Archivio tag: sicilia

Palermo, branco in azione violentata ripetutamente una persona transessuale

NB: Rileviamo violenza verbale nel titolo dell’articolo citato poiché usa termini sessisti e transofobici

Palermo, branco in azione
Violentato ripetutamente un trans

Le aveva proposto di uscire per mangiare qualcosa. L’appuntamento era nella sua abitazione in via Gaspare Mignosi nei pressi di via Archirafi. Solo che non si sarebbe presentato da solo. Approfittando che il trans avrebbe aperto il portone di casa un giovane insieme ad altri tre amici è salito nell’appartamento. Qui in quattro l’avrebbero violentato ripetutamente per diverse ore.

Fonte: http://palermo.blogsicilia.it

Ha un figlio gay, il prete la caccia dalla chiesa

Per suo figlio sarebbe stato meglio essere ladro piut­to­sto che omo­ses­suale: è la rispo­sta che, nei giorni scorsi, la mamma cat­to­lica di un ragazzo gay ha rice­vuto da parte di un prete paler­mi­tano. La vicenda comin­cia lo scorso 17 mag­gio, Gior­nata mon­diale con­tro l’omofobia. Gli omo­ses­suali cre­denti pro­muo­vono incon­tri in tutta Ita­lia. A Palermo il gruppo Ali d’Aquila – fra gli orga­niz­za­tori del Pride con ini­zia­tive su fede e omo­ses­sua­lità – si incon­tra nella chiesa della Kalsa, al ter­mine della veglia pro­pone ai par­te­ci­panti di recarsi nelle pro­prie par­roc­chie e far inse­rire un pen­siero o una pre­ghiera con­tro l’omofobia nelle messe dome­ni­cali. La mamma ci prova, ma il suo par­roco la respinge: ci sono le cre­sime, c’è troppa gente, non è il momento. Va in un’altra par­roc­chia: «L’omosessualità è opera del dia­volo», le risponde il prete, «Gesù si è rivolto ai pec­ca­tori, ai ladri, alle pro­sti­tute, agli impo­stori, agli assas­sini, ma non agli omo­ses­suali. Signora, secondo lei per­ché?». «Allora io ho il dia­volo in casa? Eppure non mi sem­brava», scrive la donna in una let­tera aperta, resa nota dall’agenzia Adi­sta. «La medi­cina non ha dato sino ad oggi nes­suna rispo­sta, quindi, cara signora, que­sta è la rispo­sta», sen­ten­zia il prete.

Fonte: http://ilmanifesto.mobi/ha-un-figlio-gay-il-prete-la-caccia-dalla-chiesa

Aggressione omofoba a Palermo Gay preso a martellate in un internet point

30-04-2013 – Aggressione omofoba a Palermo Gay preso a martellate in un internet point 

Palermo – (Adnkronos/Ign) – La vittima, un romeno di 24 anni, stava guardando un sito con immagini di uomini quando è stato insultato. Ne è scaturita una lite e la violenza

Palermo, 30 apr. – (Adnkronos/Ign) – Un romeno di 24 anni è stato prima insultato e poi preso a martellate in un internet point in via Torino a Palermo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il giovane stava guardando un sito con immagini di uomini, quando è stato insultato. Ne è scaturita una violenta discussione al culmine della quale uno dei clienti del locale ha preso un martello e ha aggredito il romeno. Il 24enne, immediatamente soccorso, è stato trasportato al Pronto Soccorso, dove i medici gli hanno dato alcuni punti. Indagini sono in corso per risalire all’identità del suo aggressore. “Esprimiamo la nostra solidarietà alla giovane vittima oggi di un’aggressione omofoba in un internet point a Palermo”, dicono i componenti della giunta comunale, targata Leoluca Orlando, che aggiungono: “Episodi come questo, per fortuna del tutto minoritari e che non esprimono il sentire comune dei palermitani, confermano però quando giusto e anzi necessario sia impegnarsi per la tutela dei diritti di tutti e di tutte contro ogni forma di violenza. Proprio in questa direzione si muove l’organizzazione del Palermo raid”.

Fonte: Adnkronos/Ign

Arrestato un 17enne: confessa omicidio di un imprenditore palermitano

09-05-2013 – Palermo. Arrestato un 17enne: confessa omicidio di un imprenditore palermitano.

L’omicidio, avvenuto lo scorso 25 aprile, sarebbe maturato a margine di un incontro sessuale. Il ragazzo ha confessato di avere inferto all’uomo 40 coltellate e di avergli fracassato il cranio.

E’ stato arrestato ed ha confessato di aver aggredito e ucciso l’imprenditore 46enne Massimo Pandolfo. I fatti sono avvenuti lo scorso 25 aprile nel quartiere Acqua dei Corsari di Palermo quando il diciassettenne fermato oggi, in seguito ad una lite, ha colpito a morte l’uomo sferrandogli 40 coltellate e fracassandogli poi il cranio con un sasso.
L’omicidio sarebbe stato perpetrato nell’ambito di un incontro sessuale a pagamento. Il diciassettenne e Pandolfo, secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, sarebbero arrivati sul luogo dove poi è stato ritrovato il cadavere dell’imprenditore, a bordo della macchina di quest’ultimo. Giunti sul posto, l’imprenditore avrebbe rivolto al ragazzo, che a quanto pare era solito prostituirsi per soldi, richieste che il giovane non avrebbe voluto esaudire. Da lì sarebbe scoppiato l’alterco che ha portato all’omicidio.
L’auto è stata ritrovata dopo l’arresto del ragazzo, in fiamme in una strada della periferia palermitana. Per spegnere l’incendio che ha bruciato la Citroen C3 di Pandolfo sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della scientifica accorsi per cercare prove che permettano di risalire all’identità di possibili altri aggressori dell’uomo. Alcuni punti, infatti, del racconto rimangono oscuri, compreso il fatto che Pandolfo, avendo praticato pugilato, avrebbe potuto difendersi da un diciassettenne e che alcuni passaggi nel racconto del minorenne fermato lasciano intuire la presenza di altre persone.
Sulla vicenda, di cui parla tutta la stampa, interviene il presidente nazionale di Arcigay Flavio Romani. “Chiediamo rispetto per la vittima di un efferato omicidio – dice Romani -. Non si è mai letto sulla stampa di omicidi negli “ambienti eterosessuali”, eppure i femminicidi allignano proprio nello squilibrio dei rapporti tra uomo e donna. L’insistenza morbosa sulla presunta sessualità della vittima nel raccontare quell’omicidio non si giustifica se non nei pregiudizi di chi ha scritto e pubblicato quegli articoli. Nell’omosessualità non c’é nulla di scabroso e quell’uomo, e la sua intimità, dovevano essere rispettate dai media”. Titti de Simone, coordinatrice del Palermo Pride 2013, sottolinea che la manifestazione sara “l’occasione per porre l’accento su come i media affrontano la questione lgbt a livello locale e nazionale”.
Fonte: Gay.it

Gay: ‘non siete uomini ma froci’, coppia medici denuncia bancaria

14-03-13 – Palermo. Gay: ‘non siete uomini ma froci’, coppia medici denuncia bancaria
Palermo, 14 mar.- (Adnkronos) – “Non siete uomini, ma froci”. Cosi’ una bancaria ha apostrofato oggi una coppia di medici gay che si era recata in una banca di Palermo. A raccontare l’accaduto all’Adnkronos e’ uno dei due medici, Giovanni M. di 34 anni, pediatra, ancora visibilmente sotto choc. “Quello che e’ accaduto e’ gravissimo – dice – io e il mio compagno Augusto, che e’ un ginecologo, questa mattina siamo andati in banca per un disguido che si era verificato su un assegno. La bancaria che poi ci ha offesi, gia’ al telefono ha usato un tono arrogante e poco consono alla sua professione”. “Cosi’ con Augusto siamo andati in banca per chiarire il disguido – racconta ancora il giovane pediatra – Qui ho incontrato il direttore della filiale che e’ stato con me molto gentile e cosi’ abbiamo risolto subito il problema che si era verificato per un banale disguido”. Ed ecco l’arrivo della dipenente bancaria con la quale di mattina c’e’ stato il colloquio telefonico.

“Mentre uscivamo dalla filiale – racconta ancora Giovanni – nell’area che separa le casse dall’uscita, senza alcun motivo siamo stati aggrediti verbalmente e pubblicamente con ingiurie, in presenza degli impiegati e dei clienti dalla bancaria. Ci ha detto: ‘mi auguro di non avere mai a che fare con due medici come voi, pezzenti, non siete uomini, froci!”

A questo punto Giovanni M. e Augusto A., hanno lasciato la banca scossi da quanto accaduto. “Non sapevamo come reagire a queste offese – racconta ancora il pediatra – cosi’ dopo essermi consultato con il mio avvocato, abbiamo deciso di presentare una denuncia nei confronti della dipendente bancaria. La citero’ in giudizio, sia penalmente che civilmente. In caso di risarcimento devolvero’ il ricavato all’Arcigay e alle associazioni che si battono per la causa degli omosessuali. Non e’ pensabile che nel 2013 ci sia ancora una omofobia cosi’ estesa”.
Fonte: IGN