di sgretolamento. Ammettere di essere gay, magari facendolo su un social network, come un graduato della Guardia di Finanza, non è pertinente allo status di Carabiniere. L’Arma è come un treno in corsa, i passeggeri sono vincolati, prima di scendere, alla responsabilità di lasciare pulito il posto occupato. Gli ufficiali del Ruolo Speciale che fanno il ricorso, i giovani ufficiali dell`applicativo che fanno istanze per avvicinarsi alla famiglia, gli omosessuali che ostentano la loro condizione, sono in sintesi tutti passeggeri sciagurati dell`antico treno, potenzialmente responsabili della sporcizia o del deragliamento». Ne ho parlato qui:  Caramba che (brutta) sorpresa: “Gay nell’Arma? Sporcano”.
 (4 luglio 2012), (15 luglio 2012)

Alla Festa dell’Unità di Roma Rosy Bindi (PD) finisce al centro delle contestazioni (video) per la sua posizione contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Aiutata dal microfono che tiene saldamente in mano, è lei però ad alzare la voce e a sbroccare (video): «I vescovi che non volevano i Dico dicevano che era un matrimonio. Voi non volete le unioni civili dicendo che è un Dico. I vescovi rimpiangono i Dico e voi rimpiangerete le unioni civili se andate avanti con queste posizioni massimaliste!». Per dare una parvenza di pragmatismo al suo discorso e per rimandare il matrimonio gay in Italia il più possibile, racconta per l’ennesima volta la favola secondo cui allargare il diritto al matrimonio in Italia sarebbe incostituzionale (falso, come le urlano giustamente i contestatori e come spiegavo dettagliatamente qui). 
(17 luglio 2012)

Casini, UDC: «Il matrimonio tra gay è un’idea profondamente incivile, una violenza della natura sulla natura».
 (20 luglio 2012)

Imma Battaglia: «Accolgo l’apertura di Casini, nonostante la terminologia poco rispettosa (…) Sui diritti civili non possono valere le imposizioni ma le convergenze e le larghe intese (…) rispetto chi, rappresentando i capisaldi cattolici delle nostre tradizioni, ha il coraggio di essere responsabile e di parlare di diritti civili in maniera dignitosa». No comment!
 (21 luglio 2012)

173 parlamentari, quasi tutti del PDL, firmano un documento contro matrimoni e unioni gay. «Non siamo disposti a svuotare l’istituzione del matrimonio, attribuendo a unioni affettive, anche omosessuali, un riconoscimento giuridico analogo a quello matrimoniale (…). L’introduzione del matrimonio omosessuale nel nostro ordinamento giuridico non è e non potrebbe essere una proposta reale e attuale da parte di nessun partito. Tale obiettivo, infatti, sarebbe impossibile da raggiungere se non attraverso una modifica della Costituzione: impresa nella quale nessuna forza politica può o vuole al momento cimentarsi». Anche se, come è stato più volte chiarito da docenti e  costituzionalisti, queste interpretazioni sono infondate: in realtà non c’è alcun bisogno di una modifica costituzionale.

173 dichiarazioni di omofobia e ignoranza in un colpo solo!

Ecco l’elenco dei firmatari del Pdl: Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Alfredo Mantovano, Gasparri, Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Gioacchino Alfano, Laura Allegrini, Francesco Amoruso, Francesco Aracri, Sabatino Aracu, Filippo Ascierto, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Mario Baccini, Alberto Balboni, Emerenzio Barbieri, Paolo Barelli, Antonio Battaglia, Luca Bellotti, Domenico Benedetti Valentini, Amato Berardi, Filippo Berselli, Isabella Bertolini, Giampaolo Bettamio, Francesco Bevilacqua, Dorina Bianchi, Laura Bianconi, Sandro Biasotti, Anna Cinzia Bonfrisco, Giorgio Bornacin, Giacomo Caliendo, Pietro Cannella, Antonino Caruso, Francesco Casoli, Carla Castellani, Maurizio Castro, Basilio Catanoso, Luigi Cesaro, Carlo Ciccioli, Angelo Maria Cicolani, Salvatore Cicu, Edmondo Cirielli, Luigi Compagna, Riccardo Conti, Gennaro Coronella, Massimo Corsaro, Nicola Cosentino, Giulia Cosenza, Giuseppe Cossiga, Cesare Cursi, Antonio D’Alì, Luigi D’ambrosio Lettieri, Marcello De Angelis, Sabrina De Camillis, Riccardo De Corato, Cristano De Eccher, Mariano Delogu, Marcello Di Caterina, Ulisse Di Giacomo, Giovanni Dima, Fabrizio Di Stefano, Domenico Di Virgilio, Giuseppe Esposito, Renato Farina, Vincenzo Fasano, Claudio Fazzone, Raffaele Fitto, Andrea Fluttero, Nicola Formichella, Tommaso Foti, Antonio Foti, Paola Frassinetti, Benedetto Francesco Fucci, Cosimo Gallo, Alessandra Gallone, Pierfrancesco Gamba, Mariastella Gelmini, Antonio Gentile, Agostino Ghiglia, Enzo Ghigo, Giancarlo Giorgetti, Carlo Giovanardi, Francesco Maria Giro, Isidoro Gottardo, Domenico Gramazio, Antonello Iannarilli, Cosimo Izzo, Enrico La Loggia, Ignazio La Russa, Amedeo Laboccetta, Silvestro Ladu, Pietro Laffranco, Mario Landolfi, Cosimo Latronico, Maurizio Leo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Lucio Malan, Gianni Mancuso, Alfredo Mantica, Giuseppe Marinello, Altero Matteoli, Salvatore Mazzaracchio, Antonio Mazzocchi, Giorgia Meloni, Riccardo Migliori, Marco Maria Milanese, Giuseppe Milone, Eugenio Minasso, Lino Miserotti, Franco Mugnai, Pasquale Nessa, Alessandro Pagano, Antonio Palmieri, Alfonso Papa, Antonio Paravia, Massimo Parisi, Andrea Pastore, Paola Pelino, Antonio Pepe, Giovanna Petrenga, Lorenzo Piccioni, Filippo Piccone, Gilberto Pichetto Fratin, Mauro Pili, Francesco Pontone, Carmelo Porcu, Guido Possa, Gaetano Quagliariello, Fabio Rampelli, Luigi Ramponi, Maria Rizzotti, Giuseppe Romele, Michele Saccomanno, Barbara Saltamartini, Filippo Saltamartini, Fedele Sanciu, Elvira Savino, Paolo Scarpa Bonazza Buora, Giancarlo Serafini, Cosimo Sibilia, Francesco Paolo Sisto, Ada Spadoni Urbani, Roberto Speciale, Vincenzo Speziali, Paolo Tancredi, Gabriele Toccafondi, Oreste Tofani, Antonio Tomassini, Achille Totaro, Michele Traversa, Valentino Valentini, Giuseppe Valentino, Paolo Vella, Simona Vicari, Guido Viceconte, Raffaello Vignali, Walter Zanetta, Tomaso Zanoletti. Parlamentari non iscritti ai gruppi del PdL: Stefania Craxi, Valerio Carrara, Maria Giuseppa Castiglione, Roberto Centaro, Mario Ferrara, Alberto Filippi, Salvo Fleres, Roberto Marmo, Andrea Ronchi, Maurizio Saia, Giorgio Stracquadanio, Pasquale Viespoli, Riccardo Villari. 
(10 agosto 2012)

Chiedere a dei ciellini cosa pensano dell’omosessualità è un po’ come consegnare a Jack Nicholson di Shining un’accetta in mano e poi chiudersi in bagno urlando. E’ quello che ha volutamente fatto una giornalista di Repubblica che ha approfittato del caldo e di un po’ di catechistica confusione mentale per chiedere ai partecipanti del Meeting di Comunione e Liberazione il loro pensiero sui matrimoni gay. Alcune delle chicche: “Un male per l’umanità”, “Un rischio per l’avanzamento della specie”, “Se in futuro ci fossero metà famiglie tradizionali e metà gay, cosa succederebbe? Forse uno scisma, non si sa. Non si può andare contro natura”, “Una coppia etero dà dei figli allo Stato. Una coppia gay cosa dà? Vogliono dei diritti, ma in cambio cosa portano alla società?”, “Abbiamo diversi amici gay ma nessuno di loro vorrebbe sposarsi, perché le unioni gay non durano”, “Non c’è una reale richiesta di questi diritti, io sento provenire queste voci solo da quelli che vanno al Gay Pride con le minigonne, i boa o travestiti da preti e suore”, “Il diritto al matrimonio gay è come il diritto a girare nudo”, “Con le coppie gay la vita muore, non avremmo più bambini”, “Qui dentro mai nessuno dirà di essere d’accordo con le unioni gay!”. Ho parlato del Meeting di Comunione e Liberazione qui: Comunion e Liberazione: il meeting di persone che non vorrei mai incontrare. 
(20 agosto 2012)

Giuseppe Molinari, arcivescovo de L’Aquila, all’approvazione da parte della giunta del Comune del registro delle unioni civili: «In un momento in cui la nostra città vive tutti drammi del post terremoto (ricostruzione bloccata, disoccupazione, famiglie in estrema difficoltà economica) il Comune de L’Aquila trova il tempo per approvare le unioni civili che sono il primo passo verso la distruzione del matrimonio e della famiglia cristiana». 
(26 settembre 2012)

Beppe Severgnini torna a parlare di matrimoni gay sul suo Italians. È sempre un brutto momento. Risponde sul suo blog ad una lettera argomentata di un suo lettore pro matrimonio gay, ma puoi fare tutti i ragionamenti che vuoi: a lui le cose non lo convincono a pelle! Ecco la sua risposta: «Apprezzo la chiarezza del punto di vista e il brio con cui è stato espresso. Confesso di non essere  convinto, tuttavia. Il matrimonio continua a sembrarmi, per definizione, l’unione di persone di sesso diverso. Ho spiegato perché, in un paio di occasioni, aggiungendo: per le persone dello stesso sesso ci sono altre forme di unione da accogliere a proteggere legalmente. E sono stato coperto di contumelie. Confesso, mi è dispiaciuto. Non capisco perché chi ha sofferto a lungo l’intolleranza debba rispondere con l’intolleranza davanti a un’opinione poco gradita». Ho provato a spiegarglielo io (e ad analizzare questa sua strategia discorsiva) qui: Beppe Severgnini e le vittime dei gay cattivi cattivi.

Bruno Tabacci, mantovano, assessore al Comune di Milano, del partito di centrosinistra Centro Democratico, al TG3 Linea Notte commenta il video in cui la polizia allontana a forza un bambino che piange e urla aiuto da una scuola padovana per via di un’ordinanza del Tribunale dei Minori. Tabacci, di fronte a questa vicenda che riguarda una coppia eterosessuale, sfodera una delle sue frasi cavallo di battaglia contro le adozioni da parte di coppie omosessuali (sì, lo so che non ha senso): «Il bambino è certamente la vittima di un contrasto tra due genitori. Il che lascia intendere purtroppo come i piccoli spesso siano il punto di caduta dei contrasti tra genitori sia con riguardo a questo, le divisioni, sia con riguardo magari talvolta a obiettivi. Mi riferisco al tema delle adozioni che vengono rivendicate da coppie omosessuali, sembra che la cosa che più che altro la cosa che interessa di più è il bambino come status…».
(10 ottobre 2012)

Vittorio Sgarbi intervista Alfonso Luigi (Gino) Marra, sensazionalistico politico e scrittore. Riportiamo alcuni stralci del video che potete vedere qui (se avete lo stomaco forte): http://vimeo.com/51210585
Naturalmente Sgarbi è d’accordo su tutto quello che sostiene Marra.
Marra: «Una volta fatta la scelta sessuale… è una scelta, è una scelta. Che poi è semplicissimo, sfuggono sempre i dettagli. Tu ti ricordi che quarant’anni fa c’erano tutti questi omosessuali? Ma dov’erano? Alla stessa maniera la pissicosi, la pissicosi… [dice così, non ho sbagliato a scrivere! ndA]».
Sgarbi: «Questo è interessante. Ma non è che ti era impedito?».
Marra: «Ma no, non c’erano, non c’erano».
Marra: «Io credo che la condizione omosessuale sia una condizione a dir poco disagevole, e non stiamo scoprendo l’America penso, no?»
Marra: «L’omosessualità è la conseguenza a mio avviso della difficoltà di reggere il contratto di coppia eterosessuale che è diventato anche in seguito al cambiamento della cultura femminile. Questa cosa ha come prima conseguenza la anerettilità che è il presupposto attraverso il quale si giunge in molti casi all’omosessuale. Poi i discorsi possono essere anche diversi ma alla base c’è questo».
Marra: «Poi quando vanno a fare le orge tra di loro si ritrovano tutti passivi. Uno è omosessuale fa benissimo, quello che trovo profondamente sbagliato è chi dell’omosessualità ne fa una bandiera».
Sgarbi: «E questo è giusto perché nessun eterosessuale ne fa una bandiera».
Marra: «Così tu attiri una persona in ambito omosessuale sapendo che questa è una condizione disagevole. Il mondo omosessuale dovrebbe smettere di autocelebrarsi».
Sgarbi: «Quando ero ragazzo avevo un amico omosessuale che aveva tutti i denti marci, la prima cosa che determinava è che le donne non lo volevano, rifiutato dalle donne ha rinculato verso i maschi. Questa è la mia teoria, magari non è quella giusta, però era così, poi magari c’è anche altro».
 (11 ottobre 2012)

Uno degli articoli più disinformati e imprecisi apparsi quest’anno su un “sito gay”: sto parlando di “I bambini adottati da coppie gay pensano di più al suicidio?” di Nicola M. apparso su pianetagay.com. Addirittura si sostiene che lo studio di Regnerus su questo tema è “uno dei più robusti sul piano metodico e scientifico”, ripetendo a pappagallo quanto riportato da Avvenire in quei giorni, quando per la comunità scientifica è esattamente e chiaramente il contrario! Ne parlavo nel dettaglio qui: Adozioni ai gay, figli disturbati? La cattiva scienza. 
(16 ottobre 2012)

Durante la trasmissione radiofonica La fine del mondo su M2O, Selvaggia Lucarelli e Ale Lippi hanno intervistato un ex calciatore, Stefano Tacconi, sui gay nel calcio, a partire delle dichiarazioni di Cecchi Paone. Tacconi se ne esce con: “Son cavoli loro. Non sanno cosa perdono”, “La saponetta mi è caduta tante volte e nessuno l’ha raccolta”, “Il calcio è maschio, è fatto di uomini”. “Ognuno ha i suoi gusti e se li tenga, amen”. “E poi.. Gay? Anormali”. “Preferisco la donna pelosa”. Segue una serie di pagelle proposte da Selvaggia Lucarelli e Ale Lippi per individuare chi dei calciatori è più gay, effeminato, meno maschio, chi ha la camminata più strana ecc. Il siparietto è molto svilente. Per chi vuole farsi del male può ascoltarlo tutto qui: http://youtu.be/TrnXVjJkLZY. A tutti invece consiglio la lettura di questo post: Gay sensibili? Col cazzo. 
(18 ottobre 2012)

Su Rai 1, in una puntata di La vita in diretta, si parla di Tiziano Ferro e del suo intervento a Hay una cosa que te quiero decir. L’opinionista Don Mario sostiene, tra l’altro, che non si dovrebbe mai parlare di omosessualità perché: «La libertà è talmente evidente in Italia, è sfacciata», confondendo la libertà con la mancanza di repressione. Alla battuta di Tiziano Ferro (mostrata in video) “Non ci sono gay in Italia”, Don Mario commenta pronto: «Che bella notizia!». Agghiacciante (e rivelatore). Come se dopo una performance di Billie Holiday che canta Strange Fruit (“Strano frutto”, una delle prime espressioni del movimento dei diritti civili dei neri), intervenisse alla radio un membro “simpatico” del Ku Klux Klan e dicesse: «Billie Holiday ha dichiarato che non ci sono negri in America? Che bella notizia!». Parlavo dell’imbarazzante siparietto qui: Rai 1 censura Voglio Sposare Tiziano Ferro?
(19 ottobre 2012)

“Le perversioni vanno curate. Forza Nuova”, è lo striscione appeso nottetempo dal movimento di estrema destra davanti al Cassero, sede della comunità Lgbt di Bologna. Peccato che diano il la a una serie di irresistibili storpiature con photoshop realizzate dal Cassero e non solo, che diventano virali sul web, come “Le doppie punte vanno curate. Forza Vuota”, “Le previsioni vanno ascoltate. Forse Piove”, “Le galline vanno liberate. Forza Uova“, “Gli addominali vanno scolpiti. Forma Nuova”; “Metti il sale quando l’acqua bolle. Forza Cuoca”.
 (26 ottobre 2012)

Padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, nel suo editoriale per il settimanale video del CTV Octava Dies: «Nei Paesi occidentali vi è una tendenza diffusa a modificare la visione classica del matrimonio fra l’uomo e la donna, o meglio a cercare di abbandonarla, cancellandone un riconoscimento legale specifico e privilegiato rispetto ad altre forme di unione. […] Insomma [bisogna] conservare una visione della persona e dei rapporti umani in cui il riconoscimento pubblico del matrimonio monogamico fra un uomo e una donna sia una conquista di civilta. Se no, perché non contemplare anche la poligamia liberamente scelta e, naturalmente, per non discriminare, la poliandria?».
 (11 novembre 2012)

Andrea Di Pietro, consigliere comunale del PDL di Vigevano, twitta questa bella battuta: «Vendola è tanto viscido quanto la vaselina che usa!!».
 (13 novembre 2012)

Ecco il cuore di uno sketch di Fabrizio Casalino sulla conduttrice Belen andato in onda nell’ultima puntata di Colorado: «Belen  è irraggiungibile. È perennemente circondata da una nuvola di ricchioni. Ovunque lei vada, ci sono ricchioni che le ronzano intorno. Uno sciame di ricchioni. Per un etero Belen è irraggiungibile. O ti infiltri tra i ricchioni, ma è pericolosissimo. Quelli ti beccano in un attimo e ti crocifiggono in un atelier di Dior. Ragazzi, non è facile vivere 24 ore al giorno in una nuvola di ricchioni. Noi la vediamo su una moto, attaccata al manzo di turno, ma dietro ci sono 12 ricchioni che la rincorrono. In quei pochi secondi che Belen riesce a liberarsi dai ricchioni, lei ha bisogno di ricordarsi cos’è un maschio».
 (19 novembre 2012)

Durante una puntata del Cristina Parodi Live su La7 con tema diritti per i gay, Flavia Vento prende la parola: «Allora innanzitutto io volevo dire che ho moltissimi amici gay, che adoro, che gli voglio bene e hanno una marcia in più, nel senso che sono veramente spiritosi, non so perché hanno questa marcia in più i gay. Però sono abbastanza contraria al matrimonio, secondo me: non credo che una famiglia sia fatta da due uomini. Credo che la famiglia sia fatta – non per il matrimonio in Chiesa perché sto parlando della chiesa o del matrimonio civile – credo che la famiglia sia fatta da un uomo e da una donna. Sposarsi in chiesa con l’abito bianco fa un po’ ridere». Interrogata sulle adozioni si scopre che ha una sua opinione anche su quella: «Perché, secondo te è giusto che due gay possano adottare un bambino? Non può crescere con dei problemi?».
Davvero vuoi pensarla come Flavia Vento? Per chi non ha problemi a informarsi, ecco qua il nostro comodo vademecum per sciogliere molti dubbi, se non tutti (grazie al ricorso a esperti): Adozioni gay for dummies
. (20 novembre 2012)

Il primo dvd della collana L’Arte, in vendita con La Repubblica e l’Espresso, è dedicato a Caravaggio. Maurizio Calvesi presenta la biografia dell’artista. A un certo punto usa questa frase: «Il Caravaggio, cioè aveva delle tendenze erotiche normali, verso il femminile. Non era in nessun modo omosessuale».
(11 dicembre 2012)

Ratzinger, nel Messaggio per la celebrazione della XLVI Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2013), anticipata in una conferenza stampa, ha dichiarato, sprezzante del paradosso: «Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione  […]  ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».
 (15 dicembre 2012)

Avvicinandosi al Santo Natale (periodo in cui siamo tutti più buoni, ricordiamolo) monsignor Odo Fusi Pecci, il vescovo di Senigallia, appella Nichi Vendola, che vuole sposarsi con il suo compagno, come “pervertito” e in un’intervista ribadisce: «Le relazioni omosessuali sono contrarie al piano di Dio, sono in contrasto con quanto Dio ha deciso e chiaramente detto. Dio li ha creati donna e uomo affinché potessero responsabilmente riprodursi. Ora dalla unione di due uomini o due donne, questo non può accadere. Tale idea, pertanto, è contrastante con le Verità e dunque con giustizia e pace».
 (15 dicembre 2012)

Alcuni tifosi della squadra di calcio dello Zenit hanno rilasciato un comunicato pubblico con la propria idea comune su chi dovrebbe essere inserito nel team e chi, invece, dovrebbe essere escluso: «Non siamo razzisti. Per noi, l’assenza di giocatori di colore nello Zenit è una tradizione importante che evidenzia l’identità della società e nulla più». «Noi, in quanto società settentrionale di un’importante città europea, non abbiamo nessun legame con la mentalità africana, sudamericana o australiana e siamo contrari alla presenza di rappresentanti delle minoranze sessuali». 
(18 dicembre 2012)

Al suo rientro in politica Silvio Berlusconi non dimentica la comunità lgbt: «Andremo avanti nella difesa della famiglia, non vorremmo dover assistere, con l’avvento della sinistra al potere, all’inflazione dei matrimoni gay e all’apertura delle nostre frontiere ai migranti stranieri. Tutto ciò che rientra nella tradizione cristiana sarà al primo posto del nostro programma».
 (27 dicembre 2012)

In piena campagna elettorale Mario Monti risponde così all’intervistatore di SkyTg24 che gli chiede la sua opinione sulle coppie di fatto: «La dignità della persona, come insegna la Costituzione, va profondamente rispettata. Questi sono temi importantissimi, anche più delle riforme economiche e sociali. Ma il criterio di unificazione delle forze della mia coalizione è stato un altro: le riforme per la crescita, e su questo non ci saranno divergenze. Si tratta di temi non meno importanti, ma non urgenti».
 (6 gennaio 2013)

Secondo il senatore di Scelta civica Gabriele Albertini: «L’omosessualità non è un valore, ma è una scelta. Libera e assolutamente autonoma». «Ma perché dobbiamo condannare, o comunque obbligare, un figlio a essere necessariamente omosessuale, quando invece potrebbe essere tranquillamente eterosessuale? È chiaro che il figlio di una coppia omosessuale cresce in un ambiente che quasi lo obbliga a essere omosessuale».
«La conseguenza del matrimonio è che il coniuge dello stesso sesso potrebbe ottenere una pensione di reversibilità. In caso contrario, no, perché non è considerato coniuge. Perché in una situazione di riduzione dei costi pensionistici togliamo al metalmeccanico e lo facciamo andare in pensione un poco più tardi, mentre diamo invece un vantaggio a qualcosa che è neutrale agli effetti della società?».
 (19 gennaio 2013)

Ignazio La Russa, fondatore di Fratelli di Italia, in un’intervista riesce a dire serio queste cose: «Noi diciamo no alle adozioni da parte di coppie gay. Sappiamo che tante donne che vivono con un’altra donna – usiamo il termine comune, lesbiche – già stanno aggirando la norma delle adozioni perché con la fecondazione all’estero hanno un bambino, tornano in Italia e così una coppia gay cresce un innocente, incolpevole bambino che magari vorrebbe avere un papà e una mamma e non due mamme…»
E ancora: «Il bene da tutelare è quello dei bimbi. Avere due papà crea un’induzione ingiustificata al crescere gay. Uno può farlo ma deve essere una sua scelta. Secondo me il diritto naturale ci porta ad una coppia formata da un uomo e una donna».
 (25 gennaio 2013)

In un’intervista radiofonica Paolo Villaggio difende i gay da alcune esternazioni omofobe fatte pochi giorni prima da La Russa, ma la difesa è peggio dell’attacco. Villaggio: «Si tratta di una deviazione non desiderata e La Russa dovrebbe sapere che l’omosessualità non è una scelta ma ci si nasce. Quando La Russa dice che i figli di coppie gay diventano omosessuali è abominevole perché i figli di coppie gay non corrono alcun rischio. È un retaggio terribile del cristianesimo impietoso che li bruciava vivi». Se si fosse fermato qui ci sarebbe stata appena una parolina sbagliata, ma Villaggio continua: «Se uno fosse un vero cristiano dovrebbe capire questa deviazione che si chiama omosessualità. Non è una condizione che scelgono loro. Il rapporto tra omosex non è niente, è un vizio come andare coi transessuali».
 (26 gennaio 2013)

Marcello Veneziani, “intellettuale” di destra (dopo aver già affermato  «La specie umana usa i gay per estinguersi?»), per attaccare Nichi Vendola nel suo editoriale su Il Giornale decide di usare quella che lui crede ironia: «Dimenticavo. Ha ragione Vendola a dirsi tradizionalista e a chiedere di sposarsi solennemente col suo compagno, a patto di indossare,come vuole tradizione, l’abito das posa col velo, farsi mettere incinta e preparare con le sue manine le orecchiette con le rape per lo sposo». 
(3 febbraio 2013)

Un agghiacciante articolo apparso su Il Giornale, a firma di Magdi Cristiano Allam, dal titolo “Le nozze gay suicidio dell’europa”: «Non si tratta solo della violazione di un “valore non negoziabile”, secondo l’espressione cara a Benedetto XVI, ma innanzitutto di un venir meno alla ragione e al legittimo amor proprio. L’Europa è in assoluto l’area del mondo che ha il più basso tasso di natalità e, purtroppo, l’Italia è tra i Paesi europei che ha il più basso tasso di natalità. Ebbene, se noi – al fine di porre un argine a questo suicidio-omicidio demografico – usassimo la ragione e facessimo prevalere il sano amor proprio, dovremmo sostenere la centralità della famiglia naturale perché, piaccia o meno, è solo dall’unione tra un uomo e una donna che può generarsi la vita. (…) Il matrimonio omosessuale viene indicato come l’apice di una civiltà i cui capisaldi sono la negazione della cultura della vita, ovvero la legalizzazione dell’aborto, dell’eugenetica e dell’eutanasia. Gli ideologi del relativismo demografico ritengono che il problema sia facilmente risolvibile spalancando le frontiere agli immigrati provenienti da Paesi che hanno un più alto tasso di natalità, operando in un contesto puramente quantitativo, a prescindere dalla dimensione qualitativa (…).Tutto ciò dovrebbe essere considerato ragionevole e di buon senso. Ebbene, se oggi non lo è, significa che abbiamo messo in soffitta la ragione e non ciò vogliamo più del bene, facendo prevalere un’imposizione ideologica ispirata al relativismo valoriale che nega la nozione stessa di verità e al buonismo che ci porta ad anteporre le istanze altrui anche a dispetto delle conseguenze negative per noi stessi. (…) Ciascuno di noi sarà libero di produrre e di consumare, di copulare con chi gli pare, di credere in Gesù o Allah a condizione di metterli sullo stesso piano, ma non potremo affermare la verità, credere nei valori non negoziabili e perseguire il bene comune».
 (4 febbraio 2013)

La chiesa dei cappuccini in Borgo Palazzo, a Bergamo, espone un manifesto in cui si legge: «Io non sono un diritto! Un bimbo non è un diritto! Voglio un papà/uomo e una mamma/donna. Non voglio diventare il giocattolino “adottabile” da una coppia gay. Io non voglio essere il prodotto di una fecondazione artificiale e nascere già dopato di ormoni superflui… Ho il diritto di nascere da una relazione d’amore naturale tra uomo e donna».
 (5 febbraio 2013)

Il cardinal Camillo Ruini nonostante sia andato in pensione pare abbia ancora molto da dire: «Se si parla solo di valori e princìpi la gente può avere l’impressione che si tratti di cose astratte e che oggi le urgenze siano altre. Se invece si parla, ad esempio, di famiglia l’interesse è molto alto, perché tutti sanno per esperienza quanto la famiglia sia importante, a tanti livelli, compreso quello economico. In concreto, nessuno contesta la libertà delle persone, compresi naturalmente gli omosessuali, di unirsi tra loro come meglio credono. La questione è se si tratti di una vera famiglia: le persone di buon senso, siano o meno credenti, si rendono conto che compito fondamentale della famiglia è generare ed educare i figli e che i figli, per crescere bene, hanno bisogno di un padre e di una madre. Da qualche anno, in Italia come in tutto l’Occidente, è in atto una grande campagna mediatica per contraddire questa certezza elementare, ma io confido che gli italiani, un popolo ricco di buon senso, non si lasceranno ingannare facilmente». Peccato che questa “certezza” sia stata sgretolata dall’osservazione delle famiglie reali. Ne parlavo qui: Adozioni gay for dummies
. (7 febbraio 2013)

Il rabbino capo di Torino, Alberto Moshe Somekh, confessa su L’Osservatore Romano il suo desiderio di una collaborazione tra ebrei e chiesa cattolica per difendere il matrimonio eterosessuale e contro qualsiasi diritto per i gay: «Sul tema in oggetto la tradizione ebraica guarda negativamente all’attività omosessuale, ma non alla natura omosessuale di per sé, quale che sia la sua origine. Mentre l’attività omosessuale è sempre proibita, cionondimeno dobbiamo evitare il giudizio nei confronti di coloro che soccombono.
Ben venga dunque la collaborazione con i vertici della Chiesa cattolica, con la quale per molti versi il mondo ebraico può sviluppare un’adeguata azione comune per la difesa della dignità, della stabilità e della sacralità della famiglia, richiamandosi agli insegnamenti della tradizione biblica fin dai primordi: “E l’uomo lascerà suo padre e sua madre, si unirà a sua moglie e saranno un’unica carne” (Genesi, 2, 24). Il Talmud ci insegna che, in linea di principio, non si devono riconoscere benefici legali a un comportamento. In un passo più specifico è scritto che a quell’epoca, millecinquecento anni fa, anche quei “figli di Noè” che non si astenevano dalle pratiche omosessuali avevano almeno il pudore di non redigere un contratto nuziale fra le parti. Pur con tutta la comprensione del caso, scelte che attengono alla sfera più intima del singolo individuo, alle sue inclinazioni e alla sua coscienza personale, non possono divenire oggetto di un riconoscimento formale, né dar luogo a un iter legislativo, e tanto meno assurgere a valore di riferimento del costume sociale, pena la dissoluzione della società stessa. “Maschio e femmina li fece” (Genesi, 5, 2)». 
(7 febbraio 2013)

Durante un incontro elettorale a Roma, Pier Ferdinando Casini: «Si sente spesso parlare in merito ai matrimoni fra persone dello stesso sesso di un nuovo vento di diritti proveniente dall’Europa che prima o poi debba investire anche il nostro Paese. Io non vedo nessuna novità nell’egoismo di due omosessuali che vogliono avere un figlio che la natura non ha dato loro».
 (7 febbraio 2013)

Silvio Berlusconi si vanta su Tempi, un settimanale cattolico: «Se l’Italia oggi non ha l’eutanasia legale, il matrimonio gay, la fecondazione eterologa, come avviene in tanti paesi europei, il merito è nostro, è della linea che coerentemente in parlamento e al governo abbiamo mantenuto in questi anni».
 (20 febbraio 2013)

Sui cancelli del liceo Socrate, alla Garbatella, compaiono queste scritte di anonimi: «Froci vi uccidiamo. Froci al rogo».
 (28 febbraio 2013)

Gian Paolo Vanoli è esperto di “medicina naturale”, frequentatore assiduo di Meetup e, a suo dire, attivista grillino (anche se il M5S sì è ufficialmente dissociato dalle sue teorie sull’omosessualità). Vanoli sostiene di combattere da anni contro i vaccini che sono i principali colpevoli di molte malattie: «Per esempio anche dell’omosessualità. Sì. Quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay. Il problema lo sentiremo soprattutto nelle prossime generazioni, perché quando abbiamo un omosessuale che genera una figliolanza questi si porteranno dietro il DNA dell’ammalamento del genitore. Perché l’omosessualità è una malattia, anche se l’OMS ha deciso che non lo è. Chissenefrega! La realtà è che è così. Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità. È una microforma di autismo, se vogliamo. Lei vedrà quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro».
 (21 marzo 2013)

Niente di nuovo nelle dichiarazioni di Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, quasi un copia-incolla degli anni precedenti. Questa volta contro il matrimonio egualitario approvato in Francia.
Gasparri: «È una minaccia per la famiglia, conta solo la coppia formata tra un uomo e una donna. Il resto è soltanto un’invenzione».
Giovanardi: «I gay possono diventare presidenti di regione – come Vendola e Crocetta – ma non sposarsi. C’è un problema di diritto naturale, l’omosessualità non si può rivendicare»
 (25 aprile 2013)

Il Consiglio dei Ministri nomina come sottosegretario alle Pari Opportunità Michaela Biancofiore (Pdl) che dura come un gatto in tangenziale, dopo le polemiche scatenate per le sue affermazioni sui diritti lgbt. Biancofiore: «Ribadisco il mio no ai matrimoni gay. Sono dell’opinione che le unioni gay non siano assolutamente una priorità per gli italiani e che ora sia importante garantire la stabilità economica ai nostri connazionali: la loro necessità è portare a casa il cibo, pranzo con cena». Poi: «Gli italiani sono tendenzialmente contrari ai matrimoni gay perché noi restiamo un popolo profondamente cattolico». E ancora: «Chi va con i trans ha seri problemi di posizionamento sessuale. Capisco i trans che si operano, ma non vedo perché si dovrebbe consentire un matrimonio tra un “uomo uomo” e un “uomo che vuole sembrare donna e mantiene l’organo maschile”. Lo apprezzerei piuttosto se facesse l’operazione. Questi mix strani mi lasciano perplessa: uno o si sente uomo o donna». Duramente criticata, rincara la dose senza rendersene conto: «I gay difendono solo i loro interessi di parte. Spiace che questi attacchi siano provenuti soprattutto da parte di coloro che si professano campioni di tolleranza e rispetto». E Letta la richiama e non è più sottosegretario alle Pari opportunità (ma le ha dato un altro incarico).
 (3 maggio 2013)

Un gruppo di nome SOS Ragazzi fa sapere di aver interpellato i più alti vertici della regione Sicilia per fermare il gay Pride nazionale che quest’anno si svolgerà a Palermo. Quelli di SOS, che su facebook definiscono la loro iniziativa come “una campagna volta alla difesa delle nuove generazioni dall’attuale corruzione morale”, scrivono: «Abbiamo spedito delle lettere raccomandate al presidente della Regione, Rosario Crocetta e al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, per chiedere che sia revocato il patrocinio a questa iniziativa: è la prima volta infatti che una regione patrocina ufficialmente un Gay Pride Nazionale. Inopportuno ci sembra inoltre il contributo di 10mila euro. Qualsiasi istituzione umana, compresa la Regione Sicilia e il Comune di Palermo, non ha e non può mai avere il compito di patrocinare le campagne dei desideri individuali, ma ha e deve avere esclusivamente il sacrosanto dovere di confortare e di sostenere in questo momento di crisi la vera famiglia, fondata sul matrimonio, che è costituita solamente da un maschio e da una femmina».

Lista complilata da Andrea Bordoni e Matteo Marino di VSTF, che ringraziamo per il lavoro ben fatto e la condivisione!

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