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“Sono gay, tutti mi prendono in giro”, si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo

11 agosto 2013 – Roma – “Sono gay, tutti mi prendono in giro”, si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo.

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“Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia”. Due messaggi, uno su un foglio di carta, l’altro su una pen drive. Poi la decisione di farla finita. Ha deciso così di togliersi la vita un quattordicenne, gettandosi dal terrazzo condominiale, la scorsa notte, a Roma. L’ennesimo dramma nella capitale, che arriva dopo la morte lo scorso novembre di un quindicenne gay trovato appeso a una corda nel bagno di casa dei nonni, e dopo il tentativo di suicidio di un altro adolescente che si è lanciato dalla finestra dell’istituto romano che frequentava, durante la ricreazione.

Prima di compiere il tragico gesto due sere fa, il giovane ha lasciato due messaggi in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la decisione di farla finita era legata alla sua omosessualità. Quelle lettere raccontano di derisioni e prese in giro da parte di alcuni coetanei che lo avevano addirittura escluso dalla comitiva.

FONTI: www.repubblica.it/cronaca/2013/08/11/news/sono_gay_tutti_mi_prendono_in_giro_si_uccide_a_14_anni_gettandosi_dal_terrazzo-64608534/

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_agosto_11/suicida-giovane-gay-sanbasilio-roma-2222573710824.shtml

«Omosessualità? Non è un problema morale, ma di ignoranza affettiva». Intervista a Giancarlo Cesana

6 luglio 2013 – Giancarlo Cesana: “Omosessualità? Non è un problema morale, ma di ignoranza affettiva”.

«Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un’evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose» (Carlo Caffarra, cardinale arcivescovo di Bologna)

C’è un’evidente irrazionalità nella pretesa di mettere sullo stesso piano ineguaglianze di carattere sociale, economico, razziale o religioso, e piallare la natura alla Robespierre, decretando che, da oggi in avanti, basta con questa storie di “uomini” e “donne”, “mamma” e “papà”, chiamateli come volete, se le diversità sono insite nella natura, beh, sappiate che raddrizzeremo le gambe alla natura e dichiareremo fuorilegge persone e cose che non si adeguano al potere ricreatore delle leggi positive. Detto ciò, in principio Giancarlo Cesana alza il sopracciglio e più che alla fine del mondo pensa alla malinconia di tutto questo trambusto nel mondo. In principio, il medico, l’ordinario di Igiene all’Università Bicocca, presidente del Policlinico di Milano, pensa che «l’istinto del sesso è come l’istinto della fame e della sete. Come non puoi vivere senza cibo e senz’acqua, così non puoi vivere senza l’altro. Di conseguenza, come devi stare attento a quanto mangi e quanto bevi, così devi stare attento al sesso. Infatti, a prescindere dall’omosessualità le malattie di origine sessuale stanno diventando le più diffuse dopo le patologie cronico-degenerative, dopo le malattie del cuore e i tumori».

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Perfino il genio del positivismo giuridico, Hans Kelsen, una volta ammise che dietro il diritto positivo non c’è che «lo sguardo pietrificante di Medusa, il Potere». Invece, alla notizia del dispositivo della Corte Suprema, il filosofo festeggia. Dice Gianni Vattimo al Foglio, “Finalmente voi conservatori dovete accettare che non esiste alcuna legge naturale, ma soltanto il positivismo”…
E questo è il problema. Nel senso che invece una legge naturale esiste. Lo si capisce dal fatto che l’uomo a vivere fa fatica. Quindi non si è creato da solo. Non ha stabilito da solo le leggi della vita. Ci si deve in qualche modo adattare. Deve in qualche modo adattarsi alla legge che ha stabilito qualcun altro. A ciò che è iscritto nella natura. Non a caso, nei tribunali di tutto il mondo chi ammazza è condannato. Detto questo è vero che l’uomo ha sempre cercato di ribellarsi. E il racconto del peccato originale dice di questa ribellione. Ovvero che l’uomo ha tentato di sostituirsi a Dio per stabilire che cosa è il bene e che cosa è il male. Di qui la grande infelicità e la morte. Dice la Bibbia, e il cristianesimo conferma, al punto tale che Dio ha dovuto farsi uomo per salvarci. Però…

Però?
Però l’esultanza di Vattimo non mi sembra proprio completa. Ha dentro più di un pelo di esitazione. O almeno ha dentro il sospetto che la sentenza della Corte suprema e le varie leggi sul matrimonio gay aboliscano l’originalità e la ribellione che c’è nell’essere gay. In effetti una volta don Giussani mi disse che nell’omosessualità non c’è niente di originale perché vuole copiare il rapporto fra l’uomo e la donna, aggiungo io, fino al matrimonio. In fondo adesso si adattano anche loro alla legge naturale.

Un altro filosofo e politologo interpellato dal Foglio, Harvey Mansfield, l’ultimo dei conservatori a Harvard, spiega che il dato più negativo e, purtroppo irreversibile, del potere democratico è questa sua ideologia che si fa legge e dichiara che le persone non sono soltanto uguali, sono la stessa cosa.
Non è la democrazia, è la pretesa di dettar legge a maggioranza. Mentre la verità non segue la maggioranza. Altrimenti sarebbe stato vero il nazismo. Altrimenti sarebbe stato vero il fascismo. Altrimenti sarebbe stato vero il comunismo. O sarebbe stato vero tutto quello che la maggioranza ha pensato fosse vero. Mentre il mondo è sempre stato cambiato dalle minoranze che seguono la verità

E tu, da cattolico, non senti lo sconforto di non poter far fronte a quello che si contrabbanda essere “progresso”?
No, non sento questo sconforto per due ragioni. La prima è che la moralità non appartiene a una categoria che agisce secondo la legge e invece è assente in una categoria che la legge la subisce: il problema morale degli omo è esattamente uguale al problema morale degli etero. La seconda ragione è che questa pretesa di nozze omosessuali è un aspetto dello sfascio più generale delle famiglie. Distrutte dal divorzio, dall’aborto e, soprattutto, dall’ignoranza dell’affettività. Dall’ignoranza di cosa sia una affettività vera. E cioè che l’amore è anche fedeltà e sacrificio che comincia dal riconoscimento della presenza, che non si può abolire, dell’altro. Cioè, dal riconoscimento della differenza.

La Chiesa cattolica rischierà ora di essere messa fuori legge, visto che è fuori da ogni standard etico, dai cosiddetti diritti riproduttivi alle quote rosa, dalla “morte con dignità” ai diritti gay?
Potrebbe. Già Buttiglione venne messo fuori legge dall’Europa in quanto cattolico. E le leggi contro la cosiddetta omofobia non fanno presagire nulla di buono per chi la pensi diversamente. Così gli omosessuali stanno passando da vittime a persecutori.

C’è chi pensa seriamente che non serva più opporsi a questa deriva e occorra soltanto testimoniare la fede in Gesù.
No, bisogna fare tutte e due: testimoniare la fede e, come è possibile, opporsi anche in termini politici, civili, legali, a ciò che si ritiene sbagliato. Purtroppo, in questo campo, se si fanno battaglie che si perdono, non solo perdono coloro che le fanno, ma perde anche il valore che sostengono.

Ma allora non c’è più spazio per la moralità, intesa come la intendeva anche Socrate, cioè come amore e lotta per la verità della vita?
Tornando alla questione della moralità, io che sono etero e non mi giudico assolutamente superiore a un omo come a qualunque altra persona e per questo, come mi pare abbia scrtto Giuliano Ferrara non picchio un gay nemmeno con un fiore e non voglio discriminarlo da niente, se è capace, cosa che non è affatto scontata, dico questo: l’immoralità nasce quando non si rispetta la natura delle cose. E nell’omosessualità ci sono indubbiamente alcuni aspetti che pongono degli interrogativi. Aspetti tipo che un organo dalla funzione escretoria viene utilizzato con funzione sessuale. Tipo che il rapporto non è di per sé fecondo. Tipo che tra i malati di Aids il 60 per cento sono maschi omosessuali. Tipo che per questa ragione l’omosessualità viene considerata sesso insicuro. Tipo che gli omosessuali non sono ammessi a fare donazioni di sangue. Questi non sono miei pensieri. Sono dati di fatto. Con tutto ciò, lo ripeto, non è che uno che si ritrova con un orientamento sessuale omo sia peggio di chi ce l’ha etero. Perché anche l’etero quando fa sesso compulsivo o violento, quando se ne frega dell’altro o cambia partner come se fosse una penna biro scarica è immorale uguale. Poi ci sono altre questioni di carattere psicologico, che però è inutile discutere in questa sede.

Non trovi singolare che in coincidenza con la sentenza della Corte suprema americana la Russia di Putin vieti il proselitismo e anche solo la propaganda dell’omosessualità davanti a minori?
Beh, Putin sostiene una concezione che è durata più o meno 2 mila anni. Non è una cosa proprio così strana.

Testori e Pasolini, che per le avanguardie dell’agenda gay sono “omosessuali vecchi” e infatti mai avrebbero anche solo aderito alle associazioni di scopo tipo Arcigay, sono persone che hanno sentito la tragedia non della trasgressione in sé, ma di “un piacere da morirci dentro”.
Freddy Mercury, Love Kills, l’amore uccide. Infatti eros e morte hanno sempre camminato insieme. Solo che per cambiare l’amore, questo è il vero dramma cosmico, bisogna cambiare il centro di attrazione. Non è un problema di comportamento. Questo è il grande equivoco dei tempi moderni. Non è un problema di legalità, è un problema di affettività. Ci vuole un punto affettivo. Ci vuole un punto affascinante per cambiare sé, il sesso e il mondo.

“L’omosessualità è una malattia”

Segrate, 01 giugno 2013

La frase pronunciata da una insegnante sessantenne durante il corso di preparazione alla cresima. I ragazzi, tutti di terza media, hanno reagito e in due si sono ritirati dalle lezioni. Il sindaco di centrodestra: “Le sue affermazioni appartengono a un passato che la società civile ha superato. Anche il parroco prende le distanze. “L’omosessualità è una malattia”. Il virgolettato appartiene a una catechista sessantenne dell’oratorio San Felice di Segrate, cittadina satellite di Milano. L’affermazione, pronunciata durante il corso di catechismo per i cresimandi, ha fatto scattare la reazione dei ragazzi, tutti iscritti al terzo anno della scuola media. Da una parte gli studenti, pronti a difendere i diritti degli omosessuali, dall’altra la catechista, irremovibile sulla propria posizione. “Sono persone come noi, non si possono discriminare”, hanno argomentato i ragazzi. “Solo una coppia fatta da uomo e donna può avere figli e crescerli nella maniera giusta”, ha replicato la donna. Alla fine del confronto due di loro (su un totale di dieci) hanno deciso che non frequenteranno più le lezioni. “Una scelta fatta in autonomia”, spiegano mamme e papà dei due ragazzi. La vicenda ha impiegato poco a varcare i cancelli dell’oratorio e uno dei genitori ha voluto portare il dibattito su Facebook. In poche ore il post ha raccolto oltre 200 commenti. Spaccato a metà, il popolo della Rete si divide fra chi sta dalla parte dei ragazzi (“Un’insegnante così è da cacciare il prima possibile”, “ho fatto bene a non far frequentare le ore di religione ai miei figli”) e c’è si schiera invece con la catechista (“In fin dei conti ha espresso una posizione personale”). Adriano Alessandrini, sindaco di centrodestra di Segrate, taglia corto: “Quando consegniamo la Costituzione ai ragazzi delle medie, la prima cosa che diciamo è che tutti hanno diritto al rispetto, al di là della razza e delle scelte di vita. Le affermazioni della catechista appartengono a un passato che la società civile ritiene superato da tempo”. A Segrate da due giorni non si parla di altro. E qualche genitore è arrivato a chiedere la testa della catechista. “Forse è un po’ troppo, magari si è trattato di un equivoco – dice don Andrea Sangalli, prete degli oratori di Segrate – Stiamo parlando di argomenti delicati. La Chiesa esprime una posizione chiara, ma il rispetto alle persone deve rimanere al di sopra sopra ogni tipo di considerazione e va al di là delle scelte personali di ogni individuo”.

 

FONTE: La Repubblica di Milano

Applicazione cristiana promette di curare i gay in 60 giorni

Migliaia di persone si stanno lamentando a gran voce con Apple e Google per un’applicazione sul cellulare che permetterebbe di guarire gli omosessuale in sessanta giorni. Le lamentele hanno prodotto risultati per Apple che ha tolto l’app dall’Apple Store, mentre rimane ancora disponibile su Google Play per gli utenti Android. Ma vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

È Setting Captives Free il nome del gruppo cristiano che ha ideato questa app. Lo scopo dichiarato è semplice quando assurdo: curare le persone non nate omosessuali in due mesi di tempo

Non si limitano solo a questo bensì assicurano anche di poter liberare gli utenti da tutti i ‘peccati abituali’, come superare le dipendenze da gioco d’azzardo o di abuso di sostanze.

A oggi quasi cinquemila persone hanno già firmato una petizione per chiedere la rimozione di questa applicazione giudicata offensiva e omofoba. Del resto, la frase di lancio è chiara:

Non si dispone di un “gene gay”, né sei nato in questo modo senza alcuna speranza di libertà.

A concludere, l’invito della famosa (?) guarigione:

Si può essere liberati dalla schiavitù dell’omosessualità attraverso il potere di Gesù Cristo e della Croce!

FONTE: Queerblog

Gay: Bagnasco, nozze grave vulnus famiglia

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(ANSA) – GENOVA, 30 MAG – ”È un vulnus grave alla famiglia”: cosi’ l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine di un incontro a Genova, ha commentato il primo matrimonio riconosciuto da un Comune in Francia a una coppia omosessuale. ”I diritti individuali – ha tenuto a sottolineare il capo dei vescovi italiani rispondendo a una domanda – sono gia’ assicurati dal diritto civile”.