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Omofobia a Roma: scritte al Liceo Socrate: “Sono tutti froci con il culo degli altri”

21/05/2013 – Omofobia a Roma: scritte al Liceo Socrate: “Sono tutti froci con il culo degli altri”

Per la seconda volta in tre mesi il liceo classico “Socrate”, nel cuore di Roma, è stato oggetto di offese omofobe. Sulle mura dell’istituto è stato affisso uno striscione a firma di Lotta Studentesca e Forza Nuova. Proprio in questi giorni il liceo aveva proiettato i video degli studenti, realizzati insieme con il Gay Center, per invitare i compagni omosessuali a vivere serenamente la loro sessualità. A febbraio le scritte “Al rogo, vi uccidiamo” erano comparse sulle mura del liceo.

Il “Socrate”, in via Padre Reginaldo Giuliani, alla Garbatella, è uno dei licei storici della Capitale. Il 28 febbraio scorso, alla riapertura dell’istituto dopo le elezioni regionali, professori e alunni denunciarono la comparsa di alcune scritte contro gli omosessuali. Allora intervenne anche il neoeletto presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, che annunciò un “vasto piano d’azione contro l’omofobia”.

“Questo ulteriore episodio delle scritte al nostro Liceo Socrate è inaccettabile – afferma il vicepreside dell’istituto, Mauro Castellani -. In queste ore stiamo sporgendo denuncia e chiediamo alle forze dell’ordine di identificare i colpevoli affinché queste scritte non si ripetano più,in quanto nessuno in questa scuola si deve sentire preso di mira o offeso per il proprio modo di essere. La lotta all’omofobia è tra le principali azioni di questa scuola e proseguiremo in questa direzione”.

 

Fonte: HuffingtonPost  http://www.huffingtonpost.it/2013/05/21/omofobia-a-roma-scritte-liceo-socrate-_n_3311203.html?utm_hp_ref=italy

Su Face la testimonianza inedita dell’ultimo, nuovo, caso di omofobia a Roma

16/05/2013 – Su Face la testimonianza inedita dell’ultimo, nuovo, caso di omofobia a Roma. E i leaders del mondo gltbq. Per una Proposta concreta.

Metti che un giorno esci a fare una passeggiata, che una sera decidi di andare a ballare con gli amici o che vai a prendere un aperitivo con la tua ultima conoscenza che “speriamo bene, perchè mi piace proprio tanto”. Dinamiche comuni, che affollano gli scambi telefonici con gli amici e animano le conversazioni su whatsapp. Di ognuno di noi.
Metti però che tu sei un uomo e esci con un altro uomo. Metti che sei una donna che corteggia un’altra donna.
Non cambia nulla, se non agli occhi di chi pensa di poterti colpire, insultare, maltrattare perchè ai suoi occhi sei “diverso”. Anche con le botte, se necessario. Questa è l’omofobia.
Termine che negli ultimi anni anima le cronache dei giornali e di cui si parla sempre più spesso e che, ciclicamente, vive una recrudescenza soprattutto nelle grandi città, Roma in testa.
Un fenomeno di cui si parla grazie al coraggio di chi si ribella e si rivolge alle autorità.
Decine, solo quest’anno, i casi denunciati. Ma ce ne sono tanti altri, di chi non denuncia per paura di non essere compresi, per il timore di essere derisi o semplicemente perchè si vuole difendere e preservare la propria intimità già violentemente ferita.
Face vi racconta la storia di Tatiana.
Tatiana è il nome che abbiamo dato a questa ennesima vittima dell’odio omofobico. Una ragazza di 25 anni che non ha denunciato, per paura, l’episodio di cui è stata vittima solo venerdì scorso. Una durissima aggressione di cui finora nessun organo di stampa ha parlato. E’ successo, ancora una volta, in una città che l’amministrazione al Governo ama definire “Roma Capitale”. Ecco la sua testimonianza inedita.

Cosa è successo venerdì scorso?
“Ero in un locale con tre amiche e due amici, in zona Porta Maggiore. Nulla di speciale, si stava insieme e si scherzava come qualsiasi gruppo di amici. Quattro ragazzi, però, hanno iniziato a guardarci male e, subito dopo, hanno cominciato ad insultarci con frasi del tipo “lesbiche di merda” ed altre. Ci siamo rivolte ai buttafuori che per fortuna li hanno allontanati. Quando siamo usciti abbiamo notato che quei ragazzi erano ancora sulla strada. Abbiamo iniziato a camminare cercando di non allontanarci troppo ma quando abbiamo raggiunto la Casilina quei tipi ci hanno raggiunti e in pochi minuti ci hanno aggredite fisicamente. Io sono finita a terra e uno dei quattro ha iniziato a tirarmi calci in faccia, urlando altri insulti molto pesanti. A quel punto sono svenuta e non ricordo più niente. Le mie amiche hanno gridato ma nessuno si è avvicinato (c’erano poche auto che passavano a quell’ora). Gli aggressori hanno fatto in tempo a scappare. Sono stata per due giorni in casa perchè ero piena di lividi e avevo dolori ovunque. È stata una cosa orribile ma ora sto meglio”.

Non sei andata al pronto soccorso? Solo tu sei stata aggredita nel gruppo di amiche?
“Le altre ragazze se la sono cavata con alcuni schiaffi. Non sono andata al pronto soccorso perchè ero molto spaventata.”

Cosa provi e cosa ti aspetti dal nostro paese?
“Provo molta rabbia e paura. Paura che denunciando, quei ragazzi possano seguirmi e picchiarmi di nuovo. Io lavoro di notte in un locale e di notte si è più esposti perchè c’è meno gente in giro e il buio nasconde meglio. Sono molto disillusa, temo che non cambierà niente per chissà quanti anni altri. Vedo questa città peggiorare. Anni fa quando sono arrivata a Roma si respirava un’aria molto più amichevole, era meno dura per noi gay, lesbiche..Non so se sia dovuto alla crisi, che incattivisce tutti, al disinteresse delle Istituzioni o alla presenza dell’estrema destra che è sempre molto violenta e usa toni e argomenti sempre molto duri contro di noi”.

 

Fonte: FACE MAGAZINE http://www.facemagazine.it/roma-nera/

Ennesimo caso di lesbofobia nella capitale

08-05-2013 – Roma: Ennesimo caso di lesbofobia nella capitale

Valentina e Rachele sono due ragazze comuni. Lavorano, vivono insieme, hanno una relazione stabile. In quartiere le vedono spesso rientrare a casa insieme.

Una coppia che non suscita reazioni, il quartiere le conosce, hanno rapporti buoni con tutti. Lo scorso 8 maggio le due ragazze, rientrando a casa verso le 22 sono avvicinate da quattro uomini e uno di loro inizia ad insultarle al grido di “Lesbiche di merda!”, altri insulti e risate sguaiate.

Solo la risposta decisa e un bel po’ di sangue freddo consente loro di rispondere agli insulti e di guadagnare l’entrata di casa che era impedita dagli aggressori con fare minaccioso.

Siamo purtroppo abituati a questo tipo di racconti” – dichiara Andrea Maccarrone, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli– “spesso le persone aggredite non sporgono esposti, come invece accaduto in questo caso. Il che rende più difficile una statistica su quanti siano i casi, ma la nostra esperienza ci dice che sono vissuto comune di molti gay, lesbiche e trans.

Come Associazione consigliamo sempre di denunciare ogni forma di sopruso, minaccia verbale e ancor di più aggressione fisica alle competenti autorità, perché sono in gioco la nostra sicurezza e dignità. Le due ragazze sono state scosse dal grave episodio e l’alternativa alla denuncia significherebbe vivere nella paura e non poter condurre liberamente la propria quotidianità”.

Sono assolutamente necessari interventi culturali e di prevenzione perché non si può consentire che la cultura misogina e omofoba di pochi venga percepita come un portato accettabile della nostra società che nella sua maggioranza si dimostra sempre più accogliente.

Per questo è necessario reagire e non lasciare che episodi di questo tipo possano essere minimizzati e sottaciuti, mentre solo una condanna unanime è in grado di isolarli davvero.”

Fonte: Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli

Paese sera : http://www.affaritaliani.it/tags/lesbiche-aggredite.html

Il messaggero http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/omofobia_roma/notizie/279090.shtml

Aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay

28-04-2013 – Roma: aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay

Aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay. “A denunciare l’accaduto è Imma Battaglia, presidente di Di Gay project. In sette, quattro uomini e tre donne, ha selvaggiamente aggredito i due ragazzi all’uscita di un locale“.

Aggressione a Ostiense: Luigi e Nicolas pestati dal branco perché gay „ Insultati, buttati a terra e presi a calci e pugni prima e colpiti con una bottiglia poi. E’ quanto accaduto nella serata di sabato all’uscita di un locale di via Ostiense a Luigi e Nicolas, vittime di una brutale aggressione omofoba. Per loro una prognosi di trenta giorni a seguito di trauma cranico, fratture multiple e lesioni. A denunciare l’accaduto è stata Imma Battaglia, presidente Di’Gay Project e candidata al Consiglio comunale con Sel. I FATTI – Nella notte, in via Ostiense, all’uscita dal locale in cui lavorano, due ragazzi gay,sono stati insultati con epiteti omofobi e selvaggiamente picchiati da un gruppo di quattro ragazzi e tre ragazze.

A nulla è valso a Luigi il tentativo di entrare nella propria auto, perché ne è stato tirato fuori a forza, buttato per terra e preso a calci e pugni. Nicolas ha cercato invano di difendere l’amico, ricevendo un pugno in un occhio. Gli aggressori hanno utilizzato anche una bottiglia, rotta addosso alle vittime. Una pattuglia dei carabinieri, allertata da un amico che li accompagnava, riuscito a scappare, è prontamente intervenuta e ha arrestato i colpevoli. IMMA BATTAGLIA – Così la Battaglia: “Ringrazio le forze dell’ordine per il tempestivo soccorso e per il quotidiano impegno nonostante lo stato di emergenza in cui ci troviamo, che però non allontana sentimenti di paura, dolore e rabbia. I ragazzi aggrediti oggi si definiscono fortunati perché ancora vivi e questo è inammissibile. Roma è ormai diventata terra di nessuno, abbandonata a se stessa, alla criminalità, alla violenza e al caos: si percepisce con chiarezza un senso di pericolo, precarietà e insicurezza, dovuto all’assenza della politica. La nostra città é sempre di più lo specchio che riflette – concentrata in un territorio che sta per implodere – la grave crisi del Paese”.

NIERI – “Si continuano a verificare a Roma inaccettabili episodi di omofobia e violenza. Un allarme che continua ad essere ancora gravemente sottovalutato dall’amministrazione cittadina e da molte forze politiche in Parlamento. Vi è l’assoluta necessità di nuove norme contro l’omofobia, di diritti per tutti e di iniziative culturali contro ogni sorta di discriminazione. Dobbiamo far sentire soli i violenti e gli omofobi. Da parte nostra continueremo a lavorare per trasformare Roma da capitale dell’omofobia in capitale dei diritti. Con l’occasione voglio esprimere la mia profonda vicinanza a Luigi e Nicolas, vittime dell’ennesima odiosa aggressione”. E’ quanto dichiara Luigi Nieri, capolista di Sel alle comunali di Roma. Annuncio promozionale Valentina Ciaramella, avvocato dell’équipe legale dell’Associazione Di’Gay Project, che darà assistenza gratuita alle vittime, conclude: “In attesa di una legge che garantisca che, in caso di violenza omofoba, la pena venga commisurata alla gravità del crimine, intendiamo ottenere il giusto risarcimento del danno fisico e morale”.

Fonte: Roma Today

Fa sesso con un 41enne gay e poi lo accoltella: arrestato 21enne turco

15-04-2013 – Roma: fa sesso con un 41enne gay e poi lo accoltella: arrestato 21enne turco

Roma – Si erano conosciuti su una chat, e, senza troppi preliminari o giri di parole, erano andati subito al dunque, accordandosi per incontrarsi e consumare un rapporto sessuale. Dopo l’incontro, avvenuto lo scorso 7 aprile, però qualcosa era andato storto: l’amante occasionale aveva chiesto al padrone di casa, un romano 41enne, di consegnargli soldi e preziosi e, al suo rifiuto, lo aveva accoltellato riducendolo in fin di vita.
Oggi però l’aggressore è stato arrestato: si tratta di un cittadino turco di 21 anni, le ui iniziali sono A.M.Y., nella capitale senza fissa dimora.
Il giovane è stato rintracciato dalla polizia nella zona di piazzale Ostiense proprio mentre si preparava a lasciare l’Italia. Condotto in commissariato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto, dovrà rispondere di tentato omicidio, mentre, nel frattempo, è stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due si erano conosciuti on line e, dopo aver “messaggiato” in chat, si erano dati appuntamento nell’appartamento del 41enne, a Tor Carbone. Dopo l’incontro, l’ospite ha estratto un coltello e intimato al proprietario di casa di consegnargli i soldi ma l’uomo ha reagito: rimasto ferito in modo grave, è riuscito per fortuna a chiamare un amico per farsi soccorrere.
Trasportato in ospedale e ricoverato in prognosi riservata, è stato trasferito al San Camillo e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Fonte: Roma Oggi Notizie