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Ragazzo gay suicida a Roma. Lascia biglietto: «Stanco dell’omofobia»

Foto di: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/simone_suicidio_omofobia_universit_amp_agrave_pantanella/notizie/351653.shtml

Foto di: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/simone_suicidio_omofobia_universit_amp_agrave_pantanella/notizie/351653.shtml

«Nel 2013 c’è ancora l’omofobia, sono stanco». E’ il biglietto trovato dentro il borsello che portava a tracolla il ragazzo di 21 anni che si è ucciso l’altra notte gettandosi dagli edifici dell’ex fabbrica Pantanella.E’ la polizia ad indagare sul suicidio. Nessun dubbio che il ragazzo fosse gay e sono in corso indagini per capire, comunque, quale possa essere stato il motivo del gesto fatale. Simone D., questo il nome del ragazzo, era uno studente universitario e viveva con i
genitori.

L’allarme è arrivato al 113 intorno alle 23.30 quando alcuni residenti del palazzo in via Casilina 9, poco distante da Porta Maggiore, si sono resi conto che una persona si era gettata dal terrazzo condominiale dall’undicesimo piano, finendo dopo un volo di oltre venti metri nel cortile interno. Tra le persone che hanno chiesto soccorso anche un avvocato. Sul posto è arrivato il personale di un’ambulanza che è ripartita vuota. Il medico a bordo non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sul caso indagano gli agenti del commissariato San Lorenzo. Nel borsello trovato addosso al cadavere c’era il biglietto d’addio.

L’ipotesi più probabile è che il giovane si sia tolto la vita a causa di una delusione molto forte in quanto gay. Se questo fosse confermato gli agenti indagheranno anche sul versante del reato d’istigazione al suicidio. Ancora la dinamica del gesto è poco chiara. Gli investigatori stanno tentando di capire se il 21enne avesse incontrato qualcuno dopo essere uscito di casa. Sembra che il ragazzo non abitasse nel palazzo dove si è ucciso ma in un’altra zona della città insieme ai genitori. Gli investigatori stanno cercando di capire perché l’aspirante suicida si sia recato proprio nello stabile all’inizio di via Casilina.

«Il suicidio del ragazzo di 21 anni a è un altro fatto tragico. Aspettiamo di avere maggiori informazioni, ma se come si apprende si tratta di un ragazzo gay, siamo di fronte ad un ennesimo caso. – dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center- I suicidi o i tentativi di suicidio di giovani omosessuali sono un dato allarmante. Alla nostra linea verde Gay Help Line 800.713.713 riceviamo 20.000 contatti all’anno e dai dati in nostro possesso risulta che un omosessuale su dieci nella sua vita ha pensato al suicidio». E aggiunge: «È ora di dire basta. Le istituzioni diano una risposta urgente nella lotta all’omofobia e nell’allargare la sfera dei diritti gay»

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/gay_suicidio_roma_ragazzo_morto_porta_maggiore_pantanella_biglietto_omofobia/notizie/346031.shtml

Ennesimo caso di lesbofobia nella capitale

08-05-2013 – Roma: Ennesimo caso di lesbofobia nella capitale

Valentina e Rachele sono due ragazze comuni. Lavorano, vivono insieme, hanno una relazione stabile. In quartiere le vedono spesso rientrare a casa insieme.

Una coppia che non suscita reazioni, il quartiere le conosce, hanno rapporti buoni con tutti. Lo scorso 8 maggio le due ragazze, rientrando a casa verso le 22 sono avvicinate da quattro uomini e uno di loro inizia ad insultarle al grido di “Lesbiche di merda!”, altri insulti e risate sguaiate.

Solo la risposta decisa e un bel po’ di sangue freddo consente loro di rispondere agli insulti e di guadagnare l’entrata di casa che era impedita dagli aggressori con fare minaccioso.

Siamo purtroppo abituati a questo tipo di racconti” – dichiara Andrea Maccarrone, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli– “spesso le persone aggredite non sporgono esposti, come invece accaduto in questo caso. Il che rende più difficile una statistica su quanti siano i casi, ma la nostra esperienza ci dice che sono vissuto comune di molti gay, lesbiche e trans.

Come Associazione consigliamo sempre di denunciare ogni forma di sopruso, minaccia verbale e ancor di più aggressione fisica alle competenti autorità, perché sono in gioco la nostra sicurezza e dignità. Le due ragazze sono state scosse dal grave episodio e l’alternativa alla denuncia significherebbe vivere nella paura e non poter condurre liberamente la propria quotidianità”.

Sono assolutamente necessari interventi culturali e di prevenzione perché non si può consentire che la cultura misogina e omofoba di pochi venga percepita come un portato accettabile della nostra società che nella sua maggioranza si dimostra sempre più accogliente.

Per questo è necessario reagire e non lasciare che episodi di questo tipo possano essere minimizzati e sottaciuti, mentre solo una condanna unanime è in grado di isolarli davvero.”

Fonte: Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli

Paese sera : http://www.affaritaliani.it/tags/lesbiche-aggredite.html

Il messaggero http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/omofobia_roma/notizie/279090.shtml

Aggressione omofoba a Palermo Gay preso a martellate in un internet point

30-04-2013 – Aggressione omofoba a Palermo Gay preso a martellate in un internet point 

Palermo – (Adnkronos/Ign) – La vittima, un romeno di 24 anni, stava guardando un sito con immagini di uomini quando è stato insultato. Ne è scaturita una lite e la violenza

Palermo, 30 apr. – (Adnkronos/Ign) – Un romeno di 24 anni è stato prima insultato e poi preso a martellate in un internet point in via Torino a Palermo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il giovane stava guardando un sito con immagini di uomini, quando è stato insultato. Ne è scaturita una violenta discussione al culmine della quale uno dei clienti del locale ha preso un martello e ha aggredito il romeno. Il 24enne, immediatamente soccorso, è stato trasportato al Pronto Soccorso, dove i medici gli hanno dato alcuni punti. Indagini sono in corso per risalire all’identità del suo aggressore. “Esprimiamo la nostra solidarietà alla giovane vittima oggi di un’aggressione omofoba in un internet point a Palermo”, dicono i componenti della giunta comunale, targata Leoluca Orlando, che aggiungono: “Episodi come questo, per fortuna del tutto minoritari e che non esprimono il sentire comune dei palermitani, confermano però quando giusto e anzi necessario sia impegnarsi per la tutela dei diritti di tutti e di tutte contro ogni forma di violenza. Proprio in questa direzione si muove l’organizzazione del Palermo raid”.

Fonte: Adnkronos/Ign

Aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay

28-04-2013 – Roma: aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay

Aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay. “A denunciare l’accaduto è Imma Battaglia, presidente di Di Gay project. In sette, quattro uomini e tre donne, ha selvaggiamente aggredito i due ragazzi all’uscita di un locale“.

Aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay „ Insultati, buttati a terra e presi a calci e pugni prima e colpiti con una bottiglia poi. E’ quanto accaduto nella serata di sabato all’uscita di un locale di via Ostiense a Luigi e Nicolas, vittime di una brutale aggressione omofoba. Per loro una prognosi di trenta giorni a seguito di trauma cranico, fratture multiple e lesioni. A denunciare l’accaduto è stata Imma Battaglia, presidente Di’Gay Project e candidata al Consiglio comunale con Sel. I FATTI – Nella notte, in via Ostiense, all’uscita dal locale in cui lavorano, due ragazzi gay,sono stati insultati con epiteti omofobi e selvaggiamente picchiati da un gruppo di quattro ragazzi e tre ragazze.

A nulla è valso a Luigi il tentativo di entrare nella propria auto, perché ne è stato tirato fuori a forza, buttato per terra e preso a calci e pugni. Nicolas ha cercato invano di difendere l’amico, ricevendo un pugno in un occhio. Gli aggressori hanno utilizzato anche una bottiglia, rotta addosso alle vittime. Una pattuglia dei carabinieri, allertata da un amico che li accompagnava, riuscito a scappare, è prontamente intervenuta e ha arrestato i colpevoli. IMMA BATTAGLIA – Così la Battaglia: “Ringrazio le forze dell’ordine per il tempestivo soccorso e per il quotidiano impegno nonostante lo stato di emergenza in cui ci troviamo, che però non allontana sentimenti di paura, dolore e rabbia. I ragazzi aggrediti oggi si definiscono fortunati perché ancora vivi e questo è inammissibile. Roma è ormai diventata terra di nessuno, abbandonata a se stessa, alla criminalità, alla violenza e al caos: si percepisce con chiarezza un senso di pericolo, precarietà e insicurezza, dovuto all’assenza della politica. La nostra città é sempre di più lo specchio che riflette – concentrata in un territorio che sta per implodere – la grave crisi del Paese”.

NIERI – “Si continuano a verificare a Roma inaccettabili episodi di omofobia e violenza. Un allarme che continua ad essere ancora gravemente sottovalutato dall’amministrazione cittadina e da molte forze politiche in Parlamento. Vi è l’assoluta necessità di nuove norme contro l’omofobia, di diritti per tutti e di iniziative culturali contro ogni sorta di discriminazione. Dobbiamo far sentire soli i violenti e gli omofobi. Da parte nostra continueremo a lavorare per trasformare Roma da capitale dell’omofobia in capitale dei diritti. Con l’occasione voglio esprimere la mia profonda vicinanza a Luigi e Nicolas, vittime dell’ennesima odiosa aggressione”. E’ quanto dichiara Luigi Nieri, capolista di Sel alle comunali di Roma. Annuncio promozionale Valentina Ciaramella, avvocato dell’équipe legale dell’Associazione Di’Gay Project, che darà assistenza gratuita alle vittime, conclude: “In attesa di una legge che garantisca che, in caso di violenza omofoba, la pena venga commisurata alla gravità del crimine, intendiamo ottenere il giusto risarcimento del danno fisico e morale”.

Fonte: Roma Today

Medi denuncia: aggredita coppia gay

05-04-2013 – San Donà del Piave. Medi denuncia: aggredita coppia gay

Un parcheggio pubblico di San Dona’ di Piave in provincia di Venezia e’ stata lo scenario di un aggressione omofoba a discapito di una coppia che si stava scambiando dei baci.

Lo rende noto la Rete degli Studenti Medi Venezia-Mestre e Unione degli Universitari Venezia. La coppia e’ stata prima colpita con dei sassi e poi a calci e pugni da due giovani con il viso semi coperto.

Fonte: Corriere dell’Università