Archivio dell'autore: Valentina Vandili

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Omofobia, a Milano un patto tra vigili e Arcigay: “Così contrasteremo le aggressioni”

Contro l’omofobia

Palazzo Marino e l’associazione lavorano su un comune progetto per contrastare il fenomeno: il piano prevede anche corsi di formazione per la polizia locale per imparare a raccogliere le denunce delle vittime.

Un protocollo fra polizia locale e Arcigay, a Milano, per contrastare il fenomeno delle aggressioni omofobe in città. È l’iniziativa a cui lavorano l’associazione, l’assessorato alla Sicurezza e la consigliera comunale pd Rosaria Iardino, in prima fila nella tutela dei diritti delle persone omosessuali. «Le aggressioni di stampo omofobico a Milano sono frequenti, soprattutto la notte, e troppo spesso non vengono denunciate — dice Iardino — Per questo riteniamo necessario aumentare i controlli, avviare un programma di formazione ad hoc per i vigili e insegnare come difendersi ai gestori dei locali frequentati da gay».

Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/03/28/news/omofobia_a_milano_un_patto_vigili-arcigay_cos_contrasteremo_le_aggressioni-82092895/

 

Gabriele Toccafondi

Il sottosegretario Toccafondi: “Insegnare la lotta all’omofobia lede la libertà dei genitori”

Dopo la lezione sui trans di Vladimir Luxuria in una scuola di Modena – lezione saltata per le proteste dei genitori.

Al centro delle polemiche sono finiti prima una serie di opuscoli patrocinati dall’Unar (Ufficio nazionale antidisciminazioni razziali), poi le dichiarazioni del sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi che ha immediatamente stoppato la pubblicazione dei volantini e, in un’intervista a Tempi.it, sostiene che la lotta all’omofobia lede la libertà dei genitori ad educare i propri figli.

Il sottosegretario si è scagliato duramente contro l’Unar: “È chiaro che occorre educare all’accoglienza di ogni persona, combattendo ogni forma di violenza, ma ora sotto la dicitura di lotta alla discriminazione e al bullismo sta mirando a tutt’altro: all’imposizione della teoria del gender e alla promozione di nuove forme di famiglia. Ancora una volta l’Unar ha destinato alle scuole un filmato ideologico senza il consenso dei genitori, a cui per primi compete l’educazione dei figli. A maggior ragione bisogna chiedere conto all’Unar del repentino mutamento dei suoi fini“, ha detto Toccafondi, ricordando che gli opuscoli sono costati allo Stato ben 24 mila euro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sottosegretario-toccafondi-insegnare-lotta-allomofobia-lede-1004763.html

Progetto Unar

La Chiesa ferma l’opuscolo educare alle diversità di UNAR

IL RINVIO DEL MINISTERO – Il dibattito è esploso il 20 marzo, il giorno in cui, come spiega Repubblica, una circolare del Ministero dell’Istruzione ha rinviato «a data da destinarsi» la due giorni di corso di formazione per i docenti prevista per questa settimana (mettendo, di fatto, al bando la pubblicazione). La decisione era in parte anche prevedibile, considerata la reazione critica di diversi parlamentari della maggioranza che da mesi avevano già cominciato a presentare alla Camera e al Senato interrogazioni per impedire la diffusione degli opuscoli ‘Educare alla diversità’, progetto lanciato a sua volta con una circolare del Ministero che, il 18 dicembre scorso, annunciava la ‘Settimana nazionale contro ogni forma di violenza’. A farsi vivi negli ultimi giorni sono stati soprattutto la deputata del Pd Michela Marzano, con un’interpellanza depositata a Montecitorio, ma anche il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, vicino ad Ncd e Angelino Alfano.

LA DENUNCIA DEI VESCOVI – Poi è giunto l’allarme di Bagnasco, ovvero una denuncia dell’apertura della scuola alla «dittatura di genere», alla ‘normalizzazione’ dell’omosessualità, alla diffusione di «preconcetti contro la famiglia e la fede religiosa». La denuncia, insomma, di una vera e propria «strategia persecutoria contro la famiglia». «Viene da chiederci con amarezza – ha affermato il presidente della Cei – se si vuol fare della scuola dei ‘campi di rieducazione’, di indottrinamento». «Ma i genitori – ha chiesto il cardinale – hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati?». Parole confermate anche dal vescovo di Parma Enrico Solmi, che, parlando con Repubblica, ha affermato che l’educazione affettiva e sessuale «è un compito primario della famiglia»: «Sono i genitori ad essere i primi educatori dei figli. La scuola, lo stato, tantomeno un’associazione, non possono proporre percorsi da loro non condivisi e in qualche modo rischiare di sostituirsi a loro».

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/1426927/il-kit-anti-omofobia-a-scuola-che-fa-arrabbiare-bagnasco/

bibbia

Sito cattolico si vanta di aver acquistato libri sul gender per evitare che altri potessero leggerli

Educare al rispetto delle diversità sarebbe «palesemente contro l’insegnamento del Magistero della Chiesa». A sostenerlo è il sito cattolico La Nuova Bussola Quotidiana, questa volta puntando il dito contro la catena di librerie cattoliche Paoline, ree di ospitare fra i propri scaffali anche volumi come “Di pari passo. Percorso educativo contro la violenza di genere” o “Di che genere sei? Prevenire il bullismo sessista e omotransfobico”.
L’autrice dell’articolo racconta che «ci si è recati alla cassa per comprarli al solo pietoso scopo di toglierli immediatamente dalla vista di chiunque altro potesse cascarci» e di aver estorto la «promessa di togliere dagli scaffali altre eventuali copie». Insomma, quasi esistesse ancora l’Indice di epoca medioevale, quei libri non dovevano essere letti da nessuno, quasi fosse necessario che la gente possa ascoltare solo la voce omofoba della parte più estremista della Chiesa. Un concetto ben espresso anche dal’autrice dell’articolo, secondo la quale «non serve di certo leggere l’intero volume, ma forse neanche sfogliarlo appena, per rendersi conto di quale progetto di indottrinamento facciano parte». Insomma, un giudizio dettato dettato dal pregiudizio di chi non si prende neppure la briga di leggere qualcosa prima di condannarla.

Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2014/03/sito-cattolico-si-vanta-di-aver.html#ixzz2xiXQGk5X

 

Morgillo di Forza Italia contro la bandiera gay esposta in Regione

Il vice presidente del consiglio regionale della Liguria Luigi Morgillo ha chiesto di sapere quale iter è stato seguito per “l’autorizzazione ad affiggere sull’edificio della Regione la bandiera arcobaleno” cosa “ha spinto la Regione a schierarsi contro le ‘Sentinelle in piedi’”.

Fonte: http://www.ansa.it/liguria/notizie/consiglioregionale/2014/03/31/omofobia-morgillomale-bandiera-regione_5df1b95d-6483-4735-8c8f-20f752aca813.html

Luigi Morgillo

Luigi Morgillo
Foto:regione.liguria.it