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San Daniele del Friuli, 12 giugno 2013: scritte omofobe sui manifesti Arcigay

sandanieleSAN DANIELE. La campagna manifesti di Arcigay Friuli e Arcilesbica Udine per la giornata internazionale contro l’omofobia di quest’anno si conclude con un resoconto positivo. Moltissimi manifesti – dice una nota – sono ancora esposti, intatti, in tutta la loro forza comunicativa, nelle grandi città delle province di Udine e Pordenone, così come nelle più piccole frazioni, davanti alle scuole o vicini alle chiese, “a parlare a tutti – dichiarano le associazioni lgbt locali – di civiltà e diritti”. Tuttavia è stato segnalato un altro atto vandalico, questa volta a San Daniele del Friuli, dove qualcuno ha girato la città per assicurarsi che il suo “NO MAI” fosse chiaro ed evidente su alcuni gruppi di manifesti in via Rive e via Sopracastello.
“É il segno di una resistenza mentale dura a morire – dichiara Giacomo Deperu, presidente Arcigay Friuli –. Una resistenza mentale che vogliamo far emergere per contrastarla alla luce del sole. Ma a questi irriducibili diciamo: arrendetevi, abbiamo già vinto noi! E con noi, tutta la società civile”.

FONTE: Messaggeroveneto

 

Volantini omofobi contro il party gay organizzato dai Criminal Candy al Bosco di Capodimonte.

Alcune persone hanno affisso dei manifesti che accusano il sindaco De Magistris di occuparsi solo di eventi frivoli.

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Mentre il mondo progredisce, l’Italia non riesce a mantenere il passo.

Una tematica che ancora il nostro Paese fa finta di ignorare è l’omosessualità, al contrario di molti altri che hanno riconosciuto le unioni tra coppie dello stesso sesso.

Non di rado assistiamo a comportamenti razzisti e omofobi, come ad esempio la pioggia di volantini che ha invaso recentemente la zona di Capodimonte. Il dito viene puntato contro il party del Bosco di Capodimonte, pianificato dai Criminal Candy, un noto gruppo che organizza feste

Vogliamo evidenziare la parola “Gay-friendly” che si allontana totalmente dall’intento di ghettizzare, isolare ed emarginare delle persone, con semplici gusti sessuali diversi, che non devono assolutamente sentire il bisogno di ritrovarsi ad una festa esclusivamente aperta ai gay. Questo è l’obiettivo di Lorenzo Oliviero, ideatore dei Criminal Candy.

Mini manifesti, stampati in bianco e nero e diffusi per la città, accusano il sindaco De Magistris di pensare solo ed esclusivamente agli eventi frivoli. La festa, infatti, ha avuto il pieno appoggio del Comune di Napoli e dalla II Municipalità.

E così che intende sostenere, difendere e tutelare il patrimonio artistico e culturale della Città di Napoli? L’arte… la storia e la nostra cultura? Questo è il modo per riavvicinare i cittadini alla cultura? Vergogna!

Parole che ci fanno sprofondare indietro negli anni, eliminando tutti gli sforzi delle generazioni passate che hanno fatto di tutto per far sì che il mondo potesse incominciare a guardare con occhi diversi. Frasi che, ancora una volta, faranno sconvolgere gli altri Paesi e ci metteranno in una posizione inferiore. E purtroppo tutto ciò si legge sulle mura di Napoli.

Alcuni, pochi per fortuna, vedono questi eventi come dei ritrovi clandestini dove gli omosessuali si nascondono, nel buio della notte, per sodomizzare liberamente i compagni dello stesso sesso. Orge senza limiti, rapporti sessuali sfrenati e fiumi di alcol. Idee che superano i limiti dell’assurdoche, per fortuna, non attanagliano la mente del nostro Sindaco che approva queste feste, le quali rientrano nel normale elenco dei party mondani di Napoli.

Questi volantini razzisti e omofobi riportano Napoli indietro di 20 anni. Stiamo riflettendo se denunciare l’accaduto e costituirci parte civile per dare un segnale forte.

De Stasio (Consigliere con delega alle Pari Opportunità)

Ricordiamo che i Criminal Candy hanno versato una donazione al Bosco e, inoltre, allestiranno una pedana di 300 mq per ballare senza calpestare i prati. L’evento è stato rimandato a causa del mal tempo e al posto del 1 giugno si terrà l’8 giugno 2013.

Fonte: http://www.napolike.it/napoli-volantini-omofobi-contro-festa-gay/

Altre scritte omofobe sui manifesti Arcigay e Arcilesbica

Altre scritte omofobe sui manifesti Arcigay e Arcilesbica
La scoperta a Pordenone in via San Valentino. Deperu: sono tristemente significative e da stigmatizzare totalmente. Altre segnalazioni
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PORDENONE. Nuove scritte omofobe sui manifesti della campagna di Arcigay Friuli e Arcilesbica Udine.
Questa volta a Pordenone, in via San Valentino, un gruppo ben visibile di 6 manifesti sono stati accuratamente “firmati” con la scritta «Skifo!», ripetuta con cura su ogni immagine.
Altre segnalazioni erano giunte in città, in zone in cui gruppi di manifesti erano stati strappati “ad arte” ma senza particolari scritte identificative.
«Abbiamo volutamente chiuso un occhio su altre segnalazioni di atti vandalici di non chiara natura, avvenuti in altre zone della cittá ai danni di gruppi di manifesti. Ma questa volta le scritte apparse a Pordenone in via San Valentino ci sembrano tristemente significative ed è bene stigmatizzare ogni atto che lasci spazio alla dicriminazione in una città che vuole essere civile ed inclusiva»: ha dichiarato Giacomo Deperu, presidente Arcigay Friuli «Nuovi Passi» Udine e Pordenone.
Sui manifesti campeggiano le foto di Nadia con il suo papà gay Stefano Miorini di Spilimbergo e di Davide con la sua mamma lesbica Yvette Corincigh di Venzone. Sotto i testimonial della campagna le scritte “Mio papà è gay e non sa piegare i calzini, come tutti i papà” o, nell’altra versione, “Mia mamma è lesbica e rompe le scatole come tutte le mamme”, affiancate entrambe dallo slogan “il valore delle famiglie friulane”, dove famiglie è volutamente declinato al plurale.

Fonte: http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/06/03/news/altre-scritte-omofobe-sui-manifesti-arcigay-e-arcilesbica-1.7191139

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Omofobia e fascismo contro la sede di Arcigay Catania

CATANIA, 31 Maggio 2013 – Omofobia e fascismo contro la sede di Arcigay Catania.

Questa mattina, all’apertura della nostra sede in via Vittorio Emanuele 245, l’inaspettata e sgradevole sorpresa! Qualche bestia – sicuramente turbata dalla recentissima e intensa campagna contro l’omofobia del 17 maggio (evidentemente non se n’è fatta una ragione!) – nottetempo ha urinato sulla soglia d’ingresso, frantumato e staccato la mezzaluna rainbow che colorava il nostro ingresso e rotto l’asta della bandiera dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che ospitiamo nella nostra sede, rubando la bandiera stessa.

Dopo anni di militanza e di lotte dovremmo essere ormai assuefatti/e ai gesti di un povero coglione, una merda, o un fascista (spesso le tre cose vanno di pari passo); invece non è così, perché tali atti sono la manifestazione fisica che ancora il pensiero che combattiamo giorno dopo giorno non solo è vivo e vegeto (e questo lo sapevamo), ma si sente legittimato e osa operare materialmente.

Questo pensiero si chiama patriarcato, si chiama fascismo!

Non è certo un’insegna rotta che ci impedirà di proseguire le nostre lotte e i nostri percorsi di costruzione di una politica differente e di una cultura dell’alterità, e di avere uno spazio di libertà, di affermazione, di testimonianza, dove ciascuno di noi possa partecipare attivamente, ideare, programmare e confrontarsi. Uno spazio dedicato alla lotta all’omo-transfobia, alla prevenzione e sensibilizzazione sulle infezioni sessualmente trasmissibili, all’accoglienza dei migranti e a molto altro ancora, dove ciascuno/a possa vivere la propria vita, il proprio corpo e il proprio sé.

Per questo noi continuiamo! Sostituiremo l’insegna con una ancora più bella e ripristineremo la bandiera dei compagni e delle compagne dell’ANPI!

FONTE: Libera.TV

Vandalizzato il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, scritte lesbofobe e maschiliste sui muri

praitanomieliBASE_23-05-2013 Roma – Vandalizzato nella notte tra il 22 ed il 23 maggio il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, scritte lesbofobe e maschiliste sui muri contro l’ex Presidente Rossana Praitano candidata nelle nelle liste del PD alle Comunali.

 

 

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