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Insulto transofobo alla candidata PD da parte di Forza Italia

NB: Rileviamo violenza verbale nel titolo dell’articolo citato poiché usa termini sessisti e transofobici

La candidata Pd è trans scontro con Forza Italia

Succede a Castel Volturno. “L’hanno informato male. Sono una donna a tutti gli effetti dal 2002”. Laura Matrone, 42 anni, candidata alle amministrative nel Pd di Castel Volturno, a sostegno del candidato sindaco Dimitri Russo, sorride quando viene a sapere delle contestazioni sollevate da Cesare Diana, candidato sindaco di Forza Italia, che la considera ancora un uomo, nonostante sia stata sposata civilmente. “Volevano tentare di far ricusare la lista per  mancanza di quote femminili  – spiega Laura  –  poi si sono accorti in tempo dell’errore e hanno desistito”.

 

Fonte: http://napoli.repubblica.it

Volantini omofobi contro il party gay organizzato dai Criminal Candy al Bosco di Capodimonte.

Alcune persone hanno affisso dei manifesti che accusano il sindaco De Magistris di occuparsi solo di eventi frivoli.

volantino-omofobo-napoli
Mentre il mondo progredisce, l’Italia non riesce a mantenere il passo.

Una tematica che ancora il nostro Paese fa finta di ignorare è l’omosessualità, al contrario di molti altri che hanno riconosciuto le unioni tra coppie dello stesso sesso.

Non di rado assistiamo a comportamenti razzisti e omofobi, come ad esempio la pioggia di volantini che ha invaso recentemente la zona di Capodimonte. Il dito viene puntato contro il party del Bosco di Capodimonte, pianificato dai Criminal Candy, un noto gruppo che organizza feste

Vogliamo evidenziare la parola “Gay-friendly” che si allontana totalmente dall’intento di ghettizzare, isolare ed emarginare delle persone, con semplici gusti sessuali diversi, che non devono assolutamente sentire il bisogno di ritrovarsi ad una festa esclusivamente aperta ai gay. Questo è l’obiettivo di Lorenzo Oliviero, ideatore dei Criminal Candy.

Mini manifesti, stampati in bianco e nero e diffusi per la città, accusano il sindaco De Magistris di pensare solo ed esclusivamente agli eventi frivoli. La festa, infatti, ha avuto il pieno appoggio del Comune di Napoli e dalla II Municipalità.

E così che intende sostenere, difendere e tutelare il patrimonio artistico e culturale della Città di Napoli? L’arte… la storia e la nostra cultura? Questo è il modo per riavvicinare i cittadini alla cultura? Vergogna!

Parole che ci fanno sprofondare indietro negli anni, eliminando tutti gli sforzi delle generazioni passate che hanno fatto di tutto per far sì che il mondo potesse incominciare a guardare con occhi diversi. Frasi che, ancora una volta, faranno sconvolgere gli altri Paesi e ci metteranno in una posizione inferiore. E purtroppo tutto ciò si legge sulle mura di Napoli.

Alcuni, pochi per fortuna, vedono questi eventi come dei ritrovi clandestini dove gli omosessuali si nascondono, nel buio della notte, per sodomizzare liberamente i compagni dello stesso sesso. Orge senza limiti, rapporti sessuali sfrenati e fiumi di alcol. Idee che superano i limiti dell’assurdoche, per fortuna, non attanagliano la mente del nostro Sindaco che approva queste feste, le quali rientrano nel normale elenco dei party mondani di Napoli.

Questi volantini razzisti e omofobi riportano Napoli indietro di 20 anni. Stiamo riflettendo se denunciare l’accaduto e costituirci parte civile per dare un segnale forte.

De Stasio (Consigliere con delega alle Pari Opportunità)

Ricordiamo che i Criminal Candy hanno versato una donazione al Bosco e, inoltre, allestiranno una pedana di 300 mq per ballare senza calpestare i prati. L’evento è stato rimandato a causa del mal tempo e al posto del 1 giugno si terrà l’8 giugno 2013.

Fonte: http://www.napolike.it/napoli-volantini-omofobi-contro-festa-gay/

Napoli, parla il professore omosessuale aggredito

Aggressioni a Napoli e a Roma. “Mi hanno minacciato di morte mentre aspettavo la metropolitana”, dice il docente campano. In ospedale il transgender investito all’Eur

Nuovi episodi di intolleranza contro gli omosessuali: un professore gay aggredito a Napoli e una transgender investita all’Eur di Roma, che ora è all’ospedale. “Mi hanno minacciato di morte mentre aspettavo la metro – dice il docente campano a SKY – Mi hanno puntato qualcosa contro la pancia e il ventre mentre mi sussurravano insulti. Lo stato non ci tututela”.

Fonte: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/10/16/napoli_parla_il_professore_omosessuale_aggredito.html

Trans aggredita a Napoli: «Uno di loro mi ha detto “tutti voi dovete morire nei lager”»

Napoli è stata lo scorso fine settimana, teatro dell’ennesimo caso di violenza nei confronti di una transessuale.

Mara (un nome di fantasia) racconta la sua esperienza a Cristina Zagaria su La Repubblica: sull’autobus che dal parcheggio Brin porta a Ponticelli viene aggredita da un branco di ragazzi ed ora ha problemi ai reni, ad un occhio ed alla testa.

“Mi hanno sbattuto contro il finestrino. Mi hanno strappato il cappello dalla testa e mi volevano bruciare i capelli. Mi hanno messo le mani al collo e hanno tentato di gettarmi fuori dall’autobus. Poi mi hanno sbattuto per terra, uno ha preso la rincorsa e mi ha dato un calcio all’altezza dei reni”.

Alla violenza fisica, inaudita e gratuita, si è aggiunta anche quella verbale

“Mentre mi prendevano a calci e pugni uno di loro mi ha sussurrato all´orecchio ‘tutti voi dovete morire nei lager’”

Il tutto è avvenuto nell’indifferenza dei passeggeri e dell’autista. Mara è poi scesa alla fermata di Ponticelli dove ha trovato soccorso in una gelateria. Nei giorni successivi ha denunciato l’accaduto.

Se n’è parlato ieri nel corso di Post-It, la rassegna web della web-tv c6.tv (è possibile vedere la puntata nel filmato in basso) ed alla vicenda ha dedicato un toccante postCiro Incoronato su Città del Monte, rivista on-line di informazione e cultura.

Fonte: http://www.napoligaypress.it/?p=2749

Giovane transessuale aggredita su un pullman a Napoli

NAPOLI (27 novembre) – Un’aggressione è avvenuta nei confronti di una giovane transessuale a Napoli. La vittima è L. B., componente del Direttivo dell’Associazione Libellula – Circolo Anthias.
Nella notte tra il sabato e la domenica scorsa, L. B. era sull’autobus diretta a casa, direzione Ponticelli. Si è ritrovata sola ad affrontare, o meglio a subire, le aggressioni di un gruppo di ragazzi tra i 17-25 anni, che per circa mezz’ora hanno inveito contro di lei sia in maniera verbale che fisica. Tutto questo nell’indifferenza dei presenti.
L.B. è anche componente del Tavolo di concertazione LGBT (lesbiche, gay, bisex e trans) del Comune di Napoli, istituito lo scorso settembre presso l’Assessorato Pari Opportunità per avviare azioni di contrasto ad ogni forma di discriminazione e interventi per la piena cittadinanza delle persone lgbt.