Archivio dell'autore: Rachele Baglieri

Progetto Unar

La Chiesa ferma l’opuscolo educare alle diversità di UNAR

IL RINVIO DEL MINISTERO – Il dibattito è esploso il 20 marzo, il giorno in cui, come spiega Repubblica, una circolare del Ministero dell’Istruzione ha rinviato «a data da destinarsi» la due giorni di corso di formazione per i docenti prevista per questa settimana (mettendo, di fatto, al bando la pubblicazione). La decisione era in parte anche prevedibile, considerata la reazione critica di diversi parlamentari della maggioranza che da mesi avevano già cominciato a presentare alla Camera e al Senato interrogazioni per impedire la diffusione degli opuscoli ‘Educare alla diversità’, progetto lanciato a sua volta con una circolare del Ministero che, il 18 dicembre scorso, annunciava la ‘Settimana nazionale contro ogni forma di violenza’. A farsi vivi negli ultimi giorni sono stati soprattutto la deputata del Pd Michela Marzano, con un’interpellanza depositata a Montecitorio, ma anche il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, vicino ad Ncd e Angelino Alfano.

LA DENUNCIA DEI VESCOVI – Poi è giunto l’allarme di Bagnasco, ovvero una denuncia dell’apertura della scuola alla «dittatura di genere», alla ‘normalizzazione’ dell’omosessualità, alla diffusione di «preconcetti contro la famiglia e la fede religiosa». La denuncia, insomma, di una vera e propria «strategia persecutoria contro la famiglia». «Viene da chiederci con amarezza – ha affermato il presidente della Cei – se si vuol fare della scuola dei ‘campi di rieducazione’, di indottrinamento». «Ma i genitori – ha chiesto il cardinale – hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati?». Parole confermate anche dal vescovo di Parma Enrico Solmi, che, parlando con Repubblica, ha affermato che l’educazione affettiva e sessuale «è un compito primario della famiglia»: «Sono i genitori ad essere i primi educatori dei figli. La scuola, lo stato, tantomeno un’associazione, non possono proporre percorsi da loro non condivisi e in qualche modo rischiare di sostituirsi a loro».

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/1426927/il-kit-anti-omofobia-a-scuola-che-fa-arrabbiare-bagnasco/

bibbia

Sito cattolico si vanta di aver acquistato libri sul gender per evitare che altri potessero leggerli

Educare al rispetto delle diversità sarebbe «palesemente contro l’insegnamento del Magistero della Chiesa». A sostenerlo è il sito cattolico La Nuova Bussola Quotidiana, questa volta puntando il dito contro la catena di librerie cattoliche Paoline, ree di ospitare fra i propri scaffali anche volumi come “Di pari passo. Percorso educativo contro la violenza di genere” o “Di che genere sei? Prevenire il bullismo sessista e omotransfobico”.
L’autrice dell’articolo racconta che «ci si è recati alla cassa per comprarli al solo pietoso scopo di toglierli immediatamente dalla vista di chiunque altro potesse cascarci» e di aver estorto la «promessa di togliere dagli scaffali altre eventuali copie». Insomma, quasi esistesse ancora l’Indice di epoca medioevale, quei libri non dovevano essere letti da nessuno, quasi fosse necessario che la gente possa ascoltare solo la voce omofoba della parte più estremista della Chiesa. Un concetto ben espresso anche dal’autrice dell’articolo, secondo la quale «non serve di certo leggere l’intero volume, ma forse neanche sfogliarlo appena, per rendersi conto di quale progetto di indottrinamento facciano parte». Insomma, un giudizio dettato dettato dal pregiudizio di chi non si prende neppure la briga di leggere qualcosa prima di condannarla.

Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2014/03/sito-cattolico-si-vanta-di-aver.html#ixzz2xiXQGk5X

 

Morgillo di Forza Italia contro la bandiera gay esposta in Regione

Il vice presidente del consiglio regionale della Liguria Luigi Morgillo ha chiesto di sapere quale iter è stato seguito per “l’autorizzazione ad affiggere sull’edificio della Regione la bandiera arcobaleno” cosa “ha spinto la Regione a schierarsi contro le ‘Sentinelle in piedi’”.

Fonte: http://www.ansa.it/liguria/notizie/consiglioregionale/2014/03/31/omofobia-morgillomale-bandiera-regione_5df1b95d-6483-4735-8c8f-20f752aca813.html

Luigi Morgillo

Luigi Morgillo
Foto:regione.liguria.it

Ragazzo gay picchiato a sangue a Quartu: assurda aggressione omofoba

Bandiera Sarda

Coppia di ragazzi omosessuali derisa in strada a Quartu, poi parte il pestaggio: un branco di tre bulli colpisce con calci in faccia e pugni alla testa, il ragazzo perde i sensi e la memoria. Scatta la denuncia e la caccia ai bulli omofobi. Sergio è in ospedale col setto nasale fratturato.
Un’aggressione omofoba in piena regola. Un ragazzo pestato a sangue perchè omosessuale. Un episodio inaccettabile accaduto ieri intorno alle 18:50 a Quartu Sant’Elena. Le vittime di questa triste vicenda sono Damiano Meloni e Sergio Puddu. La coppia rientrava a casa a piedi, come ogni sera. I due erano tranquilli, ridevano, scherzavano e parlavano dei fatti loro. Quando proprio mentre si trovavano in via santa Lucia all’angolo con via Mons. Angioni, un gruppetto di tre ragazzi sui 20/25 anni li ha aggrediti, prima verbalmente con insulti pesanti come “caghineri” e poi, non contenti, sono venuti alle mani.

Uno dei due ragazzi aggrediti, Sergio, per aver osato replicare agli insulti, dicendo che non avevano alcun diritto a offenderli è finito all’ospedale. Alla sua reazione, infatti, i tre bulli gli si sono scagliati addosso in branco, colpendolo con pugni in faccia e in seguito calci in testa, mentre si trovava riverso in terra. Il giovane ha così perso i sensi per diversi minuti. Sono stati subito chiamati i carabinieri, che però non si sono recati sul posto. Sono invece intervenuti prontamente i soccorsi che hanno trasportato Sergio all’ospedale Brotzu.

La preoccupazione dei medici per possibili danni gravi è stata grande, dato che il ragazzo aveva subito fortissimi colpi alla testa perdendo per qualche minuto la memoria. E’ stata invece accertata una prognosi di diversi giorni e una frattura al setto nasale. Intanto è partita la denuncia per aggressione verso ignoti, ma si cercano testimoni.

Fonte: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/11061/ragazzo-gay-picchiato-a-sangue-a-quartu-assurda-aggressione-omofoba.html#sthash.UfXI7WV7.dpuf

Ragazzo gay suicida a Roma. Lascia biglietto: «Stanco dell’omofobia»

Foto di: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/simone_suicidio_omofobia_universit_amp_agrave_pantanella/notizie/351653.shtml

Foto di: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/simone_suicidio_omofobia_universit_amp_agrave_pantanella/notizie/351653.shtml

«Nel 2013 c’è ancora l’omofobia, sono stanco». E’ il biglietto trovato dentro il borsello che portava a tracolla il ragazzo di 21 anni che si è ucciso l’altra notte gettandosi dagli edifici dell’ex fabbrica Pantanella.E’ la polizia ad indagare sul suicidio. Nessun dubbio che il ragazzo fosse gay e sono in corso indagini per capire, comunque, quale possa essere stato il motivo del gesto fatale. Simone D., questo il nome del ragazzo, era uno studente universitario e viveva con i
genitori.

L’allarme è arrivato al 113 intorno alle 23.30 quando alcuni residenti del palazzo in via Casilina 9, poco distante da Porta Maggiore, si sono resi conto che una persona si era gettata dal terrazzo condominiale dall’undicesimo piano, finendo dopo un volo di oltre venti metri nel cortile interno. Tra le persone che hanno chiesto soccorso anche un avvocato. Sul posto è arrivato il personale di un’ambulanza che è ripartita vuota. Il medico a bordo non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sul caso indagano gli agenti del commissariato San Lorenzo. Nel borsello trovato addosso al cadavere c’era il biglietto d’addio.

L’ipotesi più probabile è che il giovane si sia tolto la vita a causa di una delusione molto forte in quanto gay. Se questo fosse confermato gli agenti indagheranno anche sul versante del reato d’istigazione al suicidio. Ancora la dinamica del gesto è poco chiara. Gli investigatori stanno tentando di capire se il 21enne avesse incontrato qualcuno dopo essere uscito di casa. Sembra che il ragazzo non abitasse nel palazzo dove si è ucciso ma in un’altra zona della città insieme ai genitori. Gli investigatori stanno cercando di capire perché l’aspirante suicida si sia recato proprio nello stabile all’inizio di via Casilina.

«Il suicidio del ragazzo di 21 anni a è un altro fatto tragico. Aspettiamo di avere maggiori informazioni, ma se come si apprende si tratta di un ragazzo gay, siamo di fronte ad un ennesimo caso. – dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center- I suicidi o i tentativi di suicidio di giovani omosessuali sono un dato allarmante. Alla nostra linea verde Gay Help Line 800.713.713 riceviamo 20.000 contatti all’anno e dai dati in nostro possesso risulta che un omosessuale su dieci nella sua vita ha pensato al suicidio». E aggiunge: «È ora di dire basta. Le istituzioni diano una risposta urgente nella lotta all’omofobia e nell’allargare la sfera dei diritti gay»

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/gay_suicidio_roma_ragazzo_morto_porta_maggiore_pantanella_biglietto_omofobia/notizie/346031.shtml