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A scuola un libro contro l’omofobia, denunciati i professori

A scuola un libro contro l’omofobia, denunciati i professori
‘Giuristi per la vita’ e ‘Pro Vita onlus’ denunciano i professori del liceo romano Giulio Cesare per aver fatto leggere ‘Sei come sei’, libro di Melania Mazzucco che affronta il tema dell’omosessualità. Arcigay: “Denucia ridicola”“

 

Fonte: http://www.today.it

 

 

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Omofobia, a Milano un patto tra vigili e Arcigay: “Così contrasteremo le aggressioni”

Contro l’omofobia

Palazzo Marino e l’associazione lavorano su un comune progetto per contrastare il fenomeno: il piano prevede anche corsi di formazione per la polizia locale per imparare a raccogliere le denunce delle vittime.

Un protocollo fra polizia locale e Arcigay, a Milano, per contrastare il fenomeno delle aggressioni omofobe in città. È l’iniziativa a cui lavorano l’associazione, l’assessorato alla Sicurezza e la consigliera comunale pd Rosaria Iardino, in prima fila nella tutela dei diritti delle persone omosessuali. «Le aggressioni di stampo omofobico a Milano sono frequenti, soprattutto la notte, e troppo spesso non vengono denunciate — dice Iardino — Per questo riteniamo necessario aumentare i controlli, avviare un programma di formazione ad hoc per i vigili e insegnare come difendersi ai gestori dei locali frequentati da gay».

Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/03/28/news/omofobia_a_milano_un_patto_vigili-arcigay_cos_contrasteremo_le_aggressioni-82092895/

 

Omofobia e fascismo contro la sede di Arcigay Catania

CATANIA, 31 Maggio 2013 – Omofobia e fascismo contro la sede di Arcigay Catania.

Questa mattina, all’apertura della nostra sede in via Vittorio Emanuele 245, l’inaspettata e sgradevole sorpresa! Qualche bestia – sicuramente turbata dalla recentissima e intensa campagna contro l’omofobia del 17 maggio (evidentemente non se n’è fatta una ragione!) – nottetempo ha urinato sulla soglia d’ingresso, frantumato e staccato la mezzaluna rainbow che colorava il nostro ingresso e rotto l’asta della bandiera dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che ospitiamo nella nostra sede, rubando la bandiera stessa.

Dopo anni di militanza e di lotte dovremmo essere ormai assuefatti/e ai gesti di un povero coglione, una merda, o un fascista (spesso le tre cose vanno di pari passo); invece non è così, perché tali atti sono la manifestazione fisica che ancora il pensiero che combattiamo giorno dopo giorno non solo è vivo e vegeto (e questo lo sapevamo), ma si sente legittimato e osa operare materialmente.

Questo pensiero si chiama patriarcato, si chiama fascismo!

Non è certo un’insegna rotta che ci impedirà di proseguire le nostre lotte e i nostri percorsi di costruzione di una politica differente e di una cultura dell’alterità, e di avere uno spazio di libertà, di affermazione, di testimonianza, dove ciascuno di noi possa partecipare attivamente, ideare, programmare e confrontarsi. Uno spazio dedicato alla lotta all’omo-transfobia, alla prevenzione e sensibilizzazione sulle infezioni sessualmente trasmissibili, all’accoglienza dei migranti e a molto altro ancora, dove ciascuno/a possa vivere la propria vita, il proprio corpo e il proprio sé.

Per questo noi continuiamo! Sostituiremo l’insegna con una ancora più bella e ripristineremo la bandiera dei compagni e delle compagne dell’ANPI!

FONTE: Libera.TV