Archivio tag: aggressione

Lesbofobia, aggressione a due ragazze

Un altro caso di lesbofobia

«Andate via, fate schifo!». Così una signora si è rivolta contro due ragazze, che si stavano abbandonando ad alcune effusioni in riva all’Adda. Poi si è scatenata la furia, la donna le ha prese a sberle, coprendole anche d’insulti. L’episodio è accaduto nei giorni scorsi, in zona Isolabella. A denunciare il caso è intervenuta l’associazione Colora d’indaco, gruppo culturale contro le discriminazioni. «È un’aggressione che ha una chiara matrice omofoba – sostiene il presidente del sodalizio Stefano Graziano – lo dimostrano le pesante ingiurie che hanno subito, a cui sono seguite le violenze. Un fatto grave che è stato segnalato anche alla polizia».

Le vittime sono due studentesse, una di Lodi e l’altra di San Donato Milanese.

Le vittime sono due studentesse, una di Lodi e l’altra di San Donato Milanese. Appena maggiorenni, mercoledì della settimana scorsa erano vicino al fiume (nella zona della cascata), quando verso le 18 sono state sorprese da una signora. «Una donna sui quarant’anni circa, accompagnata da uno straniero di colore, si è avvicinata – riferiscono le due ragazze – ha prima cominciato a insultarci e poi si è levata una cintura e ci ha anche colpito con uno schiaffo sul collo. Poi ci siamo allontanate e abbiamo avvisato le forze dell’ordine».

Fonte: http://www.ilcittadino.it

Ragazzo gay picchiato a sangue a Quartu: assurda aggressione omofoba

Bandiera Sarda

Coppia di ragazzi omosessuali derisa in strada a Quartu, poi parte il pestaggio: un branco di tre bulli colpisce con calci in faccia e pugni alla testa, il ragazzo perde i sensi e la memoria. Scatta la denuncia e la caccia ai bulli omofobi. Sergio è in ospedale col setto nasale fratturato.
Un’aggressione omofoba in piena regola. Un ragazzo pestato a sangue perchè omosessuale. Un episodio inaccettabile accaduto ieri intorno alle 18:50 a Quartu Sant’Elena. Le vittime di questa triste vicenda sono Damiano Meloni e Sergio Puddu. La coppia rientrava a casa a piedi, come ogni sera. I due erano tranquilli, ridevano, scherzavano e parlavano dei fatti loro. Quando proprio mentre si trovavano in via santa Lucia all’angolo con via Mons. Angioni, un gruppetto di tre ragazzi sui 20/25 anni li ha aggrediti, prima verbalmente con insulti pesanti come “caghineri” e poi, non contenti, sono venuti alle mani.

Uno dei due ragazzi aggrediti, Sergio, per aver osato replicare agli insulti, dicendo che non avevano alcun diritto a offenderli è finito all’ospedale. Alla sua reazione, infatti, i tre bulli gli si sono scagliati addosso in branco, colpendolo con pugni in faccia e in seguito calci in testa, mentre si trovava riverso in terra. Il giovane ha così perso i sensi per diversi minuti. Sono stati subito chiamati i carabinieri, che però non si sono recati sul posto. Sono invece intervenuti prontamente i soccorsi che hanno trasportato Sergio all’ospedale Brotzu.

La preoccupazione dei medici per possibili danni gravi è stata grande, dato che il ragazzo aveva subito fortissimi colpi alla testa perdendo per qualche minuto la memoria. E’ stata invece accertata una prognosi di diversi giorni e una frattura al setto nasale. Intanto è partita la denuncia per aggressione verso ignoti, ma si cercano testimoni.

Fonte: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/11061/ragazzo-gay-picchiato-a-sangue-a-quartu-assurda-aggressione-omofoba.html#sthash.UfXI7WV7.dpuf

Dopo prestazione sessuale, rapina transessuale. Denunciato 24enne

Ore 22.30 circa, i Carabinieri di Rimini sono intervenuti in Via Flaminia, dove un transessuale aveva chiesto aiuto poiché rapinato da un cliente. Denunciato un ragazzo albanese di 24 anni per rapina aggravata

I Militari, grazie alla testimonianza della vittima hanno iniziato le ricerche del rapinatore in base alle notizie acquisite. Gli uomini del Nucleo Operativo sono arrivati a rintracciare S.A., albanese del 1988 residente nel riccionese. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di rapina aggravata.

Fonte: http://www.newsrimini.it/news/2013/ottobre/21/rimini/dopo_prestazione_sessuale__rapina_transessuale._denunciato_24enne.html

Torino: aggrediti 4 ragazzi. Cinghiate, calci e pugni perché gay

12 luglio 2013 – Omofobia, aggrediti 4 ragazzi a Torino. Cinghiate, calci e pugni perché gay.

omofobia torino

Ennesimo atto di violenza omofoba nella notte tra il 7 e l’8 luglio. È successo a Torino, nei pressi del parco del Valentino, dove quattro ragazzi gay sono stati assaliti a colpi di calci, pugni e cinghiate. Le vittime erano appena uscite dalla discoteca Cacao e stavano consumando delle bevande in un chiosco vicino, quando sono stati insultati e malmenati selvaggiamente. Avvisati dal titolare del bar, gli agenti della volante hanno fermato, nel giro di poco tempo,gli aggressori. Si tratta di quattro giovani di Nichelino e Moncalieri, d’età compresa tra i 20 e i 24 anni, già noti alle forze dell’ordine. La procura di Torino ha aperto un’inchiesta; l’ipotesi di reato, al momento, è quella di lesioni aggravate dall’uso della cinghia come “arma”.
Secondo la testimonianza, resa da una delle vittime alla polizia, i teppisti “erano ubriachi.Hanno cominciato a insultarci e a lanciare bottiglie, poi a prendere a calci sedie e tavoli. Ci siamo alzati e in un attimo ce li siamo trovati addosso. Uno degli aggressori si è levato la maglietta e ha sfilato la cintura dai suoi pantaloni. Io e un mio amico siamo stati presi a pugni e cinghiate. Ho ancora i lividi addosso. Due dei miei amici sono riusciti a scappare. Poi qualcuno ha chiamato il 113”. Un ragazzo, intervenuto in loro difesa,è stato a sua volta aggredito: “Per istinto ho cercato di aiutarli – così nel verbale di denuncia -, chiedendo loro se stavano bene. Ma solo per questo ho ricevuto cinghiate in faccia e in testa. Per fortuna sono riuscito a strappare di mano la cinghia a uno degli aggressori. Me li sono trovati tutti e quattro addosso. Mi sono raggomitolato: ho ricevuto schiaffi e pugni”.

Mentre in rete si moltiplicano i commenti di rabbia e indignazione da parte della comunità gay, il presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, è sceso in campo per sostenere nuovamente l’urgenza di una legge contro l’omofobia. “Le persone omosessuali continuano a essere oggetto di azioni violente – ha dichiarato Mancuso -. Questo avviene soprattutto perché non essendo i gay soggetti di diritto è possibile per bande di balordi, squadracce razziste e omofobe, agire molte volte indisturbate e senza gravi conseguenze penali. Per questo è necessario che il Parlamento faccia presto e che la legge ora in discussione alla Camera che estende la legge Mancino ai reati d’odio in ragione dell’orientamento sessuale e identità di genere, sia approvata e urgentemente passi al Senato per una rapida definitiva operatività”.

Un appello quanto mai giusto e sensato quello del presidente di Equality Italia. Sull’argomento si registra, invece, un assordante silenzio da parte dell’episcopato italiano, se non totale chiusura. Se ne è fatto portavoce, alcuni giorni fa, il quotidiano della Cei, L’Avvenire, che è arrivato a bollare quale “inutile e pericolosa una legge sull’omofobia”.

FONTI: http://www.huffingtonpost.it/2013/07/12/omofobia-aggrediti-4-ragazzi-a-torino_n_3585531.html?utm_hp_ref=italy

http://www.theblazonedpress.it/website/2013/07/12/torino-aggrediti-4-gay-in-poche-ore/41417

http://www.articolotre.com/2013/07/i-quattro-gay-aggrediti-a-cinghiate-al-valentino/188080

Omofobia e fascismo contro la sede di Arcigay Catania

CATANIA, 31 Maggio 2013 – Omofobia e fascismo contro la sede di Arcigay Catania.

Questa mattina, all’apertura della nostra sede in via Vittorio Emanuele 245, l’inaspettata e sgradevole sorpresa! Qualche bestia – sicuramente turbata dalla recentissima e intensa campagna contro l’omofobia del 17 maggio (evidentemente non se n’è fatta una ragione!) – nottetempo ha urinato sulla soglia d’ingresso, frantumato e staccato la mezzaluna rainbow che colorava il nostro ingresso e rotto l’asta della bandiera dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che ospitiamo nella nostra sede, rubando la bandiera stessa.

Dopo anni di militanza e di lotte dovremmo essere ormai assuefatti/e ai gesti di un povero coglione, una merda, o un fascista (spesso le tre cose vanno di pari passo); invece non è così, perché tali atti sono la manifestazione fisica che ancora il pensiero che combattiamo giorno dopo giorno non solo è vivo e vegeto (e questo lo sapevamo), ma si sente legittimato e osa operare materialmente.

Questo pensiero si chiama patriarcato, si chiama fascismo!

Non è certo un’insegna rotta che ci impedirà di proseguire le nostre lotte e i nostri percorsi di costruzione di una politica differente e di una cultura dell’alterità, e di avere uno spazio di libertà, di affermazione, di testimonianza, dove ciascuno di noi possa partecipare attivamente, ideare, programmare e confrontarsi. Uno spazio dedicato alla lotta all’omo-transfobia, alla prevenzione e sensibilizzazione sulle infezioni sessualmente trasmissibili, all’accoglienza dei migranti e a molto altro ancora, dove ciascuno/a possa vivere la propria vita, il proprio corpo e il proprio sé.

Per questo noi continuiamo! Sostituiremo l’insegna con una ancora più bella e ripristineremo la bandiera dei compagni e delle compagne dell’ANPI!

FONTE: Libera.TV