Archivio tag: aggressione verbale

Morgillo di Forza Italia contro la bandiera gay esposta in Regione

Il vice presidente del consiglio regionale della Liguria Luigi Morgillo ha chiesto di sapere quale iter è stato seguito per “l’autorizzazione ad affiggere sull’edificio della Regione la bandiera arcobaleno” cosa “ha spinto la Regione a schierarsi contro le ‘Sentinelle in piedi’”.

Fonte: http://www.ansa.it/liguria/notizie/consiglioregionale/2014/03/31/omofobia-morgillomale-bandiera-regione_5df1b95d-6483-4735-8c8f-20f752aca813.html

Luigi Morgillo

Luigi Morgillo
Foto:regione.liguria.it

Omofobia alle case popolari: “Emarginati perché gay”

Insultati e aggrediti verbalmente. Derisi oppure soggetti a continui scherzi di cattivo gusto. E tutto questo «soltanto perché omosessuali».  Daniele e Michele, li chiameremo così, denunciano di subire da due anni le angherie dei loro vicini di casa. L’ingresso in quella casa popolare di corso Giulio Cesare faceva presagire un nuovo inizio dopo anni difficili, dopo un periodo di permanenza all’housing sociale di via Ivrea. Così, però, non è stato. Per le famiglie delle case Atc la vista di due uomini mano nella mano avrebbe scatenato sensazioni strane, odio e ripicche. Fin dal primo momento in cui la coppia ha messo piede in quell’alloggio al piano rialzato. «Siamo stati redarguiti dal caposcala per aver messo un’etichetta sul citofono – raccontano i due -. Eppure non pensavamo di fare nulla di male, di solito è la prassi quando ci si trasferisce in un nuovo alloggio».
Il peggio sarebbe venuto nei mesi seguenti. A cominciare da quelle violenze verbali, da quelle frasi pronunciate ad alta voce tra i cortili e i marciapiedi in modo da arrivare senza alcun fraintendimento all’orecchio degli interessati. «Ho sentito due pensionati criticare il Comune che dà le case popolari agli omosessuali – ricorda Daniele -. Ci trattano come appestati, neanche fossimo dei ladri o degli avvoltoi. Noi abbiamo provato a relazionarci con quelle persone ma non c’è nulla da fare, ci evitano».
Anche i ragazzi che vivono in corso Giulio hanno cominciato a prendere di mira la coppia. Prima con insulti poi con frasi irripetibili. Innumerevoli i riferimenti al sesso. «Dicono che vogliono arrampicarsi e spiarci – aggiunge Michele -. E questo ci fa stare male ogni giorno, perché non capiamo il motivo di tale astio e cosa spinga questa gente a prendersi gioco di noi».
In due anni non sono mancati nemmeno gli atti vandalici, i tentativi di forzare la serratura della casa, di mettere le mani nella posta altrui. E poi quelle porte sbattute con violenza al solo gusto di arrecar fastidio. E gli schiamazzi sotto la finestra in piena notte. Una trentina le lettere inviate da Daniele e Michele all’Atc. In tutte una sola richiesta: provvedimenti contro le persone che non hanno rispetto per gli omosessuali. «Ci siamo lamentati con l’istituto per tutta una serie di situazioni spiacevoli – continuano i due uomini -. Non siamo in cerca di vendette ma solo di rispetto, quello che fino ad oggi è mancato del tutto».
Philippe Versienti

Fonte: http://www.cronacaqui.it/torino/29439_omofobia-alle-case-popolari-emarginati-perche-gay.html

Attacchi e insulti omofobi al segretario REFO

2 agosto 2013 – Attacchi e insulti omofobi al segretario REFO.

frociLa REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità esprime piena solidarietà al suo segretario, Valentino Coletta, per le continue aggressioni a stampo omofobico che sta ricevendo in questi giorni. Al momento si tratta di un inseguimento da parte di un gruppo di uomini armati di mazze, diverse chiamate anonime e scritte denigratorie al portone di casa. Si sta provvedendo a denunciare i fatti presso le autorità giudiziarie.

La REFO si appella al Parlamento Italiano affinché approvi un testo che tuteli veramente le persone discriminate in base al proprio orientamento sessuale e/o alla loro identità di genere, promuovendo pratiche di inclusione sociale nelle scuole e in ogni luogo deputato alla socializzazione. Denunciando fortemente il clima di odio verso le persone omosessuali, bisessuali, trans*, intersessuali e queer, che sta aumentando in questo giorni, come cristiani e cristiane invitiamo le chiese e la società tutta ad una prassi inclusiva e a combattere l’odio ed il pregiudizio per costruire una società sempre più vivibile e giusta per tutti e tutte.

Roma 2 agosto 2013,

 

Fonte: http://refoitalia.wordpress.com/2013/08/02/attacchi-ed-insulti-omofobi-al-segretario-refo/

Ha un figlio gay, il prete la caccia dalla chiesa

Per suo figlio sarebbe stato meglio essere ladro piut­to­sto che omo­ses­suale: è la rispo­sta che, nei giorni scorsi, la mamma cat­to­lica di un ragazzo gay ha rice­vuto da parte di un prete paler­mi­tano. La vicenda comin­cia lo scorso 17 mag­gio, Gior­nata mon­diale con­tro l’omofobia. Gli omo­ses­suali cre­denti pro­muo­vono incon­tri in tutta Ita­lia. A Palermo il gruppo Ali d’Aquila – fra gli orga­niz­za­tori del Pride con ini­zia­tive su fede e omo­ses­sua­lità – si incon­tra nella chiesa della Kalsa, al ter­mine della veglia pro­pone ai par­te­ci­panti di recarsi nelle pro­prie par­roc­chie e far inse­rire un pen­siero o una pre­ghiera con­tro l’omofobia nelle messe dome­ni­cali. La mamma ci prova, ma il suo par­roco la respinge: ci sono le cre­sime, c’è troppa gente, non è il momento. Va in un’altra par­roc­chia: «L’omosessualità è opera del dia­volo», le risponde il prete, «Gesù si è rivolto ai pec­ca­tori, ai ladri, alle pro­sti­tute, agli impo­stori, agli assas­sini, ma non agli omo­ses­suali. Signora, secondo lei per­ché?». «Allora io ho il dia­volo in casa? Eppure non mi sem­brava», scrive la donna in una let­tera aperta, resa nota dall’agenzia Adi­sta. «La medi­cina non ha dato sino ad oggi nes­suna rispo­sta, quindi, cara signora, que­sta è la rispo­sta», sen­ten­zia il prete.

Fonte: http://ilmanifesto.mobi/ha-un-figlio-gay-il-prete-la-caccia-dalla-chiesa

Catarci PD aggredito verbalmente da Militia Christi sul registro unioni civili aperte anche ad omosessuali

21-05-2013 – Roma, Montagnola: blitz di Militia Christi contro il Registro delle Unioni Civili
Un gruppetto di manifestanti di destra, ha inscenato una dura contestazione davanti al Municipio. Di Veroli (PD) “Militia Christi manifesta un’intolleranza profonda”

“Questa mattina il candidato Presidente del Municipio Roma I di Militia Christi e un manipolo di attivisti del movimento fondamentalista di estrema destra, hanno inscenato una manifestazione non autorizzata all’ingresso della Sede del Municipio Roma XI alla Montagnola – c’informa il Vice Presidente Carla Di Veroli – Il Presidente Catarci è stato duramente contestato per aver allargato la sfera dei diritti civili del territorio anche alle coppie di fatto ed omosessuali attraverso l’istituzione del Registro delle Unioni Civili e per aver organizzato corsi per “lo stupro delle menti dei bambini”. Il riferimento è ai corsi organizzati dal Municipio diretti non ai bambini ma alle educatrici e coordinatrici delle scuole dell’infanzia per dare loro strumenti idonei ad affrontare, capire e gestire il tema dell’omogenitorialità”.

In effetti, da tempo il territorio governato da Catarci si è contraddistinto per l’essere un Municipio dei diritti. E numerose, insieme all’Assessora alle Politiche Sociali Di Veroli, sono state le iniziative tese ad allargare l’offerta di diritti, anche a chi ne risulta sprovvisto. E’ il caso, per fare appena due esempi, dell’istituzione del registro per le Unioni Civili, come anche di quello per il Testamento Biologico e le disposizioni di fine vita.

“Oltre ad esprimere la mia personale solidarietà al Presidente Catarci – scrive l’Assessora Di Veroli – con il quale ho collaborato attivamente al progetto, intendo condannare questa ennesima azione intimidatoria promossa da Militia Christi, che ancora una volta manifesta un’intolleranza profonda verso ogni forma di rispetto del pensiero e delle libertà personali. Non ci faremo intimidire: il Municipio Roma VIII (ex XI) proseguirà la sua azione politica e amministrativa volta alla tutela e alla promozione dei diritti dei singoli, al contrario di chi, come Militia Christi vorrebbe far precipitare la nostra società in un nuovo Medioevo e magari alla Santa Inquisizione…” conclude la nota Carla Di Veroli (PD), Vice Presidente del Municipio Roma XI.

Fonte: RomaToday http://garbatella.romatoday.it/ardeatino/blitz-militia-christi-contro-coppie-di-fatto.html