Archivio tag: aggressione fisica e verbale

Lancia bottiglia urina dall’auto: aggressione omofoba in “zona gay” di Milano

Milano, 4 novembre 2013 – Aggressione omofoba in zona Porta Venezia a Milano. E’ successo intorno alle 2 di domenica 27 ottobre nei pressi del “Mono Bar” in via Panfilo Castald (“nel quartiere di Porta Venezia cuore del Milano Pride”) una persona a bordo di un’automobile ha lanciato contro una decina di avventori del locale oramai chiuso, una bottiglia contenente urina gridando frasi offensivv e e omofobe. Dopo di che l’auto, che aveva rallentato, è ripartita a forte velocità facendo perdere le proprie tracce.

E’ quanto denuncia in un comunicato pubblicato sul proprio sito l’Arcigay milanese, parlando di “un episodio che rischia di rappresentare anche per la nostra città un segnale di regressione culturale e recrudescenza dell’intolleranza omofobica”. Sulla vicenda, l’assocazione ha presentato un esposto denuncia.

Marco Mori, presidente del Cig Arcigay Milano ha dichiarato che non si tratta “di una bravata ma di un’azione violenta e premeditata” e che l’Amministrazione comunale “non può continuare ad invocare l’alibi del bilancio e rinviare azioni concrete di inclusione e lotta alle discriminazioni capaci di generare quel cambiamento promesso e più volte annunciato”.

Fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2013/11/04/976731-gay-omofobia-aggressione.shtml

Gay aggredito a Parma, scritte contro omofobia davanti a bar

Via Imbriani - scritte contro omofobia2-2

(AGI) – Parma, 30 ott. – “Qui omofobi”. E’ la scritta comparsa sul marciapiede davanti a un bar di Parma, in via Imbriani: tutto intorno, tanti volantini scritti a mano in difesa dei diritti degli omosessuali firmati “Brigate rosa”. Un singolare raid per denunciare un fatto grave avvenuto davanti a quel bar dove una persona di circa 60 anni, omosessuale, e’ stato insultato da un avventore. Quando il 60enne ha reagito questo per tutta risposta lo ha addirittura aggredito e pestato.
L’uomo, condotto al Pronto soccorso, ne avra’ per venti giorni.
E ora c’e’ chi parla di omofobia, accusando tra l’altro i gestori di non essere intervenuti. Il titolare del bar, da parte sua, respinge queste accuse: “Non siamo omofobi – ha detto -. La nostra clientela e’ composta in maggioranza da gay”. Sull’aggressione e sulle scritte apparse nella strada le forze dell’ordine hanno ora aperto un’indagine.

 

 

Fonte: http://www.agi.it/bologna/notizie/201310301127-cro-rt10099-gay_aggredito_a_parma_scritte_contro_omofobia_davanti_a_bar

Pestaggio omofobo a Torino, solidarietà a Davide Betti

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Un pestaggio violento e organizzato, un ragazzo di 21 anni che si suicida, una scuola che organizza incontri volti a sminuire il valore della famiglia che non rientri nei suoi canoni prestabiliti. Il presidente di Arcigay Torino Marco Giusta commenta i recenti fatti che hanno scosso la comunità LGBT torinese (e non solo) nelle ultime settimane.

Oggi siamo vicini a Davide Betti, Coordinatore Nazionale GayLib, picchiato a Torino perchè gay. Ormai anche nella nostra città l’omofobia sta prendendo piede e, dopo l’aggressione di qualche mese fa, il livello di preoccupazione sale. Davide Betti era stato aggredito da due uomini nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso, nei pressi della vecchia stazione di Porta Susa, a Torino.

 

Fonte: http://www.arcigay.it/comunicati/pestaggio-omofobo-a-torino-solidarieta-a-davide-betti/

Minacciato e emarginato, gay 29enne fugge all’estero

Vive in Germania con un lavoro part time. Nei giorni
scorsi incendiato il suo scantinato:«Ho paura di tornare»

BRINDISI – «Sono scappato all’estero anche perché non ce la faccio più, sono anni che subisco continue vessazioni perché sono gay. Fuggire via era l’unica soluzione»: un 29enne, lancia un grido di dolore e al contempo una richiesta di aiuto. È nato a Brindisi, ha sempre vissuto in un complesso di case popolari a Tuturano, piccola frazione del capoluogo e da tempo, a quanto racconta, ha subito minacce, insulti, anche intimidazioni, da persone non identificate ma che ritiene siano del posto. L’ultima, qualche giorno fa, quando qualcuno ha appiccato le fiamme all’interno dello scantinato di sua proprietà. Gianluca Calignano da due mesi vive in Germania, dove ha un lavoro part-time con un contratto dalla durata di pochi mesi: «Ho paura di tornare in Puglia» racconta.
Nei mesi scorsi erano apparse delle scritte omofobe sui muri della sua abitazione. Gli hanno tagliato ripetutamente gli pneumatici dell’auto, gli hanno intimato di lasciare il paese perché «a Tuturano non c’è spazio per i gay». Ora chiede aiuto: «A marzo – dice – il sindaco di Brindisi mi aveva promesso che mi avrebbe assegnato un alloggio popolare lontano da Tuturano, ma non ha mai dato seguito all’impegno. Ora vivo fuori, ma dovrò tornare. E ho paura».

Trans aggredito da cinque uomini L’ombra dell’omofobia sull’agguato

Misteriosa aggressione l’altra notte in via Piedicavallo 53, una traversa di corso Francia, non distante da corso Lecce. 

Cinque uomini, non ancora identificati dai carabinieri del nucleo operativo che stanno svolgendo le prime indagini, hanno teso un agguato ai danni di un transessuale di origine brasiliana Adau Santos, 33 anni, residente in un alloggio al terzo piano. Quando il trans è rientrato a casa, attorno alle 22, è stato circondato dai cinque uomini che si erano nascosti nel portone. Qualcuno forse aveva seguito tutti i suoi spostamenti segnalando infine ai complici il momento in cui stava per aprire il portone del fabbricato.

Adau Santos è stato selvaggiamente picchiato e derubato dei soldi, di due cellulari e di un pc. Prima di andarsene, gli aggressori gli hanno spruzzato in faccia uno spray urticante. Il brasiliano, che si prostituisce da tempo nelle strade della zona, è stato soccorso dai vicini di casa e accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria dove è stato ricoverato in prognosi riservata per le lesioni alla testa e all’addome ma secondo i medici non è in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il movente della rapina-aggressione andrebbe ricercato nel mondo della prostituzione, nel racket che controlla la zona tra corso Francia e corso Lecce. Non appena sarà possibile, quando le sue condizioni lo permetteranno, Santos sarà sentito dagli investigatori per tentare di ricostruire i retroscena del feroce e ancora inspiegabile pestaggio.

Solo attraverso la sua testimonianza sarà possibile risalire all’origine di un agguato studiato con cura e forse da tempo. I cinque si sono poi allontanati a bordo, secondo alcuni testimoni, di un Suv di colore scuro, che era stato notato giorni fa nella strada.

Non si esclude ancora del tutto l’ipotesi di una spedizione all’insegna dell’omofobia in via Piedicavallo ma non ci sono ancora riscontri concreti per sostenere questa tesi. Non troppo tempo fa, al Valentino dov’era in corso una festa gay, cinque ragazzi italiani si erano scagliati contro un gruppo di coetanei, colpevoli di essere omosessuali.

La polizia era riuscita a identificare e a denunciare gli autori dell’aggressione che però avevano del tutto escluso la matrice omofoba ma avevano parlato solo di una banale lite tra coetanei. La cronaca di questo episodio controverso era stata ampiamente ripresa dai siti web della comunità gay torinese che non avevano però dubbi sulle cause, cioè l’omofobia, alla radice dell’episodio del Valentino.