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Omobullismo a scuola: l’intervento di Arcigay Pavia

Un altro caso di omobullismo nelle scuole. Simonenome di fantasia, è un ragazzino di 12 anni che frequenta una scuola media di Pavia. Un ragazzino uguale agli altri, o forse no. Evidentemente non lo è per i compagni di scuola che lo prendono in giro e lo accusano di essere omosessuale. Forse Simone si distingue dagli altri per qualche sua caratteristica o semplicemente non è integrato nel gruppo ed è per questo che il “branco” lo attacca.

Dubbi a parte, questo caso è un triste esempio della realtà in cui viviamo. Il copione si ripete non solo nel corso degli anni, ma anche in maniera trasversale lungo tutta la penisola, facendo dell’omobullismo una sorta di malattia endemica che sembra impossibile da debellare. Quindi di chi è la colpa? Degli adulti. Gli adulti che minimizzano e sdrammatizzano, definendo vicende come quelle di Simone “scherzi tra ragazzi”. Non è uno scherzo e infatti Arcigay Pavia, che da anni entra nelle scuole di Pavia e provincia spiegando agli studenti come possono essere loro stessi protagonisti di un clima di serenità e accoglienza, ha preso a cuore il caso di Simone. Lo ha fatto inviando una lettera aperta alla scuola media e alla madre del ragazzo. Una lettera che invita al dialogo le parti coinvolte, ma che ribadisce quanto il problema sia tutt’altro che trascurabile: L’outing (dire a una persona che è gay, al di là che lo sia o meno) è una pratica violenta e odiosa. E assume maggiore gravità quando è perpetrato nei confronti di chi non ha gli strumenti per difendersi e quando, altresì, è consumato tra i banchi di scuola assumendo tutti i contorni di un fenomeno in crescita: l’omobullismo.

Un fenomeno allarmante, perché l’esito di una simile persecuzione, come purtroppo dimostrano recenti episodi di  cronaca, potrebbe rivelarsi tragico: L’omobullismo è fonte di sofferenza e porta, purtroppo, anche a gesti estremi quali il suicidio. Arcigay Pavia conclude con un appello al dirigente scolastico, affinché il dialogo possa divenire l’antidoto contro questa piaga sociale: fateci incontrare gli studenti. Perché abbiamo visto quanta inconsapevolezza ci sia tra di loro e quanto ricchezza si possa creare con un confronto franco e sereno sui temi dell’omosessualità.

Tenta suicidio: amici, deriso perchè gay

(ANSA) – ROMA, 29 MAG – Non ne poteva piu’ di essere deriso perche’ era gay ed era stanco dell’atteggiamento di suo padre, che a volte si comportava in modo violento perche’ non accettava la sua omosessualita’. Sarebbero queste – secondo gli investigatori che hanno ascoltato alcuni amici dello studente di 16 anni che oggi ha tentato il suicidio – le motivazioni che avrebbero spinto il ragazzino a gettarsi dalla finestra al terzo piano di una scuola a Roma.++ 16ENNE SI GETTA DA FINESTRA SCUOLA A ROMA ++

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lazio/2013/05/29/Tenta-suicidio-amici-deriso-perche-gay_8788037.html

Daniele Borromeo dichiarazioni shock “L’omosessualità è come la mafia non esiste”

23-05-2013 Pavia

Daniele Borromeo

Daniele Borromeo

L’omosessualità è come la mafia non esiste se passassero leggi contro l’omofobia si creerebbe un precedente pericoloso poi vorrebbero essere difese anche le le donne per esempio e magari anche le persone extracomunitarie e gli ebrei per non parlare delle persone diversamente abili – Daniele Borromeo

Queste le parole denunciate da Michela Montevecchi, senatrice del Movimento 5 Stelle che accusa Daniele Borromeo di averle pronunciate presso l’Università di Pavia in quota Azione Universitaria. 

Ricordiamo che Borromo ha precedentemente esternato frasi violente del tipo:
«Una grave depravazione, al pari della necrofilia, zoofilia, pedofilia».  18-12-2012

Fonte: http://bcove.me/m2ic7zfj

Altre fonti: http://www.cadoinpiedi.it/2013/05/23/dichiarazioni_omofobe_la_protesta_del_movimento_5_stelle.html

Venezia, il professore di religione agli studenti: “I gay possono essere curati in appositi centri”

18-01-2013 – Venezia, il professore di religione agli studenti: “I gay possono essere curati in appositi centri”
Ora di religione. Gli studenti chiedono al professore di commentare le battaglie per l’approvazione dei matrimoni omosessuali, argomento scottante. Così nella lezione successiva il docente distribuisce un foglio con appunti scritti a mano, dove spiega che l’apertura ai diritti gay porterebbe al riconoscimento della pedofilia e della poligamia, sottolineando che le relazioni amorose tra persone dello stesso sesso sono caratterizzate dalla “brevità”. E consiglia agli alunni dubbiosi del proprio orientamento sessuale appositi centri dove è possibile curare la tendenza omosessuale. Accade al liceo classico “Marco Foscarini” di Venezia, in una classe quarta. Il professore di religione si chiama Enrico Pavanello, 49 anni, laico, autore del testo finito poi nelle mani di uno studente dell’istituto che, deluso e ferito, ha deciso di pubblicarlo su Facebook. Nel testo l’insegnante descrive l’omosessualità come una “elaborazione della psiche di modelli affettivi diversi da quelli verso cui la natura normalmente orienta”, “una ferita dell’identita’”, per poi concludere dicendo che questa “tendenza e’ reversibile”. Pavanello si concentra soprattutto sulla “ideologia gay” ovvero sugli effetti nefasti della “cultura gender” che sovverte la norma eterosessuale: se venisse lasciato spazio al pensiero secondo il quale e’ l’orientamento sessuale a decidere, allora – scrive – si dovrebbe dare spazio pubblico anche alla pedofilia, alla poligamia e all’adozione dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso: “Non basta l’amore per crescere dei bambini, servono due personalita’ differenti dal punto di vista psichico e fisico”. La singolare lezione include anche riferimenti storici e sociologici: il celebre rapporto Kinsey sulla sessualita’ dei maschi americani, che appurava come almeno il 10% della popolazione maschile adulta statunitense fosse omosessuale, e’ definito “una bufala”. E va oltre: ormai “c’e’ l’idea che la famiglia sia una creazione culturale della storia e del cristianesimo”. Va dunque fatta una distinzione, secondo il docente: “Chi l’ ha detto che un omosessuale debba identificarsi con l’ideologia gay” ovvero chiedere maggiori diritti? ALL’HUFFPOST SPIEGA: “APPUNTI PER INIZIARE RIFLESSIONE” Raggiunto al telefono dall’Huffington Post, il docente non si scompone: ” Ho scritto quegli appunti perche’ i ragazzi hanno sollecitato in classe una discussione sull’omosessualita’. Ho poi consegnato loro il foglio affinche’ potessero portarlo a casa e cominciare una riflessione”. “Non ho equiparato l’omosessualita’ alla pedofilia. Ho semplicemente scritto che quando si mette in discussione il criterio del matrimonio tra un uomo e una donna, e quando si prende come nuovo criterio il semplice orientamento sessuale allora puo’ accadere come in Olanda dove e’ stato riconosciuto un partito di pedofili”. E l’omosessualita’ come “tendenza reversibile”? Pavanello e’ sicuro: “L’omosessualita’ e’ una scelta, e lo dicono anche autorevoli studiosi”. Poi rivela: “Quando gli studenti manifestano un orientamento omosessuale, oppure mi chiedono spiegazioni, consiglio loro dei centri dove e’ possibile rivedere questo orientamento. Ce ne sono molti”. Insomma, per il prof, le persone gay vanno curate.
Fonte: L’Huffington Post

Roma: insulti omofobi a 15enne su muro liceo

05-02-2013 – Roma: insulti omofobi a 15enne su muro liceo

“Quella scritta è frutto di un’incursione esterna, siamo in un quartiere dove si fa attività politica anche aggressiva. Ma nel liceo la situazione é tranquillissima, mai avuto episodi di intolleranza”. Così la preside del Liceo Classico Tacito di Roma, Giuliana Mori, commenta la scritta ‘Fr…dimettiti’, accanto ad una croce celtica, comparsa ieri su un muro della scuola nel quartiere Trionfale, come riportato oggi dal Messaggero.

Bersaglio della frase un ragazzo di 15 anni, omosessuale dichiarato, eletto in Consiglio d’istituto tra i quattro rappresentati degli studenti. “E’ con noi da tre anni ed è molto ben inserito”, assicura la preside. “Non è un attacco personale al ragazzo, secondo me – afferma Mori – ma a lui in quanto gay che occupa un posto nelle istituzioni. Chi l’ha scritto non riesce a sopportare questo. La scuola è serena, c’è un clima di educazione e di rispetto reciproci. Ci sono 2-3 studenti che manifestano idee più estremiste, ma i professori cercano sempre di dialogare con loro”. “Il problema sono le incursioni esterne, che subiamo da alcuni anni – ribadisce la preside -. Siamo in un quartiere dove la politica assume anche aspetti aggressivi”.

ALEMANNO, ALLO STUDENTE LA SOLIDARIETA’ DI ROMA – “Allo studente oggetto della scritta sul muro del proprio liceo, voglio esprimere la solidarietà di tutta la città di Roma”. E’ quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Questi episodi omofobi nel contesto scolastico sono molto pericolosi e nessuno deve rimanere in silenzio davanti a situazioni del genere, né chi subisce né chi viene a conoscenza di qualsiasi sorta di discriminazione – aggiunge Alemanno – Queste scritte omofobe sono il gesto di vigliacchi che credono in questo modo di intimidire tutti coloro che combattono violenza ed emarginazioni. E Roma è una città che ha sempre garantito accoglienza e rispetto per tutti”.

ZINGARETTI, NON SEI SOLO – “Forza, hai tutto il nostro sostegno, hai fatto bene a denunciare e ad alzare la voce. Nessuno potrà zittirti o farti mettere da parte solo per il tuo orientamento sessuale”. E’ quanto afferma in una una nota il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Queste scritte omofobe sono un gesto vile di persone che vogliono intimidire tutti coloro che si impegnano contro la violenza e le discriminazioni – sottolinea -. Gente vigliacca e stupida. Non lasceremo mai solo chi viene discriminato perché lesbica o gay nelle nostre città e nelle nostre scuole. Alla Regione vogliamo continuare il lavoro portato avanti in questi anni alla guida della Provincia, con programmi educativi contro l’omofobia che coinvolgono gli studenti, gli insegnanti e le loro famiglie”.

Fonte: Ansa