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Pestaggio omofobo a Torino, solidarietà a Davide Betti

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Un pestaggio violento e organizzato, un ragazzo di 21 anni che si suicida, una scuola che organizza incontri volti a sminuire il valore della famiglia che non rientri nei suoi canoni prestabiliti. Il presidente di Arcigay Torino Marco Giusta commenta i recenti fatti che hanno scosso la comunità LGBT torinese (e non solo) nelle ultime settimane.

Oggi siamo vicini a Davide Betti, Coordinatore Nazionale GayLib, picchiato a Torino perchè gay. Ormai anche nella nostra città l’omofobia sta prendendo piede e, dopo l’aggressione di qualche mese fa, il livello di preoccupazione sale. Davide Betti era stato aggredito da due uomini nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso, nei pressi della vecchia stazione di Porta Susa, a Torino.

 

Fonte: http://www.arcigay.it/comunicati/pestaggio-omofobo-a-torino-solidarieta-a-davide-betti/

Omofobia alle case popolari: “Emarginati perché gay”

Insultati e aggrediti verbalmente. Derisi oppure soggetti a continui scherzi di cattivo gusto. E tutto questo «soltanto perché omosessuali».  Daniele e Michele, li chiameremo così, denunciano di subire da due anni le angherie dei loro vicini di casa. L’ingresso in quella casa popolare di corso Giulio Cesare faceva presagire un nuovo inizio dopo anni difficili, dopo un periodo di permanenza all’housing sociale di via Ivrea. Così, però, non è stato. Per le famiglie delle case Atc la vista di due uomini mano nella mano avrebbe scatenato sensazioni strane, odio e ripicche. Fin dal primo momento in cui la coppia ha messo piede in quell’alloggio al piano rialzato. «Siamo stati redarguiti dal caposcala per aver messo un’etichetta sul citofono – raccontano i due -. Eppure non pensavamo di fare nulla di male, di solito è la prassi quando ci si trasferisce in un nuovo alloggio».
Il peggio sarebbe venuto nei mesi seguenti. A cominciare da quelle violenze verbali, da quelle frasi pronunciate ad alta voce tra i cortili e i marciapiedi in modo da arrivare senza alcun fraintendimento all’orecchio degli interessati. «Ho sentito due pensionati criticare il Comune che dà le case popolari agli omosessuali – ricorda Daniele -. Ci trattano come appestati, neanche fossimo dei ladri o degli avvoltoi. Noi abbiamo provato a relazionarci con quelle persone ma non c’è nulla da fare, ci evitano».
Anche i ragazzi che vivono in corso Giulio hanno cominciato a prendere di mira la coppia. Prima con insulti poi con frasi irripetibili. Innumerevoli i riferimenti al sesso. «Dicono che vogliono arrampicarsi e spiarci – aggiunge Michele -. E questo ci fa stare male ogni giorno, perché non capiamo il motivo di tale astio e cosa spinga questa gente a prendersi gioco di noi».
In due anni non sono mancati nemmeno gli atti vandalici, i tentativi di forzare la serratura della casa, di mettere le mani nella posta altrui. E poi quelle porte sbattute con violenza al solo gusto di arrecar fastidio. E gli schiamazzi sotto la finestra in piena notte. Una trentina le lettere inviate da Daniele e Michele all’Atc. In tutte una sola richiesta: provvedimenti contro le persone che non hanno rispetto per gli omosessuali. «Ci siamo lamentati con l’istituto per tutta una serie di situazioni spiacevoli – continuano i due uomini -. Non siamo in cerca di vendette ma solo di rispetto, quello che fino ad oggi è mancato del tutto».
Philippe Versienti

Fonte: http://www.cronacaqui.it/torino/29439_omofobia-alle-case-popolari-emarginati-perche-gay.html

Trans aggredito da cinque uomini L’ombra dell’omofobia sull’agguato

Misteriosa aggressione l’altra notte in via Piedicavallo 53, una traversa di corso Francia, non distante da corso Lecce. 

Cinque uomini, non ancora identificati dai carabinieri del nucleo operativo che stanno svolgendo le prime indagini, hanno teso un agguato ai danni di un transessuale di origine brasiliana Adau Santos, 33 anni, residente in un alloggio al terzo piano. Quando il trans è rientrato a casa, attorno alle 22, è stato circondato dai cinque uomini che si erano nascosti nel portone. Qualcuno forse aveva seguito tutti i suoi spostamenti segnalando infine ai complici il momento in cui stava per aprire il portone del fabbricato.

Adau Santos è stato selvaggiamente picchiato e derubato dei soldi, di due cellulari e di un pc. Prima di andarsene, gli aggressori gli hanno spruzzato in faccia uno spray urticante. Il brasiliano, che si prostituisce da tempo nelle strade della zona, è stato soccorso dai vicini di casa e accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria dove è stato ricoverato in prognosi riservata per le lesioni alla testa e all’addome ma secondo i medici non è in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il movente della rapina-aggressione andrebbe ricercato nel mondo della prostituzione, nel racket che controlla la zona tra corso Francia e corso Lecce. Non appena sarà possibile, quando le sue condizioni lo permetteranno, Santos sarà sentito dagli investigatori per tentare di ricostruire i retroscena del feroce e ancora inspiegabile pestaggio.

Solo attraverso la sua testimonianza sarà possibile risalire all’origine di un agguato studiato con cura e forse da tempo. I cinque si sono poi allontanati a bordo, secondo alcuni testimoni, di un Suv di colore scuro, che era stato notato giorni fa nella strada.

Non si esclude ancora del tutto l’ipotesi di una spedizione all’insegna dell’omofobia in via Piedicavallo ma non ci sono ancora riscontri concreti per sostenere questa tesi. Non troppo tempo fa, al Valentino dov’era in corso una festa gay, cinque ragazzi italiani si erano scagliati contro un gruppo di coetanei, colpevoli di essere omosessuali.

La polizia era riuscita a identificare e a denunciare gli autori dell’aggressione che però avevano del tutto escluso la matrice omofoba ma avevano parlato solo di una banale lite tra coetanei. La cronaca di questo episodio controverso era stata ampiamente ripresa dai siti web della comunità gay torinese che non avevano però dubbi sulle cause, cioè l’omofobia, alla radice dell’episodio del Valentino.

Torino: aggrediti 4 ragazzi. Cinghiate, calci e pugni perché gay

12 luglio 2013 – Omofobia, aggrediti 4 ragazzi a Torino. Cinghiate, calci e pugni perché gay.

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Ennesimo atto di violenza omofoba nella notte tra il 7 e l’8 luglio. È successo a Torino, nei pressi del parco del Valentino, dove quattro ragazzi gay sono stati assaliti a colpi di calci, pugni e cinghiate. Le vittime erano appena uscite dalla discoteca Cacao e stavano consumando delle bevande in un chiosco vicino, quando sono stati insultati e malmenati selvaggiamente. Avvisati dal titolare del bar, gli agenti della volante hanno fermato, nel giro di poco tempo,gli aggressori. Si tratta di quattro giovani di Nichelino e Moncalieri, d’età compresa tra i 20 e i 24 anni, già noti alle forze dell’ordine. La procura di Torino ha aperto un’inchiesta; l’ipotesi di reato, al momento, è quella di lesioni aggravate dall’uso della cinghia come “arma”.
Secondo la testimonianza, resa da una delle vittime alla polizia, i teppisti “erano ubriachi.Hanno cominciato a insultarci e a lanciare bottiglie, poi a prendere a calci sedie e tavoli. Ci siamo alzati e in un attimo ce li siamo trovati addosso. Uno degli aggressori si è levato la maglietta e ha sfilato la cintura dai suoi pantaloni. Io e un mio amico siamo stati presi a pugni e cinghiate. Ho ancora i lividi addosso. Due dei miei amici sono riusciti a scappare. Poi qualcuno ha chiamato il 113”. Un ragazzo, intervenuto in loro difesa,è stato a sua volta aggredito: “Per istinto ho cercato di aiutarli – così nel verbale di denuncia -, chiedendo loro se stavano bene. Ma solo per questo ho ricevuto cinghiate in faccia e in testa. Per fortuna sono riuscito a strappare di mano la cinghia a uno degli aggressori. Me li sono trovati tutti e quattro addosso. Mi sono raggomitolato: ho ricevuto schiaffi e pugni”.

Mentre in rete si moltiplicano i commenti di rabbia e indignazione da parte della comunità gay, il presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, è sceso in campo per sostenere nuovamente l’urgenza di una legge contro l’omofobia. “Le persone omosessuali continuano a essere oggetto di azioni violente – ha dichiarato Mancuso -. Questo avviene soprattutto perché non essendo i gay soggetti di diritto è possibile per bande di balordi, squadracce razziste e omofobe, agire molte volte indisturbate e senza gravi conseguenze penali. Per questo è necessario che il Parlamento faccia presto e che la legge ora in discussione alla Camera che estende la legge Mancino ai reati d’odio in ragione dell’orientamento sessuale e identità di genere, sia approvata e urgentemente passi al Senato per una rapida definitiva operatività”.

Un appello quanto mai giusto e sensato quello del presidente di Equality Italia. Sull’argomento si registra, invece, un assordante silenzio da parte dell’episcopato italiano, se non totale chiusura. Se ne è fatto portavoce, alcuni giorni fa, il quotidiano della Cei, L’Avvenire, che è arrivato a bollare quale “inutile e pericolosa una legge sull’omofobia”.

FONTI: http://www.huffingtonpost.it/2013/07/12/omofobia-aggrediti-4-ragazzi-a-torino_n_3585531.html?utm_hp_ref=italy

http://www.theblazonedpress.it/website/2013/07/12/torino-aggrediti-4-gay-in-poche-ore/41417

http://www.articolotre.com/2013/07/i-quattro-gay-aggrediti-a-cinghiate-al-valentino/188080

Torino, gay aggrediti al Valentino, quattro denunciati

Torino, 12 lug. (LaPresse) – Un gruppo di quattro ragazzi omosessuali è stato aggredito a colpi di calci, pugni e cinghiate nella notte tra domenica e lunedì al parco del Valentino a Torino. I responsabili, quattro ragazzi tra i 20 e i 24 anni di Nichelino e Moncalieri, sono stati denunciati per lesioni aggravate. Nel verbale di denuncia stilato dalla polizia si cita la “discriminazione sessuale”. Le vittime erano appena uscite dalla discoteca Cacao dove si era svolta una serata a tema per omosessuali. Stavano consumando delle bevande al chiosco ‘Il ritrovo’, che si trova nel parco di fronte al Cacao, quando alle spalle il gruppo di teppisti li ha aggrediti.

“Ricchioni” è stato l’insulto iniziale, seguito da cinghiate e botte. Il titolare del chiosco ha chiamato il 113 e gli uomini delle volanti nel giro di poco tempo hanno fermato i quattro. La cinghia è stata trovata nel parco e sequestrata. I quattro bulli erano ubriachi e prima dell’aggressione ai ragazzi avevano già tentato di rubare una bottiglia di whisky al chiosco e di attaccare briga con il proprietario, un cinquantenne, che li aveva respinti con decisione. La notizia è stata anticipata oggi dall’edizione torinese di ‘Repubblica’.

La procura di Torino ha successivamente aperto un’inchiesta sul caso. L’ipotesi di reato, al momento, è quella di lesioni aggravate dall’uso della cinghia usata come ‘arma’. I pm verificheranno se il gruppo di teppisti ha picchiato i ragazzi per omofobia, oppure in assenza di questo movente determinante.

 

Fonte: http://www.lapresse.it/cronaca/torino-gay-aggrediti-al-valentino-quattro-denunciati-1.363234