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Omofobia: Gasparri, testo sbagliato. Rischio persecuzione opinioni

8 agosto 2013 – Roma – Omofobia: Gasparri, testo sbagliato. Rischio persecuzione opinioni.

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‘Il testo della legge sull’omofobia, che intellettuali come Ostellino reputano inutile, va cambiato per evitare che la giusta lotta alle discriminazioni sfoci nella persecuzione alle opinioni. Chi dice che il testo all’esame della Camera va bene cosi’ com’e’ sbaglia. La sudditanza psicologica alla sinistra e’ un errore culturale ed esistenziale”. Lo dichiara Maurizio Gasparri (Pdl), Vicepresidente del Senato.

FONTE: http://www.asca.it/news-Omofobia__Gasparri__testo_sbagliato__Rischio_persecuzione_opinioni-1304447-POL.html

Nel padovano un candidato gay. Tra insulti e sarcasmo. Il caso

L’essere gay a Solesino (Padova) è forse come esserlo in un paesino del meridione, dove tutti conoscono tutti e la mentalità si amalgama tra il conformismo e il machismo. È un paese di circa 7200 abitanti, un po’ sganciato dal resto del mondo, dove raramente chi ci vive si permette di uscire fuori dagli schemi e dove i valori della famiglia tradizionale sono talmente radicati da non essere minimamente messi in discussione. È un paese con molti anziani, che tramandano una tradizione senza dare troppe opportunità a qualcuno di cambiarla o proporne una visione diversa. Quando mi sono candidato sindaco, un giornale locale – Il Mattino di Padova – ha intitolato gli strilloni “Sono gay e mi candido a Sindaco” e in poche ore i quotidiani erano esauriti. Il titolo del pezzo era “Il primo candidato a sindaco di Solesino è un omosessuale”. Il giorno dopo in piazza tutti mi scrutavano con aria indagatoria, qualcuno lanciava qualche occhiata, qualcun altro sorrideva timido e accennava a un saluto, i più fingevano di non far caso alla cosa. Nei bar parlavano già che se fossi stato eletto avrei portato il gay pride, i matrimoni gay e legalizzato le adozioni, in un’ottica abbastanza assurda e ben poco realistica, ma che determinava commenti e scongiuri.

Dopo qualche giorno ricevevo a casa una busta chiusa da un certo don Ferdinando, cappellano dell’ospedale di Monselice, un paese vicino, dove mi si diceva che come gay, candidandomi a sindaco, stavo rovinando il nome di Solesino, che ero anormale e non potevo pretendere di essere considerato come tutti gli altri uomini. Allego la lettera, anche se è in dialetto veneto qualcosa si capisce. Sul retro mi si diceva che sto commettendo peccato mortale, come abortire, uccidere o rubare ai poveri. Decisi di lasciar perdere, ma il giorno del mio compleanno (l’11 aprile) mi chiama una ragazza della mia lista dicendo che in alcuni parrucchieri e bar del paese stanno distribuendo quella lettera, dattiloscritta, agli avventori. Molti mi dicono di non cogliere la provocazione, e lasciare fare, non denunciare nulla, ché altrimenti “la cosa del gay si accentua”. Scelgo di andare avanti continuando semplicemente a essere me stesso, e alla fine alle elezioni portiamo a casa 601 voti e un posto in consiglio comunale. Qualcuno dice “è bravo ma è gay”, qualcun altro è arrabbiato, qualcun altro deluso perché non abbiamo vinto. Ecco i vari volti dell’essere gay – e candidato sindaco – a Solesino!

Fonti: http://www.affaritaliani.it/politica/nel-padovano-un-candidato040613.html
CORRIERE DEL VENETO

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Condove: vicesindaco festeggia la Repubblica attaccando le nozze gay

In occasione delle commemorazioni per il 2 giugno, Emiliano Leccese, vicesindaco del paesino del torinese ha colto l’occasione per sostenere il matrimonio gay negherebbe un principio naturale. Condove è un paesino di poco più di 7.500 anime in provincia di Torino. Uno come tanti, nella provincia italiana, dove domenica scorsa si è festeggiata la festa della Repubblica. In piazze c’erano tutti, naturalmente: autorità, forse dell’ordine e semplici cittadini. Tra loro anche il vicesindaco Emiliano Leccese, eletto con una lista civica di centrodestra, a cui è toccato fare un breve discorso per commemorare l’evento. Per qualche strana ragione, Leccese ha pensato che fossero l’occasione e il luogo giusti per affrontare un tema tornato d’attualità a livello nazionale: i diritti delle coppie gay. “Come può una società progredire – si è chiesto il vicesindaco davanti ai suoi cittadini – se si nega un principio naturale, come il fatto che il matrimonio si fonda sull’unione tra uomo e donna?” A denunciare la cosa è stato, tramite il suo blog , Jacopo Suppo, “valsusino doc”, come lui stesso si definisce e “appassionato di politica”, che fa candidamente notare a Leccese come l’articolo 29 della Costituzione, la stessa della Repubblica che si stava in quel momento festeggiando, parli di “società naturale fondata sul matrimonio”, senza specificare orientamento sessuale e genere di chi si sposa. “Il mio vicesindaco si chiede come può una società progredire se riconosce i matrimoni gay – conclude Jacopo -. Io, che di questa società faccio parte, mi chiedo invece dove crediamo di andare se impediamo alle persone di amarsi”.

Fonte: http://www.gay.it/channel/attualita/35576/Condove-vicesindaco-festeggia-la-Repubblica-attaccando-le-nozze-gay.html

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